{"id":86545,"date":"2016-11-03T14:40:31","date_gmt":"2016-11-03T13:40:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=86545"},"modified":"2016-11-03T14:40:31","modified_gmt":"2016-11-03T13:40:31","slug":"referendum-le-ragioni-per-il-si-del-comitato-di-san-pietro-vernotico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/referendum-le-ragioni-per-il-si-del-comitato-di-san-pietro-vernotico\/","title":{"rendered":"Referendum: le ragioni per il S\u00ec del Comitato di San Pietro Vernotico"},"content":{"rendered":"<p>Strano paese \u00e8 l\u2019Italia, strano popolo gli italiani.<br \/>\nSono cinquant\u2019anni che tutti coloro che a vario titolo studiano e scrivono della costituzione, ovvero esercitano a vario titolo poteri costituzionali, auspicano la riforma di talune parti della stessa che gi\u00e0 all\u2019indomani dal varo presentavano elementi di criticit\u00e0. Il bicameralismo cd perfetto, la \u201cdebolezza del governo\u201d rispetto ai poteri del parlamento, erano elementi che insigni giuristi come il Calamandrei ritenevano migliorabili.<br \/>\nPurtroppo la storia ha dimostrato che quelle criticit\u00e0 hanno inciso pesantemente nel funzionamento delle nostre istituzioni, governi deboli e brevi, crisi di governo a ripetizione, legislature troncate, trasformismo parlamentare, disegni di legge saliti su navette che hanno fatto la spola tra le due camere sino ad uscirne completamente alterati o non uscirne mai, ipertrofia della decretazione d\u2019urgenza e del ricorso alla fiducia come armi improprie del governo per tentare di attuare il proprio programma. Ci\u00f2 senza tacere degli insopportabili costi di organi inutili di rilievo costituzionale come il CNEL, e la necessit\u00e0 impellente di ridefinire i rapporti fra lo Stato e le autonome locali troppo sbilanciati sulle autonomie, complessi e costosi.<br \/>\nPer anni quindi tanti protagonisti della scena politica di questo strano paese, hanno tentato di porre la loro firma su modifiche della costituzione dirette ad eliminare dette criticit\u00e0, fallendo per\u00f2 miseramente, affondati dai veti incrociati o meglio da biechi calcoli politici molto lontani tanto dallo spirito costituzionale quanto dal bene del paese.<br \/>\nSuccede poi che un energico quarantenne si metta in testa di farla veramente e finalmente questa riforma.<br \/>\nLa cocciutaggine dell\u2019impavido e forse imprudente riformatore, fondando la propria azione di governo proprio sulla irrinunciabile spinta riformatrice, e scontando il solito strumentale e irresponsabile voltafaccia della destra, partorisce un sistema di regole fondamentali forse perfettibile, ma di sicuro idoneo a rendere questo paese meglio governabile.<br \/>\nIl famoso \u201ccombinato disposto con la legge elettorale\u201d infatti consente di avere un governo forte e stabile e un sistema parlamentare pi\u00f9 semplice e tendenzialmente monocamerale. Vengono tagliati organi (il CNEL)  ed enti  (le provincie) che rappresentavano un costo non pi\u00f9 giustificabile. Vengono ridefiniti i rapporti fra Stato e regioni con una riappropriazione in capo allo Stato dell\u2019imprescindibile funzione di indirizzo, e, soprattutto, di semplificazione e pianificazione dei livelli dei servizi e dei relativi costi.<br \/>\nE\u2019 questo un attentato alla democrazia?<br \/>\nTutti i maggiori paesi del mondo, tutte le democrazie pi\u00f9 progredite (U.S.A., Gran Bretagna, Germania, Francia ecc..), hanno regole istituzionali che consentono di avere governi forti. La democrazia funziona quando il corpo elettorale ha il potere di scegliere con il voto da chi farsi governare semprech\u00e9 chi sia stato scelto, abbia poi la possibilit\u00e0 di governare per il tempo concesso dalla regole per poi al termine sottoporsi nuovamente al giudizio del corpo elettorale. La democrazia entra in crisi e con essa il paese, quando le regole non consentono a chi \u00e8 stato scelto di governare, vuoi perch\u00e9 non si producono maggioranze solide, incentivando trasformismi e poteri ricattatori dei singoli parlamentari, vuoi perch\u00e9 l\u2019azione spedita del governo si scontri con un sistema di poteri sbilanciato sulle camere e queste siano pletoriche e inadeguate, vuoi infine perch\u00e9 il governo stesso non possa superare i confini di autonomie regionali troppo estese e poco funzionali.<br \/>\nDi sicuro l\u2019effetto immediato della riforma sarebbe quello di togliere spazio vitale a quello che \u00e8 ormai numericamente un vero e proprio popolo di politici, spazio vitale e potere, quel potere che si fonda proprio sulle criticit\u00e0 del sistema, sul tenere i governi sempre sulla corda, quel potere che si nutre delle confuse e scoordinate competenze regionali, dai bilanci generosi \u201cscudati\u201d dell\u2019inviolabile autonomia.<br \/>\nOra questo effetto rappresenta uno dei motivi che ci ha convinto ad impegnarci con passione e convinzione per il SI alla riforma, ma proprio la portata, oserei dire rivoluzionaria da questo punto di vista, della riforma costituisce altres\u00ec un collante micidiale contro la riforma stessa. Essa \u00e8 infatti un\u2019ordinanza di sfratto diretta alla benemerita compagnia degli attori del surreale teatrino della politica italiana, ed infatti come per miracolo vecchi (Fini, D\u2019Alema, Berlusconi, Salvini; Meloni ecc.. e nuovi (5 stelle) comandanti, sotto e semplici fanti, dell\u2019esercito politico di questo strano paese, si sono tutti compattati CONTRO. A loro si sono affiancati, ahim\u00e8, anche una parte dello stesso partito democratico, i rottamati infatti colgono al volo l\u2019occasione di vendicarsi dell\u2019odiato rottamatore che ha osato spodestarli. Non importa se ancora una volta si d\u00e0 fuoco alla propria casa pur di mandarne fuori l\u2019odiato padre, se si sposano argomenti che contraddicono a volte anche goffamente la propria storia, l\u2019importante \u00e8 eliminare questo imprudente ed impavido riformatore e con esso la squadra di coloro che questa riforma l\u2019anno votata e la sostengono per il bene del paese, andando oltre la \u201cconvenienza\u201d politica personale.<br \/>\nSuccede poi, in questo strano paese, che questa odiatissima classe politica raccolga ancora ascolto e consensi, e che l\u2019unanimemente avvertito bisogno di cambiamento, se proposto da leader dell\u2019odiata squadra avversaria, stenti ad essere salutato con entusiasmo e favore tanto da farci rischiare di ripudiarlo a farci ammettere a tutti noi, ai nostri figli, al mondo intero, che, in fondo, a questa classe politica, a queste scricchiolanti regole, ad un Italia ferma ed incapace di rinnovarsi e guardare al futuro forte e stabile, pronta a cogliere e non a subire le sfide del tempo, noi siamo tanto irrazionalmente quanto disgraziatamente legati tanto da non avere il coraggio di cambiarla.<br \/>\nNoi non ci arrendiamo. <\/p>\n<p>C.S. COORDINAMENTO COMITATO BASTAUNS\u00cc SAN PIETRO VERNOTICO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano paese \u00e8 l\u2019Italia, strano popolo gli italiani. Sono cinquant\u2019anni che tutti coloro che a vario titolo studiano e scrivono della costituzione, ovvero esercitano a vario titolo poteri costituzionali, auspicano la riforma di talune parti della stessa che gi\u00e0 all\u2019indomani dal varo presentavano elementi di criticit\u00e0. Il bicameralismo cd perfetto, la \u201cdebolezza del governo\u201d rispetto ai poteri del parlamento, erano elementi che insigni giuristi come il Calamandrei ritenevano migliorabili. 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