{"id":8951,"date":"2014-03-24T15:35:43","date_gmt":"2014-03-24T14:35:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=8951"},"modified":"2014-03-24T15:35:43","modified_gmt":"2014-03-24T14:35:43","slug":"ambiente-e-salute-nellarea-di-brindisi-la-relazione-del-dott-portaluri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ambiente-e-salute-nellarea-di-brindisi-la-relazione-del-dott-portaluri\/","title":{"rendered":"Ambiente e salute nell&#8217;area di Brindisi: la relazione del Dott. Portaluri"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente la relazione del dr. Maurizio Portaluri, primario di Radio Terapia dell&#8217;ospedale Perrino di Brindisi, presentata oggi 24 marzo nell&#8217;audizione della III Commissione (Sanit\u00e0) della Regione Puglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGIONE PUGLIA<br \/>\nCONSIGLIO REGIONALE<br \/>\nIII COMMISSIONE SANITA\u2019<br \/>\nBARI 24.3.2014<br \/>\nSINTESI DELLE EVIDENZE DI DANNO SANITARIO NELLA POPOLAZIONE DI<br \/>\nBRINDISI E PROPOSTE DI INTERVENTO<\/p>\n<p>Nel 2012 per iniziativa del\u2019Amministrazione Comunale di Brindisi un gruppo di\u00a0professionisti di varia estrazione scientifica raccolse i dati ambientali e sanitari sino\u00a0ad allora disponibili in una ricca relazione che da qualche mese \u00e8 consultabile sul sito\u00a0web della Citt\u00e0 di Brindisi.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro concord\u00f2 unanimemente su alcune\u00a0proposte che sono riportate nelle ultime pagine della stessa relazione. (Allegata)<br \/>\nSi far\u00e0 qui un rapidissimo excursus delle evidenze sanitarie sulla popolazione\u00a0brindisina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1) Sin dagli anni &#8217;80 la mortalit\u00e0 degli uomini di questa citt\u00e0 risulta superiore rispetto alla media regionale. Si ricava facilmente dai dati ISTAT pubblicati nel 2008 in uno studio di Gianicolo ed altri. Si parla di 15-20 decessi in pi\u00f9 ogni anno per tutte le cause su un totale medio di 320 decessi annui negli anni 1981-90 ed altrettanti su un\u00a0totale di 350 annui nel decennio 1991-01. Dal 2006 al 2009 secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Epidemiologico Regionale i decessi in pi\u00f9 sono stati 12 ogni anno.<br \/>\nSi pu\u00f2 ben concludere, con stima cautelativa, che nel trentennio 1980-2010 i decessi in pi\u00f9 siano stati non meno di 400.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2) Nel 2004 veniva pubblicato uno studio di popolazione intorno all&#8217;area industriale\u00a0che rilevava un eccesso di mortalit\u00e0 nei primi due chilometri dal petrolchimico per i\u00a0tumori del polmone, del sistema linfoematopoietico e della vescica negli anni 1996-1997. <em>(Case-control study on cancer risk associated to residence in the\u00a0neighbourhood of a petrochemical plant. Belli S, Benedetti M, Comba P, Lagravinese<\/em><br \/>\n<em> D, Martucci V, Martuzzi M, Morleo D, Trinca S, Viviano G. 2004. Eur J Epidemiol.\u00a019(1):49-54.).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3) Nel 2011 alcuni ricercatori hanno pubblicato dati relativi al periodo 1999-2001 che\u00a0mostrano chiaramente come nel primo chilometro di distanza dall&#8217;area industriale si\u00a0sia verificato un rischio doppio di tumori al polmone ed alla vescica. Anche il rischio\u00a0di Linfomi non Hodgkin e Leucemie \u00e8 aumentato al decrescere della distanza. <em>(Spatial analysis of the risk of multiple cancers in relation to a petrochemical\u00a0plant.Environmetrics wileyonlinelibrary.com) DOI: 10.1002\/env.1138 Calculli C,Pollice A, Serinelli M).<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4) Dopo il 2008 sempre grazie allo stesso gruppo di ricercatori di alcuni istituti del\u00a0CNR di Lecce e della ASL di Brindisi, tra questi il dottor Latini, si apprende che le\u00a0malformazioni congenite nella citt\u00e0 di Brindisi sono il 17% in pi\u00f9 di quanto atteso in\u00a0base al registro europeo delle malformazioni, il 48% in pi\u00f9 per le sole malformazioni\u00a0cardiache. In particolare dal 2001 al 2010 sono nati 189 bambini con malformazioni\u00a0congenite, 3 in pi\u00f9 ogni anno rispetto alla media europea. Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9! Lo stesso\u00a0gruppo di ricercatori ha dimostrato che nelle settimane di gravidanza in cui le\u00a0malformazioni si generano, le mamme dei bambini malformati hanno respirato, sulla\u00a0base dei dati delle centraline per il monitoraggio dell&#8217;aria, una concentrazione di SO2\u00a0superiore a quella respirata dalle mamme che hanno partorito bambini sani. l&#8217;ARPA\u00a0Puglia certifica che il 90% della SO2 emessa a Brindisi proviene dalla produzione di\u00a0energia. <em>(1 &#8211; Gianicolo et al. BMC Pregnancy and Childbirth 2012, 12:165; 2- Emilio Antonio Luca\u00a0GianicoloEnvironmental Research, 128 + (2013) 9-14. Congenital anomalies; Air pollution; Industrial exposure;\u00a0Brindisi; Sulfur dioxide)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5) A gennaio 2013 un altro lavoro scientifico condotto sulla nostra popolazione\u00a0mostra un aumento di ricoveri ospedalieri, dal 2001 al 2007, per malattie cardiache e\u00a0respiratorie all&#8217;aumentare, anche nei limiti di legge, delle concentrazioni di SO2 e\u00a0NO2 misurate in aria dalle centraline. Inoltre il rischio di ricovero aumenta quando i\u00a0venti soffiano dal porto e dall&#8217;area industriale verso la citt\u00e0. Non \u00e8 la quantit\u00e0 soltanto\u00a0degli inquinanti ad essere nociva ma anche la loro qualit\u00e0! (Acute effects of urban<br \/>\nand industrial pollution in a government-designated \u201cEnvironmental risk area\u201d: the\u00a0case of Brindisi, Italy. International Journal of Environmental Health Research).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6) Molto recentemente uno studio nazionale ha stimato l\u2019impatto sulla salute della\u00a0popolazione adulta dell\u2019inquinamento atmosferico in 23 citt\u00e0 italiane tra cui Brindisi\u00a0dal 2006 al 2009 rilevando in questa citt\u00e0 un decesso all\u2019anno attribuibile alle\u00a0emissioni di PM10 <em>(Epidemiol Prev.2013 Jul-Oct;37(4-5):252-62.[Short-term impact\u00a0of air pollution among Italian cities covered by the EpiAir2 project]. [Article in<\/em><br \/>\n<em> Italian] Baccini M,Biggeri A; Gruppo collaborativo EpiAir2.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>7) Nel periodo 2005-2009 utilizzando gli archivi dei dati sanitari correnti alcuni\u00a0epidemiologi hanno messo in evidenza come nelle donne la BPCO sia pi\u00f9 frequente\u00a0tra le residenti nel capoluogo rispetto alle residenti nei comuni della provincia.\u201d\u00a0<em>(Stima della prevalenza di bronco pneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) nella\u00a0provincia di Brindisi per gli anni 2005-2009, Antonella Bruni, Emilio Antonio Luca\u00a0Gianicolo, Maria Angela Vigotti, Annunziata Faustini , in corso di pubblicazione su\u00a0Epidemiologia&amp;Prevenzione 38 (2) marzo-aprile 2014)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8) Infine il registro tumori pugliese per Brindisi ha pubblicato i dati del 2006. Ad una\u00a0richiesta rivolta al Direttore Scientifico circa un confronto tra i tassi del Registro\u00a0Jonico Salentino 1999-2001 ed il dato 2006 \u00e8 stato risposto che l&#8217;incidenza nei\u00a0MASCHI \u00e8 passata da 385,8 a 395 per 100.000 abitanti e nelle DONNE da 265,23 a\u00a0318,4 per 100.000 abitanti ogni anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il quadro fin qui delineato pu\u00f2 ben rappresentare &#8220;un certificato di sana e robusta\u00a0costituzione&#8221; che si conclude con una prescrizione di non idoneit\u00e0 della citt\u00e0 a\u00a0sopportare ulteriori nocivit\u00e0 per la salute collettiva. Non a caso la Valutazione deL\u00a0Danno Sanitario si far\u00e0 anche a Brindisi e nella relazione presentata dal Prof.\u00a0Assennato nel luglio scorso (allegata) si fa riferimento alle evidenze emerse dagli<br \/>\nstudi qui citati sulle malformazioni e sui ricoveri ospedalieri quali basi e motivo della\u00a0valutazione stessa. E&#8217; ormai chiaro: i limiti di legge per i macroinquinanti non sono\u00a0limiti sanitari, cio\u00e8 non mettono al riparo dalle malattie, per questo bisogna ridurre le\u00a0emissioni.<br \/>\nIl gruppo di lavoro riunitosi nel 2012 presso il Comune cos\u00ec tra l&#8217;altro concludeva:<br \/>\n&#8220;Adottare politiche per la riduzione delle emissioni massiche,da intendersi non solo\u00a0in aria ma anche nelle altre matrici ambientali, autorizzando solo nuove attivit\u00e0\u00a0industriali con minimo impatto ambientale e negoziando un programma di\u00a0consistente riduzione degli impatti ambientali di quelle in esercizio, con particolare\u00a0riferimento al settore energetico, con la progressiva riduzione del carbone,<br \/>\ncombustibile notoriamente ad elevato impatto sanitario, e la pianificazione della sua\u00a0sostituzione con metano, nonch\u00e8 alle emissioni di benzene provenienti dal polo\u00a0chimico.<br \/>\nEffettuare controlli frequenti sui combustibili in ingresso e le scorie prodotte<br \/>\nPotenziare i controlli sulle emissioni in aria, acqua e suolo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte altre indagini sanitarie ed epidemiologiche andrebbero condotte.<\/p>\n<p>Ci si limita a\u00a0ricordare quelle suggerite dall&#8217;Istituto Superiore di sanit\u00e0: &#8220;La conduzione di uno\u00a0studio di coorte dei dipendenti del petrolchimico e di alcuni comparti dell\u2019area\u00a0portuale &#8230;..studi geografici a livello sub-comunale. &#8230;..uno studio di\u00a0biomonitoraggio, in modo da distinguere il ruolo delle esposizioni occupazionali da\u00a0quelle ambientali.&#8221;<br \/>\nNon dimentichiamo i lavoratori dell&#8217;industria che hanno fornito un tributo di salute e\u00a0di vita che nessuno finora ha voluto quantificare. Un tributo che viene ancora pagato\u00a0da lavoratori della chimica, dell&#8217;energia, della cantieristica e della meccanica che\u00a0continuano ad ammalarsi e a morire. E&#8217; chiaro che gli eccessi di morti nel sesso\u00a0maschile si spiegano in buona parte come &#8220;mal da lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>A Brindisi non si \u00e8 svolto\u00a0un processo come quello di Porto Marghera perch\u00e8 non erano mai stati diagnosticati\u00a0gli angiosarcomi. Quando nel 2011 sono stati diagnosticati non \u00e8 successo nulla\u00a0ugualmente.<br \/>\nI documenti citati sono allegati in formato elettronico<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>CONCLUSIONI<\/strong><br \/>\nSono almeno otto gli studi che segnalano criticit\u00e0 sanitarie sulla popolazione di\u00a0Brindisi (capoluogo). Un costante eccesso di mortalit\u00e0 maschile, dagli anni \u201980 fino\u00a0all\u2019ultimo dato del 2009, probabilmente di origine occupazionale, una prevalenza di\u00a0Broncopatia Cronica Ostruttiva nelle donne del capoluogo, una maggiore incidenza e\u00a0mortalit\u00e0 per alcune neoplasie in prossimit\u00e0 dell\u2019area industriale, un aumento del<br \/>\ntasso di incidenza per tutte le neoplasie dal 1999 al 2006, una una maggior incidenza\u00a0di malformazioni neonatali in corrispondenza di pi\u00f9 elevate concentrazioni di SO2\u00a0(marcatore di emissioni energetiche), incrementi di ricoveri e decessi per malattie\u00a0cardio-respiratorie in corrispondenza di innalzamenti delle concentrazioni in aria di\u00a0alcuni macroinquinanti anche entro i limiti di legge e con venti provenienti dall\u2019area\u00a0industriale.<\/p>\n<p>Sulla base di queste ultime due criticit\u00e0 la Regione ha ritenuto che il SIN\u00a0di Brindisi necessiti della Valutazione del Danno Sanitario.<br \/>\nSul piano della prevenzione primaria vi sono sufficienti elementi per attuare\u00a0politiche di riduzione dei rischi e delle emissioni industriali. Sia pure in presenza di\u00a0una qualit\u00e0 dell\u2019aria per i macroinquinanti caratterizzata da misurazioni al di sotto dei\u00a0valori normati, cos\u00ec come per Taranto, le soglie di legge non si rivelano soglie di\u00a0sicurezza sanitaria perch\u00e8 eventi sanitari avversi si verificano per innalzamenti dei<br \/>\nmacroinquinanti al di sotto dei tetti massimi previsti dalla legge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Regione ha\u00a0l\u2019opportunit\u00e0 di intervenire subito in quanto \u00e8 aperta la procedura di AIA della\u00a0Centrale Enel.<\/p>\n<p>Dovrebbero essere rinforzate le attivit\u00e0 di controllo su acqua ed\u00a0alimenti nonch\u00e8 le attivit\u00e0 epidemiologiche per disporre di dati aggiornati almeno\u00a0dalle fonti pi\u00f9 facilmente accessibili (mortalit\u00e0, ricoveri, CEDAP, abortivit\u00e0, farmaci\u00a0ecc). Per le altre misure ambientali si rimanda alle conclusioni del gruppo di lavoro\u00a0del Comune di Brindisi (appendice)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul piano delle prevenzione secondaria si dovrebbe dare attuazione anche con un\u00a0finanziamento ad hoc al Centro Provinciale per la sorveglianza degli effetti sulla\u00a0salute degli inquinanti ambientali e occupazionali con il compito di fornire ai\u00a0lavoratori ex esposti a cancerogeni una adeguata sorveglianza sanitaria. Allo scopo il\u00a0locale Dipartimento di Prevenzione ha presentato da tempo una interessante proposta\u00a0alla ASL che non \u00e8 stata finora adottata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul piano della prevenzione terziaria in presenza di una cos\u00ec importante patologia\u00a0cardio respiratoria \u00e8 necessario correggere la programmazione regionale collocando\u00a0nell\u2019ospedale Perrino l\u2019UO di Pneumologia in modo da realizzare anche l\u2019Unit\u00e0 di\u00a0Terapia Intensiva Respiratoria che pu\u00f2 nascere solo in presenza di una rianimazione;<br \/>\nripristinando la previsione di Cardiochirurgia e Chirurgia Toracica; potenziando con\u00a0uomini e mezzi l\u2019attuale offerta ematologica, oncologica e radioterapica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maurizio Portaluri<\/strong><br \/>\n<strong> Direttore OUC Radioterapia Ospedale \u201cPerrino\u201d<\/strong><br \/>\n<strong> Ricercatore Associato dell&#8217;Istituto Fisiologia Clinica del CNR Pisa-Lecce<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Appendice\u00a0dalla Relazione finale:<\/strong><\/p>\n<p>BRINDISI area ad alto rischio e sito nazionale per le bonifiche;\u00a0Ipotesi di lavoro per la tutela della salute<br \/>\nconsultabile al sito:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comune.brindisi.it\/web\/component\/content\/article\/1455.html\">http:\/\/www.comune.brindisi.it\/web\/component\/content\/article\/1455.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>17 CONCLUSIONI E PROPOSTE<\/strong><br \/>\nI dati consultati e raccolti da questo Gruppo di Lavoro, insieme con gli elementi conoscitivi apportati dai<br \/>\ndirigenti di Arpa Puglia e ASL Brindisi intervenuti agli incontri, permettono di concludere che\u00a0l&#8217;industrializzazione di Brindisi, avviata negli anni &#8217;60, ha prodotto un gravissimo inquinamento di suolo, falde\u00a0e mare.<br \/>\nI dati forniti dall&#8217;Arpa negli ultimi anni attraverso le centraline per la qualit\u00e0 dell&#8217;aria mostrano un rispetto dei\u00a0limiti di legge dei macroinquinanti misurati. Tuttavia, sono emerse alcune criticit\u00e0 con riferimento sia alla\u00a0localizzazione delle centraline, sia alla gamma di inquinanti misurabili, sia alla misura di microinquinanti\u00a0pericolosi ad oggi non monitorati con continuit\u00e0.<br \/>\nGli studi sull&#8217;impatto sanitario pur presentando il limite della mancanza di un registro tumori o di una\u00a0datazione per alcuni di essi ferma all&#8217;inizio del decennio scorso, hanno mostrato in passato eccessi di<br \/>\nmortalit\u00e0 generale e per alcuni tumori, mentre studi specifici hanno rilevato eventi sanitari in relazione alle\u00a0distanze di residenza dall&#8217;area industriale o in relazione all&#8217;innalzamento di alcuni inquinanti atmosferici,\u00a0nonostante questi ultimi fossero in concentrazione inferiore ai limiti previsti dalla legge. Ci\u00f2 evidentemente fa\u00a0emergere l&#8217;importanza di una analisi non solo quantitativa ma anche qualitativa delle polveri. Destano\u00a0preoccupazione i dati disponibili relativi alle malformazioni neonatali ed ai tumori della pleura.<\/p>\n<p>Come messo in evidenza dai dati delle emissioni riportati, nella citt\u00e0 di Brindisi si registra un elevato carico\u00a0emissivo di diversi inquinanti molti dei quali con effetti cancerogeni (tonnellate di ossidi di zolfo, ossidi di\u00a0azoto, particolato, metalli pesanti, benzene, IPA etc). Si fa presente che le emissioni provenienti da\u00a0autodichiarazioni e o stime si basano sul funzionamento \u201cnormale\u201d dell\u2019impianto. Sono pertanto escluse\u00a0emissioni accidentali che pure si sono rivelate molto frequenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PROPOSTE<\/strong><br \/>\nAvvio improcrastinabile delle attivit\u00e0 di bonifica del suolo e sottosuolo fortemente inquinati.\u00a0Si ritiene pertanto necessario:<br \/>\n1.Adottare politiche per la riduzione delle emissioni massiche,da intendersi non solo in aria ma\u00a0anche nelle altre matrici ambientali, autorizzando solo nuove attivit\u00e0 industriali con minimo impatto\u00a0ambientale e negoziando un programma di consistente riduzione degli impatti ambientali di quelle in\u00a0esercizio, con particolare riferimento al settore energetico, con la progressiva riduzione del carbone,\u00a0combustibile notoriamente ad elevato impatto sanitario, e la pianificazione della sua sostituzione con\u00a0metano, nonch\u00e8 alle emissioni di benzene provenienti dal polo chimico.<\/p>\n<p>2.Effettuare controlli frequenti sui combustibili in ingresso e le scorie prodotte<\/p>\n<p>3.Potenziare i controlli sulle emissioni in aria, acqua e suolo<br \/>\nAi fini della valutazione della relazione con esiti sanitari, sarebbe opportuno una ricostruzione storica delle\u00a0emissioni dei vari impianti industriali.<br \/>\nRiguardo al monitoraggio in aria, data la complessit\u00e0 degli scenari emissivi, sarebbe necessario aumentare\u00a0la distribuzione di sensori di Benzene, PM2.5 e IPA in considerazione delle emissioni industriali, ed\u00a0effettuare campagne di misura di PM1 e nanoparticelle.<br \/>\nEffettuazione di campagne diffuse di campionatori passivi che coinvolgono aree estese della citta\u2019.<br \/>\nInstallazione di una centralina o realizzazione di campagne di monitoraggio, che includano anche<br \/>\nmicroinquinanti, nella zona prospiciente il porto (zona Marimisti, Fontanelle).<br \/>\nAttuazione del monitoraggio globale gi\u00e0 previsto per Brindisi con il Piano di risanamento del 1998.<br \/>\nL&#8217;ARPA sia dotata del personale per le misure ai camini e le emissioni ai camini siano rilevate in continuo.<br \/>\nStudio accurato dei dati ambientali. Vista la gravit\u00e0 dello stato di inquinamento del territorio di Brindisi si\u00a0rende necessario un approfondimento delle analisi riguardanti i risultati dei piani di caratterizzazione gi\u00e0\u00a0prodotti, considerando la mole di dati ed il loro carattere spesso disomogeneo da un punto di vista spaziale e\u00a0temporale. Tale approfondimento non \u00e8 stato realizzato dal Gruppo di Lavoro per l\u2019esiguit\u00e0 del tempo avuto\u00a0a disposizione.<br \/>\nRealizzazione di una valutazione economica dei costi dell&#8217;inquinamento a Brindisi ( seguendo la metedologia\u00a0dell&#8217;EEA)<br \/>\nNel settore ambientale e sanitario il Comune dovrebbe farsi carico di politiche di openData, rendendo libero,\u00a0gratuito ed agevole il ri-utilizzo dei dati gi\u00e0 in suo possesso (quelli provenienti da ARPA) e quelli acquisibili\u00a0da altre organizzazioni (asl, osservatorio epidemiologico). Il tutto conformemente alle recenti disposizioni\u00a0normative del Governo e della Regione Puglia sul tema del libero accesso e del riuso della informazione\u00a0prodotta dalla PA.<br \/>\nPer realizzare politiche di prevenzione basate sull\u2019evidenza scientifica, il Comune dovrebbe richiedere<br \/>\nl&#8217;aggiornamento e la pubblicazione continua dei dati del registro tumori, la sistematica elaborazione dei dati\u00a0sanitari in possesso della ASL &#8211; cause di morte, cause di ricovero, consumi di farmaci, esenzioni ticket,\u00a0accessi al pronto soccorso, ecc &#8211; o di altri enti pubblici su infortunistica stradale, lavorativa, malattie da\u00a0lavoro, infortunistica domestica, giornate di lavoro perso per malattia., ecc.<br \/>\nSul piano della conoscenza epidemiologica si ritiene necessario richiedere al Ministero della Salute<br \/>\nl&#8217;aggiornamento ad anni pi\u00f9 recenti dello studio SENTIERI con l&#8217;attuazione per Brindisi delle attivit\u00e0 ivi<br \/>\nsuggerite: &#8220;La conduzione di uno studio di coorte dei dipendenti del petrolchimico e di alcuni comparti<br \/>\ndell\u2019area portuale con un\u2019analisi di mortalit\u00e0 e di incidenza contribuirebbe a dimensionare il ruolo eziologico\u00a0della componente professionale per alcune patologie, in particolare i tumori pleurico e del polmone.<\/p>\n<p>Per\u00a0approfondire il ruolo delle esposizioni sia occupazionali sia ambientali sulla salute dei residenti sarebbe\u00a0opportuno acquisire dati sullo stato attuale dell\u2019inquinamento ambientale, condurre studi geografici a livello\u00a0subcomunale, realizzare mappe di esposizione della popolazione agli inquinanti emessi dai diversi impianti\u00a0mediante modelli di dispersione Inoltre, sarebbe necessario valutare l\u2019esposizione umana alle concentrazioni\u00a0di inquinanti presenti nell\u2019ambiente attraverso uno studio di biomonitoraggio, in modo da distinguere il ruolo\u00a0delle esposizioni occupazionali da quelle ambientali.&#8221;<br \/>\nPer l&#8217;attivit\u00e0 di biomonitoraggio si propone la costituzione di una Bioteca frutto della collaborazione tra<br \/>\nComune, ASL e ARPA, CNR ed aperta alla partecipazione dei cittadini, per monitorare gli effetti delle azioni\u00a0di riduzione degli inquinanti.<br \/>\nIl Gruppo ritiene inoltre che sia necessario realizzare un Registro delle Malformazioni neonatali e che lo<br \/>\nstudio delle coorti lavorative sia esteso anche a quelle dell&#8217;industria energetica, cantieristica e portuale. Si\u00a0chiede inoltre di istituire un Registro degli ex-Esposti all&#8217;Amianto.<br \/>\nIl Gruppo di Lavoro non ha potuto occuparsi di altri determinanti di salute che pure rivestono un ruolo<br \/>\nimportante e rispetto ai quali si raccomanda di svolgere ulteriori approfondimenti istituendo, per es., consulte\u00a0ad hoc. Tra questi il controllo sugli alimenti, la bonifica delle aree contenti amianto con specifiche politiche di\u00a0censimento e sostegno ai cittadini da parte del Comune, politiche della mobilit\u00e0 e dell&#8217;edilizia ecocompatibile,\u00a0la salute intorno alle discariche comprese quelle abusive recentemente scoperte, la radioattivit\u00e0 intorno alle\u00a0centrali a carbone, politiche di riutilizzo spinto dei rifiuti che rendano inutile la loro combustione evitando\u00a0l&#8217;impatto ambientale delle emissioni e dello smaltimento delle ceneri, l&#8217;impatto ambientale e sanitario delle\u00a0attivit\u00e0 portuali e loro ricollocazione lontano dagli abitati.<br \/>\nSul piano assistenziale il Gruppo di Lavoro ritiene che l&#8217;entit\u00e0 dei rischi descritti richieda una valutazione\u00a0attenta delle risorse a disposizione delle strutture deputate alla prevenzione sanitaria ed ambientale\u00a0(Dipartimento di prevenzione della ASL, ARPA) ed alla diagnosi e cura delle malattie (strutture per la\u00a0diagnosi e le cure delle malattie oncoematologiche, cardiorespiratorie, neonatali) ed un loro urgente\u00a0adeguamento.<br \/>\nPer poter svolgere i numerosi studi di approfondimento necessari ad avere un quadro completo e aggiornato\u00a0della situazione ambientale e sanitaria relative al territorio di Brindisi, il Gruppo di Lavoro propone l\u2019istituzione\u00a0di un Osservatorio permanente, costituito da un team multidisciplinare di specialisti, con operatori\u00a0appartenenti alle varie branche scientifiche necessarie, allo scopo di fornire dati accurati utilizzabili\u00a0dall\u2019Amministrazione Comunale per politiche di risanamento ambientale.<br \/>\nInfatti tutte le predette attivit\u00e0 richiedono un elevato contenuto conoscitivo. Per questo il Comune potrebbe\u00a0anche negoziare con le agenzie pubbliche della formazione e della ricerca percorsi scientifici ed educativi in\u00a0grado di fornire figure professionali e conoscenze che aiutino a realizzare i cambiamenti necessari.<br \/>\nSi propone di pubblicare i documenti prodotti attraverso l&#8217;IPRES (Istituto Pugliese Ricerche Economiche e<br \/>\nSociali) di cui il Comune \u00e8 socio finanziatore e presso riviste di settore ambientale ed epidemiologico.<\/p>\n<p>Il documento &#8220;Conclusioni e Proposte&#8221;, preliminarmente inviato a tutti i componenti del Gruppo, \u00e8 stato<br \/>\noggetto di integrazioni pervenute prima dell&#8217;incontro del 30.11.12, ed \u00e8 stato ulteriormente sottoposto a<br \/>\nrilettura nel corso dello stesso incontro. Pertanto esprime il parere unanime del Gruppo di Lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente la relazione del dr. Maurizio Portaluri, primario di Radio Terapia dell&#8217;ospedale Perrino di Brindisi, presentata oggi 24 marzo nell&#8217;audizione della III Commissione (Sanit\u00e0) della Regione Puglia. &nbsp; REGIONE PUGLIA CONSIGLIO REGIONALE III COMMISSIONE SANITA\u2019 BARI 24.3.2014 SINTESI DELLE EVIDENZE DI DANNO SANITARIO NELLA POPOLAZIONE DI BRINDISI E PROPOSTE DI INTERVENTO Nel 2012 per iniziativa del\u2019Amministrazione Comunale di Brindisi un gruppo di\u00a0professionisti di varia estrazione scientifica raccolse i dati ambientali e sanitari sino\u00a0ad allora disponibili in una ricca relazione che da qualche mese \u00e8 consultabile sul sito\u00a0web della Citt\u00e0 di Brindisi. Il gruppo di lavoro concord\u00f2 unanimemente su alcune\u00a0proposte che sono riportate nelle ultime pagine della stessa relazione. (Allegata) Si far\u00e0 qui un rapidissimo excursus delle evidenze sanitarie sulla popolazione\u00a0brindisina. &nbsp; 1) Sin dagli anni &#8217;80 la mortalit\u00e0 degli uomini di questa citt\u00e0 risulta superiore rispetto alla media regionale. Si ricava facilmente dai dati ISTAT pubblicati nel 2008 in uno studio di Gianicolo ed altri. 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