{"id":90061,"date":"2016-12-11T13:52:11","date_gmt":"2016-12-11T12:52:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=90061"},"modified":"2016-12-11T13:52:11","modified_gmt":"2016-12-11T12:52:11","slug":"santa-teresa-cgil-cronaca-di-una-morte-annunciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/santa-teresa-cgil-cronaca-di-una-morte-annunciata\/","title":{"rendered":"Santa Teresa, CGIL: &#8220;cronaca di una morte annunciata?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 difficile descrivere quanta sia l\u2019amarezza e la rabbia che si prova quando si cerca di fare la propria parte come sindacato in una vertenza cos\u00ec complessa quale quella della societ\u00e0 S.Teresa.<\/p>\n<p>Complessa perch\u00e9 in tutti questi ultimi due anni sembrava sempre che quanto si rivendicasse a tutela di tutti i lavoratori interessati fosse quasi una pretesa assurda: da un lato la legge Delrio, dall\u2019altro lo scellerato taglio nella legge di stabilit\u00e0 del 2015 , e per il 2016 e per il 2017, che ha inciso in modo drammatico sulle risorse necessarie ad accompagnare le diverse fasi della riorganizzazione dei servizi e del personale, sia diretto sia indiretto.<\/p>\n<p>E chi, come la CGIL, fin dall\u2019inizio si \u00e8 opposta a tale scempio prevedendone il danno, supportando i lavoratori nella protesta che port\u00f2 all\u2019occupazione della sede provinciale nel Natale del 2014, \u00e8 stata accusata di esagerazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In quella fase cruciale tutta la parte politica locale di maggioranza governativa, a iniziare dallo stesso Presidente della Provincia che aveva motivi evidenti per farlo, non os\u00f2 opporsi a quella operazione, perch\u00e9 non bisognava osteggiare Renzi, grande riformatore di un sistema pubblico sprecone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stessa sottomissione che, in corso d\u2019opera, ha permesso che si tagliassero alle province maggiori risorse rispetto anche a quanto era stato preventivato! Eppure la Provincia di Brindisi e la stessa societ\u00e0 S.Teresa, lo si sostiene tutt\u2019oggi, sono state e sono realt\u00e0 virtuose: conti in ordine e niente sprechi!<\/p>\n<p>Ancor di pi\u00f9 diventa complicato far valere le ragioni dei lavoratori interessati( persone non numeri!), quando chi come livello istituzionale e politico non ha alzato la testa evidenziando che non si stava accompagnando un processo di riforma, ma di fatto, si stava decretando la perdita di servizi per i cittadini e la perdita di posti di lavoro!<\/p>\n<p>Oltretutto in maniera becera: facendo anche passare il principio che ci fossero lavoratori privilegiati, quelli delle attivit\u00e0 delle cosiddette funzioni fondamentali, e poi gli addetti alle funzioni non fondamentali! Creando nei momenti pi\u00f9 caldi della vertenza gravi conflitti sociali nell\u2019ambito della stessa platea dei lavoratori.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSalvo poi considerare che le attivit\u00e0 &#8211; tutte &#8211; ancora oggi nessuno sappia chi debba continuare a svolgerle, con quali risorse e con quali modalit\u00e0. Ed \u00e8 quanto mai singolare che si attribuisca il caos in cui ci ritroviamo all\u2019esito del voto referendario del quattro dicembre: semmai l\u2019irresponsabilit\u00e0 \u00e8 stata proprio quella di non regolamentare, anche nel testo dell\u2019ultima legge di stabilit\u00e0, la copertura finanziaria complessiva per i servizi e il personale che devono essere garantiti in ogni singolo territorio ( chiamalo area vasta, provincia o come vuoi\u2026) qualsiasi fosse stato il risultato del referendum costituzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE non siamo solo noi a sostenerlo, preso atto che nella stessa delibera del Consiglio Provinciale n.26 del 25\/11\/2016, tra i tanti, puntuali, passaggi giuridici e procedurali richiamati si afferma:<br \/>\n\u201c\u2026la Provincia di Brindisi, in base alla vigente normativa, dovrebbe comunque continuare a svolgere sia le funzioni fondamentali e sia quelle non fondamentali che, allo stato, non risultano siano state concretamente assunte dalla Regione per quelle di sua competenza, oltre quelle di spettanza dei Comuni e non ancora trasferite sulla base del riordino delle funzioni delle Province\/Enti di area vasta disciplinato dalle LL. RR n. 31\/2015 e n. 9\/2016\u2026\u201d<br \/>\nE allora: chi glielo spiega ai 120 dipendenti della S.Teresa che hanno ricevuto le lettere di licenziamento che, nonostante gli innumerevoli incontri in Prefettura e in Provincia nel corso dell\u2019ultimo anno, nonostante tutto l\u2019impegno profuso dal Prefetto, nonostante tutte le soluzioni individuate e caparbiamente sostenute dal sindacato pur di gestire al meglio una fase che speravamo fosse solo transitoria che, di fatto, siamo solo riusciti a prolungare una lunga agonia ma che la morte della Societ\u00e0 fosse gi\u00e0 annunciata?<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 nella stessa delibera che si invita la S. Teresa a porre in essere tutte le azioni necessarie ad evitare danno erariale all\u2019Ente!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuindi, 4 dicembre s\u00ec o quattro dicembre no, era gi\u00e0 chiaro che l\u2019Ente non avesse le risorse economiche e che non \u00e8 stata creata alcuna soluzione possibile affinch\u00e8 si continuino a manutenere le strade, le scuole, si controllino gli impianti termici, si garantiscano i servizi sociali, le pulizie, la portineria, la vigilanza, il supporto amministrativo a tutte le attivit\u00e0 in essere\u2026 e quant\u2019altro queste 120 persone tuttora fanno.<\/p>\n<p>Oggi siamo convinti che non sia pi\u00f9 il tempo di fare analisi, rifiutiamo di restare invischiati in stucchevoli denunce di sciacallaggio politico o nella strategia dello scaricabarile tra Enti: invitiamo i livelli istituzionali e politici competenti &#8211; Comuni, Provincia, Regione e nuovo Governo &#8211; a condividere fino in fondo la responsabilit\u00e0 di ridare dignit\u00e0 a tutti i lavoratori della Provincia, agli ex ormai transitati e che continuano ad affrontare mille problemi, ai 175 diretti che continuano a lavorare nell\u2019incertezza pi\u00f9 totale, e ai 120 della Societ\u00e0 in house che hanno il diritto di conservare il posto di lavoro, avendo una chiara prospettiva.<\/p>\n<p>Non si era detto, ministro Madia in testa, che nessuno sarebbe stato mandato a casa? E\u2019 il momento di dimostrarlo a cominciare da un emendamento mirato nel decreto che vada a sanare le storture della legge di stabilit\u00e0 2017, dal ruolo di riorganizzazione complessiva che deve svolgere la Regione e dalla responsabilit\u00e0 in capo ai Sindaci rispetto a ci\u00f2 che va garantito ai cittadini di questa area. La CGIL, unitamente alle altre sigle impegnate in questa battaglia, non \u00e8 disposta ad accettare che siano sempre i pi\u00f9 deboli a pagare ed \u00e8 pronta, a lavorare per le soluzioni. Convinta che Brindisi non abbia proprio bisogno di 120 disoccupati in pi\u00f9!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Michela Almiento Segretaria Generale<\/strong><br \/>\n<strong> CGIL Brindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 difficile descrivere quanta sia l\u2019amarezza e la rabbia che si prova quando si cerca di fare la propria parte come sindacato in una vertenza cos\u00ec complessa quale quella della societ\u00e0 S.Teresa. Complessa perch\u00e9 in tutti questi ultimi due anni sembrava sempre che quanto si rivendicasse a tutela di tutti i lavoratori interessati fosse quasi una pretesa assurda: da un lato la legge Delrio, dall\u2019altro lo scellerato taglio nella legge di stabilit\u00e0 del 2015 , e per il 2016 e per il 2017, che ha inciso in modo drammatico sulle risorse necessarie ad accompagnare le diverse fasi della riorganizzazione dei servizi e del personale, sia diretto sia indiretto. 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