{"id":89830,"date":"2016-12-07T19:42:58","date_gmt":"2016-12-07T18:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=89830"},"modified":"2016-12-07T19:42:58","modified_gmt":"2016-12-07T18:42:58","slug":"post-referendum-tra-vincitori-e-vinti-la-politica-non-e-tra-i-primi-di-gianluca-alparone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/post-referendum-tra-vincitori-e-vinti-la-politica-non-e-tra-i-primi-di-gianluca-alparone\/","title":{"rendered":"Post referendum tra vincitori e vinti: la politica non \u00e8 tra i primi. Di Gianluca Alparone"},"content":{"rendered":"<p>Prendo spunto dall&#8217;interessante dibattito scatenatosi agli esiti della consultazione referendaria e, prescindendo da proclami dai connotati trionfalistici da pi\u00f9 parti levatisi, provo a trarre qualche spunto di personalissima riflessione su cui sarebbe interessante \u2013 ora che il clima potrebbe essere un po\u2019 pi\u00f9 sereno \u2013 un confronto tra le parti politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n1) Dagli ampi e accesi confronti a cui nelle ultime settimane abbiamo assistito nei salotti della cultura, dai talk show televisivi a tema ai comizi, dalle discussioni di Palazzo fino al vociare in ogni angolo di strada del nostro amato Paese, che come non mai hanno contraddistinto la lunga vigilia di questo appuntamento elettorale, \u00e8 emerso piuttosto chiaramente come una riforma costituzionale che ringiovanisca e renda pi\u00f9 al passo con i tempi le nostre Istituzioni e la stessa Costituzione italiana, avvicinando il nostro sistema politico\/amministrativo a modelli esteri pi\u00f9 vincenti sul piano della tutela e del riaffrancamento dei principi democratici, sia quanto mai necessaria e soprattutto condivisa come esigenza che proviene dal basso. A me questo sembra un dato di fatto incontrovertibile, confermato, se ce ne fosse bisogno, anche dai numeri dell&#8217;affluenza che dimostrano come il tema sia particolarmente sentito dai cittadini.<br \/>\nLa riforma proposta da Renzi e i suoi, d\u2019altro canto, non ha evidentemente convinto in quanto ritenuta \u2013 sento dire \u2013 lacunosa in parecchi tratti e, oltretutto, perch\u00e9 \u2013 a mio avviso \u2013 le ragioni di certi indirizzi assunti sono apparse ai pi\u00f9 piuttosto pretestuose&#8230;motivi per cui personalmente ho votato no ed il no alla fine ha prevalso un maniera direi netta. Ci\u00f2 non toglie l\u2019esigenza di un cambiamento che non pu\u00f2 esautorarsi solo con la pi\u00f9 volte riesumata riforma elettorale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n2) Renzi, i renziani, la parte del Pd che lo sostiene (o forse lo sosteneva a questo punto) oltre che gli storici suoi supporters (se volete chiamatele Lobbies) hanno chiaramente perso la battaglia, ma in realt\u00e0 potrebbero esserne usciti vincenti in un\u2019ottica di medio lungo periodo, se \u00e8 vero come \u00e8 vero che &#8220;da soli&#8221; (eccezion fatta per lo sparuto gruppo di fedelissimi di Alfano che notoriamente non si \u00e8 mai assestato oltre il 4%) hanno raccolto il voto di oltre 4 italiani su 10!<br \/>\nAdesso, non si dica in giro che si \u00e8 trattato solo di una consultazione referendaria; \u00e8 palese infatti che si sia assistito, invero, ad uno scontro politico a tutto tondo che ha dato dei riscontri importanti ai movimenti politici di maggioranza e non sull\u2019attuale indice di gradimento popolare. Motivo per cui per il Centrodestra, a cui non smetter\u00f2 mai di credere ed affidarmi, \u00e8 il momento, forse quello propizio, che si ritrovi coerenza, compattezza e slancio se realmente si vuole ambire a riprendere le redini del Paese, e via via dei territori, riaffermando i valori liberali che gli appartengono e in cui la maggioranza degli italiani storicamente si riconosce.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n3) Dulcis in fundo, ancora una volta, la nostra si conferma come la politica del \u201duno contro tutti&#8221;, dove l&#8217;uno \u00e8 chi governa e i tutti, tutti gli altri; questi ultimi si ritrovano cos\u00ec schierati in un\u2019accozzaglia di sigle, idee e movimenti assolutamente inconciliabili per innata e primordiale eterogeneit\u00e0 di estrazione, cultura e ideali, formati da leader, rappresentanti o semplici portavoce, che non si troverebbero d\u2019accordo neppure sul colore del cielo. Ma in quello che non riesce niente e nessuno &#8211; si dice di solito &#8211; riesce la politica: avvicinare gli inavvicinabili, accordare gli inaccordabili quando il fine, l&#8217;obiettivo, la mission sono comuni e cio\u00e8 scardinare dalle poltrone chi in quel momento &#8211; legittimamente o meno &#8211; ha il potere di governare.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSalvo poi inevitabilmente tornare a &#8220;scannarsi&#8221;, offendersi, distanziarsi, quando si tratter\u00e0 di affrontarsi per prendersi proprio quell&#8217;ambito scettro di comando una volta tornato in palio.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuello che ne deriva molto spesso (non sempre per la verit\u00e0) \u00e8 che un sano e costruttivo confronto sulle idee venga per questo motivo a svilirsi e che qualche eventuale buona azione o una possibile proposta valida di chi governa o amministra che potevano recare benefici della collettivit\u00e0 vengano osteggiate da un&#8217;opposizione sorda e ceca ma che in queste circostanze risulta essere sempre in compenso particolarmente coesa e compatta. Del resto quello che conta \u00e8 mettere il bastone fra le ruote alla maggioranza con l\u2019 ambizione di avere al pi\u00f9 presto un&#8217;altra chance dalle agognate urne.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSono persuaso che questa politica dell&#8217;accerchiamento, questo fronte comune del &#8220;tutti contro uno&#8221; dalle sembianze di una Crociata contro il male, non rappresenti un bene per la democrazia, per il Paese e le realt\u00e0 locali, che necessiterebbero invece di interventi sensati e rapidi; e neppure per la politica stessa. Ed invece accade sempre pi\u00f9 di frequente.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuesta caccia al mostro, a volte giustificata spesso strumentale ai fini del proprio rilancio da parte delle opposizioni, non credo rechi neppure vantaggio e beneficio ai cittadini. Essere l&#8217;anti-Renzi o l&#8217;anti-Carluccio, venendo ai fatti nostri, o l&#8217;anti-chiunque abbia avuto il mandato ad amministrare, pur in presenza di una cattiva amministrazione che legittimerebbe la minoranza a esercitare una sana azione di democratica opposizione, ritengo non sia un buon esercizio della politica; spesso cela solo personalissime ambizioni e presunzioni.<br \/>\nI veterani della politica diranno che cos\u00ec funzionano le cose\u2026 che queste sono le regole del gioco, ma forse proprio per questo la gente sta progressivamente perdendo fiducia nella politica.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong> Gianluca Alparone<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendo spunto dall&#8217;interessante dibattito scatenatosi agli esiti della consultazione referendaria e, prescindendo da proclami dai connotati trionfalistici da pi\u00f9 parti levatisi, provo a trarre qualche spunto di personalissima riflessione su cui sarebbe interessante \u2013 ora che il clima potrebbe essere un po\u2019 pi\u00f9 sereno \u2013 un confronto tra le parti politiche. &nbsp; 1) Dagli ampi e accesi confronti a cui nelle ultime settimane abbiamo assistito nei salotti della cultura, dai talk show televisivi a tema ai comizi, dalle discussioni di Palazzo fino al vociare in ogni angolo di strada del nostro amato Paese, che come non mai hanno contraddistinto la lunga vigilia di questo appuntamento elettorale, \u00e8 emerso piuttosto chiaramente come una riforma costituzionale che ringiovanisca e renda pi\u00f9 al passo con i tempi le nostre Istituzioni e la stessa Costituzione italiana, avvicinando il nostro sistema politico\/amministrativo a modelli esteri pi\u00f9 vincenti sul piano della tutela e del riaffrancamento dei principi democratici, sia quanto mai necessaria e soprattutto condivisa come esigenza che proviene dal basso. 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