{"id":86496,"date":"2016-11-30T22:44:20","date_gmt":"2016-11-30T21:44:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=86496"},"modified":"2016-12-04T16:36:24","modified_gmt":"2016-12-04T15:36:24","slug":"come-eravamo-noi-generazione-degli-anni-60-iv-parte-di-gabriele-damelj-melodia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/come-eravamo-noi-generazione-degli-anni-60-iv-parte-di-gabriele-damelj-melodia\/","title":{"rendered":"Come eravamo, noi generazione degli anni &#8217;60. IV Parte. Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia"},"content":{"rendered":"<p><strong>COME ERAVAMO, NOI GENERAZIONE DEGLI ANNI \u201860<\/strong><br \/>\n<strong> Viaggio alla ricerca delle cose, delle storie e delle emozioni vissute sotto la dolce ala della giovinezza<\/strong><br \/>\n<strong> di Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IV- LA SERA ANDAVAMO IN VIA SPARANO<\/strong><br \/>\nSe Eugenio Scalfari andava in via Veneto, noi andavamo in via Sparano. Egregio messer giudice Sparano da Bari, insigne giurista, ma chi te lo doveva dire che saresti diventato cos\u00ec famoso perch\u00e9, proprio a te e non per esempio al tuo collega e sodale Andrea, avrebbero intitolato la strada pi\u00f9 nota della citt\u00e0? Bah, anche da morto ci vuole culo\u2026 Facevamo molte vasche, sempre appresso a donzelle ridanciane, e qualche volta ci si fermava davanti alle vetrine della \u201cLaterza\u201d per vedere chi c\u2019era dentro. A volte riuscivamo a scorgere le teste canute di Fabrizio Canfora o di Tommaso Fiore. Poi ci si sedeva sui gradini di San Ferdinando e si parlava di tutto. Di politica, di calcio, di ciclismo, di cinema, di ragazze. Quel Sivori era un mago, Maldini uno dal piedino vellutato, Schnellinger un cavaliere romantico della difesa, forse a causa del suo cognome che faceva tanto\u201cSturm und drang\u201d. E Gimondi, guarda che quando \u00e8 in forma non lo fotte nessuno..Chi Mimma? No, \u00e8 fuori portata,quella se la fotte Pino\u2026 Dite quello che volete ma quel Pasolini \u00e8 un poeta! Che soltanto il fatto che ha scoperto Matera come set, u\u00e8 dico, questo ha portato alla ribalta i sassi, ha fatto recitare alla madre la parte della Madonna ,quello spagnolo sconosciuto nel ruolo di Ges\u00f9: oh, sar\u00e0 pure dell\u2019altra sponda, ma questo qui \u00e8 un genio!\u201d (Vangelo secondo Matteo).<br \/>\nIl film che invece non ci piacque affatto fu \u201cDeserto rosso\u201d di Antonioni. Il film era del \u201964, ma noi lo vedemmo un paio di anni dopo al comunale di Bitonto, citt\u00e0 con una singolarit\u00e0 riguardo alla fruizione degli spettacoli cinematografici. i bitontini infatti, almeno in quegli anni, erano usi manifestare il loro parere a fine proiezione. In genere applaudivano ma quella sera ci furono pochi applausi, molti mugugni e qualche fischio. Troppo sofisticato il concetto di \u201cincomunicabilit\u00e0\u201d per quella pragmatica gente abituata a cavar olio e non fumo, e pure per noi studentelli di belle speranze. Eravamo al primo anno di universit\u00e0 e avevamo imparato a \u201cposare\u201d con \u201cPaese Sera\u201d infilato nella tasca dell\u2019 eskimo. Ma poi ci affezionammo davvero a quel giornale, che era eccezionale. Portava, tra le altre, la firma di Peppino Fiori e di Sandro Curzi, e nella pagine sportiva di un tale Gianni Ranieri, penna brillante ed ironica oggi dimenticata. Inoltre, udite udite, fu il primo quotidiano a pubblicare strips di fumetti! Molti di noi acquistavano anche il settimanale Espresso, allora nel formato lenzuolo, specializzato in inchieste molto toste (Il caso Sifar, la battaglia per il divorzio ecc.)<br \/>\n<strong>AVVIAMOCI ALLA CONCLUSIONE DEL LUNGO VIAGGIO\u2026<\/strong><br \/>\nE cos\u00ec siamo arrivati all\u2019ultima curva del lungo percorso-amarcord che ha visto il mio galoppare fantastico alla ricerca del tempo perduto e ritrovato. La croccante focaccia dei panifici \u201cPapa\u201d fu la nostra \u201cmadeleine\u201d quando, una decina di anni fa, organizzammo una bella rimpatriata stringendosi tutti a coorte, ma di una ricca tavola in bandita di un noto ristorante di via Putignani. Il vino, come il rimpianto, scorse a fiumi. Ci furono vari brindisi, mentre i pi\u00f9 loquaci si producevano in dettagliate carrellate di riesumazioni di fatti, luoghi, vecchi film, canzoni\u2026 Qualcuno tir\u00f2 fuori addirittura le imitazioni che facevamo dei professori pi\u00f9 ridicoli, Mariangela, l\u2019intellettuale per antonomasia, subito part\u00ec con \u201cT\u00ectire t\u00f9 patul\u00e0e \/recub\u00e0ns sub t\u00e8gmine fagi (Chiss\u00e0, Maestro Virgilio, se componesti questi versi nella nostra ventosa Brundisium ), si tirarono poi fuori vecchie polemiche (la Gilera era pi\u00f9 ganza del Morini?, la vespa GS molto pi\u00f9 scattante della Lambretta 175?<\/p>\n<p>Oh, ricordate le \u2018500 e le \u2018600 Fiat, la prima col raffreddamento ad aria e col campo non sincronizzato? A voglia! E che dire della \u2018600 multipla, quell\u2019orribile bruco brutto come l\u2019auto delle suore\u2026asp\u00e8, come si chiamava\u2026ah s\u00ec, la Prinz! Per\u00f2 la multipla era un cesso ma spazioso! Ti ricordi che andavamo a mare in sette, qualche volta in otto..E parlando di lidi, di estate, il discorso non pot\u00e9 che cadere sulla mitica \u201cRotonda\u201d di S.Spirito, un luogo di culto, proprio come S. Apolinare lo \u00e8 stato per i brindisini. Vi giuro che, se chiudo gli occhi e mi concentro, sento ancora l\u2019odore intenso, pungente di quel mare di scogli. Le ciambelle fritte con lo zucchero che vendeva Raffaele costavano 30 lire cadauna, mentre le \u201cpelose\u201d che arrivavano verso mezzogiorno assieme alla focaccia, mi pare costassero 40 lire l\u2019una (Non debbo certo spiegare ai brindisini che si trattava di ca\u00f9ri lessi). In quegli anni il lido era frequentato dai germani Michele e Margherita Mirabella e dai suoi genitori che avevano una villetta poco distante, a due passi da villa Ciofffrese-D\u2019Amelj. Michele era alto, magrissimo, con sulla testa un nido di capelli rossi. Serio e taciturno, sempre con un libro in mano. Noi lo sfottevamo un po\u2019 chiamandolo il \u201cCohn Bendit\u201ddi Bitonto\u2026amava Pirandello e Brecht, infatti si laure\u00f2 con una tesi sull\u2019agrigentino e, quando arriv\u00f2 a dirigere il C.U.T barese (Centro Universitario Teatrale), uno dei primi lavori che mise in scena fu \u201cTamburi nella notte\u201d, in seguito portato anche a Brindisi dove and\u00f2 in scena nel sottano del Museo Ribezzo(1971?). Eravamo arrivati al dolce e l\u2019atmosfera goliardica, ben lubrificata dai vini e dai liquori, non pot\u00e9 che sfociare in una sigla di coda a base di canzoni d\u2019antan. Spunt\u00f2 una chitarra chiss\u00e0 da dove e fu tutto un tripudio di cuori pavoneschi, di pregher\u00f2 celentaniani, di lacrime sul viso,di granelli di sabbia, di sapori di mare, di watussl, gli altissimi negri\u2026la solita ex secchiona tir\u00f2 fuori addirittura una dimenticata versione italica della Little Darling del grande Elvis che, nella parte sussurrata faceva pressappoco cos\u00ec \u201cPiccola cara, anche se l\u2019azzurro del cielo mi ricorda i tuoi occhi e il rosso del tramonto le tue palpide labbra, scrivi a me che son tanto lontano.<\/p>\n<p>Sai, il mormorio del vento non \u00e8 quella tua splendida voce, ecc.\u201d ( quell\u2019aggettivo \u201cpalpido\u201d, di provenienza spagnola, non l\u2019avrei pi\u00f9 sentito in vita mia). Bene,q uella scoppiata di Mariangela l\u2019accenn\u00f2 nella traduzione latina che aveva fatto all\u2019epoca:\u201dParva cara, etiamsi cerulum coeli me obliscit oculos tuos et rubrum occasi tua tenera labia, scribi mihi qui tantum longe sum\u2026<br \/>\nS\u00ec, \u00e8 proprio passato un secolo dai tempi della nostra giovent\u00f9, troppi i cambiamenti nel costume, nella societ\u00e0, troppi i progressi della tecnologia, ma\u2026ma nel cuore dei ragazzi albergano sempre gli stessi sentimenti, perch\u00e9 le emozioni umani possono anche subire condizionamenti esterni per\u00f2, nel loro nucleo, rimangono immutabili. Questa generazione che Michele Serra ha immortalato con la felice definizione di \u201cSdraiati\u201d, non \u00e8 in fondo molto diversa dalla nostra o da quella dei nostri figli. E se noi, garzoncelli scherzosi di allora fossimo vissuti nella liquida realt\u00e0 del mondo d\u2019oggi ci saremmo comportati esattamente come loro, forse perch\u00e9, come aveva intuito Montale, \u201c la storia non contiene il prima e dopo\u2026la storia non \u00e8 magistra di niente che ci riguardi\u201d. Staremmo anche noi tutto il d\u00ec con le cuffiette e la testa piegata sul display. Avremmo anche noi orecchini, piercing e braccia tatuate, leggeremmo solo Hanry Potter e la sera ci faremmo qualche spinello e qualche drink, andremmo a ballare non pi\u00f9 negli scantinasti o sulle terrazze ma nei disco pub e nelle discoteche. Ognuno \u00e8 figlio del suo tempo, deve vivere la propria socialit\u00e0, non pu\u00f2 certo isolarsi in un eremitico dissenso totale. Pu\u00f2 solo attuare le difese che scaturiscono dalla sua educazione e intelligenza, moderando per quel che \u00e8 possibile comportamenti e stili di vita.<br \/>\nPrima o poi i ragazzi d\u2019oggi realizzeranno il loro equilibrio e spiccheranno il volo verso la maturit\u00e0 e il senso di responsabilit\u00e0, proprio come avviene al giovane protagonista della bella favola serrana. E quando avranno voglia di farsi quattro risate potranno sempre ricorrere ai vecchi nonni e ai loro \u201cpazzeschi\u201d racconti sui favolosi anni sessanta.<br \/>\n<strong>(fine)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/come-eravamo-noi-generazione-degli-anni-60-i-parte-di-gabriele-damelj-melodia\/\">Come eravamo, noi generazione degli anni &#8217;60. I Parte. Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/come-eravamo-noi-generazione-degli-anni-60-ii-parte-di-gabriele-damelj-melodia\/\">Come eravamo, noi generazione degli anni &#8217;60. II Parte. Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/come-eravamo-noi-generazione-degli-anni-60-iii-parte-di-gabriele-damelj-melodia\/\">Come eravamo, noi generazione degli anni &#8217;60. III Parte. Di Gabriele D\u2019Amelj Melodia<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME ERAVAMO, NOI GENERAZIONE DEGLI ANNI \u201860 Viaggio alla ricerca delle cose, delle storie e delle emozioni vissute sotto la dolce ala della giovinezza di Gabriele D\u2019Amelj Melodia &nbsp; IV- LA SERA ANDAVAMO IN VIA SPARANO Se Eugenio Scalfari andava in via Veneto, noi andavamo in via Sparano. Egregio messer giudice Sparano da Bari, insigne giurista, ma chi te lo doveva dire che saresti diventato cos\u00ec famoso perch\u00e9, proprio a te e non per esempio al tuo collega e sodale Andrea, avrebbero intitolato la strada pi\u00f9 nota della citt\u00e0? Bah, anche da morto ci vuole culo\u2026 Facevamo molte vasche, sempre appresso a donzelle ridanciane, e qualche volta ci si fermava davanti alle vetrine della \u201cLaterza\u201d per vedere chi c\u2019era dentro. A volte riuscivamo a scorgere le teste canute di Fabrizio Canfora o di Tommaso Fiore. Poi ci si sedeva sui gradini di San Ferdinando e si parlava di tutto. Di politica, di calcio, di ciclismo, di cinema, di ragazze. Quel Sivori era un mago, Maldini uno dal piedino vellutato, Schnellinger&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":89027,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-86496","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86496","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86496"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86496\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89063,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86496\/revisions\/89063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/89027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}