{"id":90257,"date":"2016-12-13T07:48:24","date_gmt":"2016-12-13T06:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=90257"},"modified":"2020-02-06T15:01:01","modified_gmt":"2020-02-06T14:01:01","slug":"i-suoni-della-devozione-quattro-appuntamenti-musicali-nelle-chiese-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-suoni-della-devozione-quattro-appuntamenti-musicali-nelle-chiese-di-brindisi\/","title":{"rendered":"I suoni della devozione: quattro appuntamenti musicali nelle chiese di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/suoni-della-devozione-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-90258\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/suoni-della-devozione-2016-300x212.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/suoni-della-devozione-2016-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/suoni-della-devozione-2016-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/suoni-della-devozione-2016-1024x724.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ritorna nelle chiese di Brindisi nei giorni 18-19 28 dicembre e 6 gennaio 2017 la rassegna promossa dall\u2019Ufficio Beni Culturali dell\u2019Arcidiocesi di Brindisi Ostuni de \u201cI suoni della devozione\u201d con la direzione artistica di Roberto Caroppo ed il sostegno di ENEL, Ambasciata di Svizzera in Italia, COEL Ascensori srl, e della Chiesa riformata Tegerfelden, Cantone d&#8217;Argovia (Reformierte Kirchgemeinde Tegerfelden, Aargau, CH) e con la preziosa collaborazione della dott.ssa Elisabeth Heuberger e di privati. L\u2019ingresso ai concerti \u00e8 gratuito fino a esaurimento posti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La rassegna internazionale unica in regione, si propone da circa sedici anni come crocevia di linguaggi musicali, soprattutto di quelli meno conosciuti, veicolo di ricerca e tradizione, come lettura del sacro a partire dalla musica di oggi, offrendo al pubblico la possibilit\u00e0 di incontrare e scoprire musicisti di diversa formazione, diversi luoghi di provenienza e diversi modi di vivere la musica.<\/p>\n<p>Il focus artistico della manifestazione in questi anni \u00e8 sempre stato orientato sulle diverse espressioni religiose nelle culture del mondo, con artisti legati a Chiese diverse, ma anche laici, che rielaborano il patrimonio religioso della propria cultura, compresa quella cattolica.<\/p>\n<p>E in questi anni nelle chiese di Brindisi si sono avvicendate le voci pi\u00f9 rappresentative della scena internazionale: voci capaci di esprimere una domanda di spiritualit\u00e0 assolutamente libera, non condizionata da una precisa confessione religiosa.<\/p>\n<p>Voci di popoli attraversati dai conflitti e la loro capacit\u00e0 di trasformare in sublimi canti le ferite, sono stati ospiti della rassegna nel corso di questi anni, dividendo con un pubblico sempre pi\u00f9 numeroso e fidelizzato l&#8217;emozione pi\u00f9 grande di concerti per i quali \u00e8 stato scelto il nostro tempo del Natale: Rozaneh (Iran), Dijvan Gasparyan (Armenia), Martin O&#8217;Connor (Irlanda), Karen Matheson Band (Scotland), Janet Arbison e Belfast Harp Orchestra (Irlanda), Maire Ni Chatasaigh (Irlanda), Shine (Scotland), Timna Brauer e Elias Meiri (Yemen-Israele), Orchestra araba di Nazareth (Palestina-Israele), Kathryn Tickell band (Inghilterra), Savina Yannatou e Primavera en Salonico (Grecia), Silvia Malagugini e la Compagnia Nona Sima (Francia), Dave Swarbrick (Inghilterra), Zar (Danimarca), Moni Ovadia, Ensemble Micrologus, Peppe Barra e Lino Cannavacciuolo, Enzo Avitabile, Luigi Lai e Baba Sissoko, Elena Ledda, Theatrum Instrumentorum, Chominciamento di Gioia, Musica Officinalis, Gianni Perilli, Solis String Quartet, Alice, Antonella Ruggero e Ark\u00e8 String Quartet, Ambrogio Sparagna, La Confraternita de Musici, Franca Masu e Fausto Beccalossi, Peppe Servillo, Nafra (Malta), Robin Brown and the Triumphant of Delegation (U.S.A.), Grainne Hambly e Billy Jackson (Irlanda), Hevia (Asturie, Spagna) e Black voices (Inghilterra), Michele Gazich, Quintana Ensemble del Mediterraneo, Raffaello Simeoni con Gabriele Russo e Goffredo Degli Esposti di Micrologus.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Questo il programma dell&#8217;edizione 2016:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>18 dicembre ore 20,00<\/strong><br \/>\n<strong> Chiesa di San Sebastiano o delle Anime<\/strong><\/p>\n<p><strong>MICHELE GAZICH: LA VIA DEL SALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Michele Gazich, voce, violino, chitarra e piano digitale,<\/strong><br \/>\n<strong> Marco Lamberti Voce, chitarra e bouzouki<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUn tempo il sale era prezioso come l\u2019oro e preziose erano anche le vie attraverso le quali veniva trasportato in tutto il mondo conosciuto: queste vie oggi hanno perso il loro senso originario e i luoghi che esse percorrevano sono abbandonati, quasi dimenticati. Un giorno anche gli oleodotti saranno dimenticati. Sopravvivono ancora, tuttavia, musicisti e strumenti tradizionali legati ai tempi che furono, quando la via era importante. Ho strappato questi strumenti alle loro terre e ho contestualizzato il loro rimpianto, il loro grido e il loro lamento in musiche e parole che ho composto per raccontare l\u2019Europa di oggi, fatta di resti industriali, maestose rovine del terziario, biblioteche sommerse dalle acque, citt\u00e0 distrutte, migrazioni e barricate: le nostre contemporanee Vie del sale.\u201d<br \/>\nRacconta cos\u00ec Michele Gazich il nuovo album \u201cLa via del sale\u201d, che verr\u00e0 presentato dal 16 al 18 dicembre con tre concerti in Puglia, all&#8217;interno del tour italiano ed europeo che continuer\u00e0 sino all&#8217;anno prossimo.<br \/>\ndomenica 18 dicembre, infine, il tris di concerti si concluder\u00e0 a Brindisi, nella Chiesa di San Sebastiano o delle Anime, concerto inaugurale della rassegna &#8220;I suoni della devozione&#8221; organizzata dall&#8217;Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni con la direzione artistica di Roberto Caroppo .<br \/>\nI concerto sar\u00e0 incentrato sulle canzoni de \u201cLa via del sale\u201d e sui brani dei precedenti dischi di Michele Gazich. Il settimo lavoro dello scrittore di canzoni e violinista bresciano \u2013 gi\u00e0 a fianco di songwriters come Michelle Shocked, Mary Gauthier, Eric Andersen e Mark Olson dopo l\u2019album \u201cUna storia di mare e di sangue\u201d.<br \/>\nAd anticipare l&#8217;opera, il brano \u201cStoria dell&#8217;uomo che vendette la sua ombra\u201d, accompagnato da un videoclip che \u00e8 stato presentato in anteprima sull&#8217;home page del sito de La Repubblica.<br \/>\nLa \u201cLa via del sale\u201d l\u2019ultimo lavoro di Michele Gazich una voce che si \u00e8 fatta negli anni sempre pi\u00f9 intensa, vera e dolente, un contributo all&#8217;edificazione di un folkrock effettivamente italiano, senza prestiti anglosassoni o americani, un suono dentro cui vibrano strumenti folk realmente nostri come il piffero dell\u2019Appennino (un oboe popolare dal suono dolce e potente) e la zampogna del Sannio (dove la zampogna nacque, in epoca pre-romana) un incontro di geografie ed epoche differenti che contamina fra loro la musica tradizionale, quella colta italiana e quella del mediterraneo.<br \/>\nNei tre appuntamenti Gazich (voce, violino, viola, pianoforte) sar\u00e0 accompagnato da Marco Lamberti (chitarra, bouzouki, seconda voce). Insieme a lui ripercorrer\u00e0 la Via del sale animato da quello spirito di nomadismo artistico e di ricerca costante che \u00e8 la caratteristica essenziale di Michele Gazich e il suo violino: incarnazione contemporanea dell\u2019ebreo errante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a019 dicembre ore 20,00<\/strong><br \/>\n<strong> Chiesa di San Benedetto<\/strong><\/p>\n<p><strong>MICROLOGUS<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cMARIAM MATREM VIRGINEM\u201d<\/strong><br \/>\n<strong> Musiche mariane al tempo dei pellegrinaggi medievali<\/strong><\/p>\n<p><strong>Goffredo Degli Esposti &#8211; cornamusa, flauto traverso, flauto &amp; tamburo, flauto doppio<\/strong><br \/>\n<strong> Gabriele Russo &#8211; viella, ribeca, tromba medievale, piffero<\/strong><br \/>\n<strong> Simone Sorini &#8211; cantore al liuto<\/strong><br \/>\n<strong> Peppe Frana &#8211; liuto, guinterna<\/strong><br \/>\n<strong> Lorenzo Lolli &#8211; percussioni<\/strong><\/p>\n<p>Il pellegrinaggio medievale \u00e8 stato un grande fenomeno di massa che coinvolse folle di pellegrini alla ricerca del perdono. La via Francigena, il cammino di San Giacomo (di Compostela), ed anche le stesse crociate, prevedevano lunghi tempi di preparazione: un viatico dal quale non era certo il ritorno. Cos\u00ec il viaggio interiore fu viaggio nel mondo, esperienza forse unica per l\u2019uomo medievale, che comport\u00f2 l\u2019inevitabile scoperta di altri mondi e altri modi di vita. Il canto, la musica, la danza accompagnarono questa esperienza nei vari aspetti: di penitenza (le Laudi di Cortona); di preghiera (ancora le Laudi e le Cantigas de Santa Maria spagnole); di narrazione degli incredibili miracoli accaduti ai pellegrini e di quei miracoli della Vergine che li spinsero al viaggio (le Cantigas de Santa Maria); e infine l\u2019esultanza per il viaggio compiuto, per aver raggiunto la meta agognata, una tale irrefrenabile gioia, dopo tante lacrime e sofferenze, perlomeno nei pellegrini veri, da trasformarsi in danza collettiva (come nei canti del Llibre Vermell del monastero di Montserrat).Le laudi conservate nel codice di Cortona (XIII sec.) sono preziose testimonianze di una vasta tradizione musicale, sicuramente preesistente alla loro stesura, affidata in gran parte alla memoria degli esecutori e quindi persa nel tempo. La pratica del canto delle laudi presso le varie confraternite (dei Bianchi, dei Flagellanti, ecc.) \u00e8 attestata per mezzo di precisi riferimenti nelle cronache dell&#8217;epoca. La lauda delle prime confraternite era un canto semplice, monodico, facile da cantare per tutti i confratelli (almeno nel ritornello),eppure, proprio perch\u00e9 canto corale, sempre ispirato ed emozionalmente profondo. Soprattutto \u00e8 da sottolineare come tale canto fosse una delle occasioni principali di rinnovamento spirituale e di emancipazione delle confraternite medievali dalla tradizione liturgica; un momento di forte coesione tra i fratelli che, con cadenza periodica, si riunivano per la preghiera e la lauda.Le Cantigas de Santa Maria sono, anche queste, composizioni monodiche del XIII secolo (se ne sono conservate oltre 400) e sono in lingua galiziano-portoghese. Contenute in tre preziosi codici, sono state fatte comporre per volere del re Alfonso X \u201cEl sabio\u201d, che, probabilmente, ordin\u00f2 ai suoi scribi e musici di elaborare il prezioso patrimonio, popolare e colto, dei racconti dei miracoli compiuti dalla Vergine Maria. Tra le cantigas de miragre (di miracolo) sono numerose quelle che raccontano del pellegrinaggio medievale verso i santuari e tombe dei vari santi; altre narrano dei miracoli accaduti a quei devoti pellegrini che, colti da bisogno, grazie alla fede ricevono un immediato aiuto dalla Vergine; altre, invece, descrivono i motivi che spinsero i fedeli, o anche i peccatori o miscredenti, a recarsi in pellegrinaggio per un\u2019improvvisa intercessione della Madre di Dio. Sappiamo, dall\u2019iconografia delle cantigas, che nel racconto di queste partecipavano vari strumenti musicali suonati da musicisti provenienti da diverse parti dell\u2019Europa e del Mediterraneo: erano ebrei, cristiani e mussulmani che convivevano nella Spagna multietnica dell\u2019epoca. Infine le musiche del Llibre Vermell, del Monastero catalano di Montserrat, sono una preziosa testimonianza per quanto riguarda ci\u00f2 che direttamente cantavano i pellegrini nel Medioevo. Infatti per evitare che , dopo lungo viaggiare, questi fedeli cantassero e danzassero le musiche pi\u00f9 volgari e popolari, la Chiesa catalana indic\u00f2 direttamente i canti che potevano essere permessi. Sono solo dieci quelli conservati nel manoscritto, una parte di questi \u00e8 andata perduta per un incendio, ma sono significativi per la loro bellezza e, nello stesso tempo, immediata comunicazione dell\u2019emozione del pellegrino medievale : gioia che trascina alla danza collettiva dopo la sofferenza del viaggio per purificarsi dai peccati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Goffredo Degli Esposti<\/p>\n<p>Micrologus<\/p>\n<p>I musicisti umbri, Patrizia Bovi, Goffredo Degli Esposti e Gabriele Russo, insieme con Adolfo Broegg (1961-2006), hanno fondato l\u2019Ensemble Micrologus nel 1984, con lo scopo di contribuire alla riscoperta e all\u2019interpretazione della Musica Medievale, basandosi sulla ricerca delle fonti, sulle indagini storiche, paleografiche, organologiche ed iconografiche.<br \/>\nPer questo utilizzano strumenti musicali che sono fedeli ricostruzioni di quelli dell\u2019epoca, realizzati, con i loro suggerimenti, da costruttori specializzati, con cui hanno preparato oltre 30 diversi spettacoli, alcuni in forma teatrale con scene e costumi, portandoli in concerto in Europa, Americhe e Giappone.<br \/>\nHanno registrato 28 CD, di cui due premiati con il \u201cDiapason d\u2019Or de l\u2019Ann\u00e9e\u201d (nel 1996 \u201cLandini e la musica fiorentina\u201d e, nel 1999, \u201cAlla napolitana\u201d), mentre il \u201cCantico della terra\u201d ha ottenuto il \u201cThe Best of 2000 Award\u201d dalla rivista Goldberg. Nel 2009, con il Libro-CD \u201cArag\u00f2n en N\u00e0poles\u201d ricevono il premio \u201cBiggest Surprise\u201d dal Boston Globe, nella lista Top Classical Albums dell\u2019anno.<br \/>\nNumerose sono le registrazioni per RAI 1, RAI 2, Radio 3, Radio France Culture, Radio France-Musique, ORF Vienna, WDR Colonia, Radio Clara Belgio, Televisione Slovena, Radio Suisse, Asahi Television di Osaka.<br \/>\nIl Micrologus collabora con il teatro e il cinema; registra, tra l\u2019altro, la colonna sonora del film \u201cMediterraneo\u201d di Gabriele Salvatores; nel 2007-2009 ha effettuato un tour internazionale (Europa e Nord-America) con \u201cMyth\u201d, spettacolo di teatro-danza del coreografo Sidi Larbi Cherkaoui, insieme alla compagnia belga di Toneelhuis.<br \/>\nDa dicembre 2009 sono attivi, come ASSOCIAZIONE MUSICALE MICROLOGUS (creata nel 1987), con Seminari e Corsi presso il Centro Studi Europeo di Musica Medievale \u201cAdolfo Broegg\u201d, a Spello (Pg)<\/p>\n<p>P R O G R A M M A<\/p>\n<p>Venite a Laudare<br \/>\nlauda (Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)<\/p>\n<p>Toccara<br \/>\nstrumentale (elaborato da Cortona, Ms. 91)<\/p>\n<p>Ave donna santissima<br \/>\nlauda (Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)<\/p>\n<p>O divina viro flore<br \/>\nstrumentale (elaborato da Cortona, Ms. 91)<\/p>\n<p>Laude novella sia cantata<br \/>\nlauda (Cortona, Bibl. Comunale, Ms. 91)<\/p>\n<p>Santa Maria, strela do dia\/ Como Deus fez vynno d\u2019agua<br \/>\nCantigas de Santa Maria &#8211; strumentale (n. 100 e 23)<\/p>\n<p>Pode por Santa Maria (C.163 )<br \/>\ncantiga de miragre (idem)<br \/>\nCome un uomo d&#8217; Osca, che giocava ai dadi, bestemmiava Santa Maria<br \/>\ne allora perse la parola; and\u00f2 in pellegrinaggio a Santa Maria de Salas e la riacquist\u00f2<\/p>\n<p>Com\u2019e\u2019 mui bon (C.297)<br \/>\nCantigas de Santa Maria &#8211; versione strumentale<\/p>\n<p>Quen a Santa Maria\/De todo mal\/Quantos me creveren<br \/>\n(cantigas strumentali n. 138, 308 e120)<\/p>\n<p>O virgo splendens<br \/>\nantiphona dulcis armonia, dolcissime Virginis Marie de Monteserrato<br \/>\n(Bibl. Monasteiro de Montserrat, Ms. senza segnatura, XIV sec.)<\/p>\n<p>Stella splendens<br \/>\nballata (idem)<\/p>\n<p>Laudemus Virginem \/ Splendens ceptigera<br \/>\ncanoni &#8211; versione strumentale (idem)<\/p>\n<p>Los sept gotxs<br \/>\nballada dels goyts de Nostre Dona en vulgar cathallan a ball red\u00f2n (idem)<\/p>\n<p>Cuncti simus concanentes<br \/>\nball redon (idem)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trio-Fassler-Kolbener.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-90264\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trio-Fassler-Kolbener-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trio-Fassler-Kolbener-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trio-Fassler-Kolbener-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trio-Fassler-Kolbener-1024x575.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>28 dicembre ore 20,00<\/strong><br \/>\n<strong> Chiesa di San Benedetto<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Trio F\u00e4ssler-K\u00f6lbener<\/strong><\/p>\n<p><strong>Christa K\u00f6lbener, Hackbrett (salterio, dulcimer)<\/strong><br \/>\n<strong> Martin F\u00e4ssler: Hackbrett (salterio) e contrabasso<\/strong><br \/>\n<strong> Daniel F\u00e4ssler, , piano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Concerto realizzato in collaborazione con l\u2019Ambasciata di Svizzera in Italia.<\/strong><\/p>\n<p>Il Trio F\u00e4ssler-K\u00f6lbener, \u00e8 nato nel 2009, anno in cui ha vinto il finale del Festival Interfolk a Interlaken CH, come migliore formazione giovanile e nel 2010 il predicato \u201eeccezionale\u201c al concorso della musica popolare alpina a Innsbruck A. Una lunga formazione musicale nella scuola di musica dell\u2019Appenzell diretta da Albert Graf, professore di Hackbrett hanno suonato con Nicolas Senn (re del Hackbrett) in \u201ePotzmusig\u201c Televisione svizzera. I due fratelli F\u00e4ssler sono cresciuti in un\u2019 ambiente familiare di musicisti, i genitori ed i quattro figli suonano ciascuno uno o due strumenti. Sono attivi in diverse formazioni (col trio Dewiisli con Christa K\u00f6lbener, Hackbrett, Adrian D\u00f6rig, Accordeon, Nadia D\u00f6rig, piano) o come solisti in diverse occasioni, concerti, feste, matrimoni, compleanni. Il loro repertorio comprende oltre alla musica popolare tradizionale del cantone d\u2019Appenzell, anche interpretazioni moderne di Samba, Jazz, Czardas, in tutti i loro concerti indossano il costume tradizionale dell\u2019Appenzell. L\u2019Hackbrett (salterio, dulcimer) \u00e8 uno strumento affascinante, antichissimo, di un tono trasparente. Le prime rappresentazioni note provengono dalla Persia. In Svizzera \u00e8 lo strumento tradizionale della musica dell\u2019Appenzell dal XVI secolo. Si dice che ce l\u2019abbiano portato gli zingari. Di forma trapezoidale, con 125 corde (25 cori a 5), viene suonato con finissime bacchette di legno. Il concerto \u00e8 stato realizzato come nella scorsa edizione grazie alla preziosa collaborazione della signora Elisabeth Heuberger ed il supporto di Reformierte Kirchgemeinde Tegerfelden, Aargau, CH. Chiesa riformata Tegerfelden, Cantone d&#8217;Argovia. &#8220;www.kirche-tegerfelden.ch&#8221;e dell\u2019Ambasciata di Svizzera in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90262 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici-300x222.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici-768x569.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici-1024x759.jpg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici-270x200.jpg 270w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/confraternita-dei-musici.jpg 1160w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>6 gennaio 2017<\/strong><br \/>\n<strong> Chiesa di Santa Maria degli Angeli ore 22,00<\/strong><br \/>\n<strong> LA CONFRATERNITA DE\u2019 MUSICI<\/strong><br \/>\n<strong> LA MUSICA DELLE TERRE<\/strong><br \/>\n<strong> &#8220;Moresche, balli, ground, partite su melodie tradizionali&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosimo Prontera direzione al cembalo<\/strong><br \/>\n<strong> Raffaele Tiseo violino,<\/strong><br \/>\n<strong> Giovanni Rota violino,<\/strong><br \/>\n<strong> Nicola Zaccaria flauto a becco,<\/strong><br \/>\n<strong> Claudio Mastrangelo viola da gamba<\/strong><br \/>\n<strong> Giuseppe Petrella tiorba<\/strong><br \/>\n<strong> Maurizio Ria violone<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto La Musica delle terre nasce dalla ricerca di brani e di un successivo confronto tra la musica nata ed espressa nelle diverse comunit\u00e0 delle popolazioni del mondo con quella locale, individuando un reper\u00actorio che non va a rinchiudersi nelle sterili esperienze folkloristiche, lontano dalle nostre intenzioni, ma capace di offrire spunti di rinnovamento a quella che sar\u00e0 denominata musica colta.<br \/>\nIl punto d\u2019incontro tra le sperienze \u201ccolte\u201d e quelle \u201cpopolari\u201d tra il \u2018600 e il \u2018700 fu senza dubbio la danza con le linee melodiche codificate nella loro bellezza dopo anni di trasmissione orale.<br \/>\nAll\u2019epoca, nella assoluta assenza del concetto di originalit\u00e0 della creazione artistica \u2013 in una parola il diritto d\u2019autore \u2013, chi praticava la musica \u201calta\u201d non pot\u00e9 non cogliere l\u2019occasione offerta dalla musica \u201cpi\u00f9 bassa\u201d, po\u00acpolare, ossia quella di utilizzare quel genuino linguaggio per rinnovarsi sfuggendo al pericolo del mero gioco intellettuale.<br \/>\nD\u2019altronde la musica popolare \u00e8 corsa in soccorso a quella colta in ogni epoca. E\u2019 avvenuto per la polifo\u00acnia medievale, per la musica strumentale che ha cominciato a muovere i primi passi riprendendo le danze pi\u00f9 in voga. Ne \u00e8 stato influenzato Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Mendelssohn, Ciaikovskij, Stravinskij, Debussy e cosa dire di B\u00e9la Bart\u00f3k e delle sue Danze ungheresi parossismo di studi etnomusicologici o come farsi sfuggire le diverse contaminazioni del jazz con le danze sudamericane?<br \/>\nI nostri riferimenti sono state le moresche, danze di origine araba importate in Europa dagli spagnoli, i graund inglesi, i diversi balli municipali italiani \u2013 dal ballo di Mantova, al ballo della Bergamasca, al ballo di Firenze \u2013, alle ciaccone, bassi di danze provenienti dal mondo latino americano dopo la scoperta di quelle terre. Tutto va a confrontarsi con le pi\u00f9 autoctone tarantelle utilizzate e sublimate dalla penna di A. Scarlatti e con quella linea melodica che ha caratterizzato il seicento musicale salentino: l\u2019Antidotum tarantolae recuperata da uno dei pionieri dell\u2019etnomusicologia il gesuita Athanasius Kircher, melodia utilizzata come iatromusica per i tarantolati.<\/p>\n<p>Programma<br \/>\nClaudio Monteverdi \u2022 Moresca da L\u2019Orfeo<br \/>\n(1567 \u2013 1643) \u2022 Ciaccona su Zefiro torna<\/p>\n<p>Antonio Bertali Ciaccona<br \/>\n(1605 -1669)<\/p>\n<p>Pedro Guerrero Di perra mora moresca<br \/>\n(Sec XVI) Da Cancionero &#8230;. sec. XVI<\/p>\n<p>Marco Uccellini Aria V sopra La Bergamasca<br \/>\n(1603 &#8211; 1680) a due canti e basso<\/p>\n<p>Da Sonate arie et correnti, &#8230; Libro III &#8211; Venezia, 1642<br \/>\nAnonimo\/J. Playford Paul\u2019s Steeple<br \/>\n(1623 \u2013 1686) Da The Division Violin, 1684.<\/p>\n<p>Nicola Matteis Scaramuccia<br \/>\n(1670 ca &#8211; dopo1714) da A Collection of New Songs &#8230;1696.<\/p>\n<p>Niel Gow lament for the death of his second wife<br \/>\n(1727-1807)<\/p>\n<p>Anonimo boliviano Don Januarios<br \/>\n(sec. XVII) melodia tradizionale boliviana<\/p>\n<p>Anonimo\/A. Kircher Antidodum tarantolae<br \/>\n(1602-1680) Diverse bizzarrie<\/p>\n<p>CURRICULUM VITAE del direttore artistico Roberto Caroppo<\/p>\n<p>Una lunga esperienza in diverse discipline dalla grafica, all\u2019editoria e in ultimo in campo musicale, direttore artistico da oltre quindici anni delle Solenni Celebrazioni dei Santi Teodoro d\u2019Amasea e Lorenzo da Brindisi \u00e8 stato ideatore e consulente musicale per il Comune di Brindisi in collaborazione con l\u2019Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell\u2019Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni di una rassegna internazionale nelle chiese storiche di Brindisi dal titolo \u201cI suoni della Devozione\u201d giunta ormai alla sua dodicesima edizione che ha riscosso un notevole successo di pubblico, ha collaborato inoltre con il Comune di Grottaglie per la Rassegna internazionale \u201cMusica Mundi\u201d e con il Festival internazionale Negramaro. Tra le ultime iniziative quelle promosse in collaborazione con il consorzio dell\u2019Area marina protetta Torre Guaceto e il Ministero dell\u2019Ambiente per il suo esclusivo progetto Naturalia, un evento con spettacoli musicali e performance di danza e teatrali sul tema della natura nell\u2019area protetta della riserva di Torre Guaceto e in ultimo la direzione artistico musicale su incarico del Parco del Gargano per l\u2019edizione del 2007 di Naturalia nell\u2019isola di San Nicola nelle Tremiti. Per cinque anni ha diretto l\u2019Adriatic International Festival organizzato dall\u2019Assessorato alla Cultura della Provincia di Brindisi in collaborazione con l\u2019assessorato alla Cultura del Mediterraneo.E\u2019 stato direttore artistico della rassegna Natale a Brindisi per incarico del Consorzio Zelo culminata con il concerto di Goran Bregovic del 23 dicembre 2004, sempre per lo stesso comune ha curato il concerto per la pace di Noa e Mira Awad e nell\u2019ambito delle rassegne estive il rocker statunitense Elliot Murphy and Normandie All Stars e il gruppo irlandese dei Kila. Nel campo della musica antica e in particolare della musica medievale ha promosso concerti con i pi\u00f9 importanti ensemble quali Micrologus, Chominciamento di Gioia, Theatrum Instrumentorum, Calixtinus, Al Qantara ed altri organizzando anche feste tematiche nel Castello Grande di Brindisi. Attualmente ha la direzione artistica dei Concerti all\u2019alba di Torre Guaceto. Attualmente ha da sei anni la direzione artistica de\u201d I concerti all\u2019alba di Torre Guaceto\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ritorna nelle chiese di Brindisi nei giorni 18-19 28 dicembre e 6 gennaio 2017 la rassegna promossa dall\u2019Ufficio Beni Culturali dell\u2019Arcidiocesi di Brindisi Ostuni de \u201cI suoni della devozione\u201d con la direzione artistica di Roberto Caroppo ed il sostegno di ENEL, Ambasciata di Svizzera in Italia, COEL Ascensori srl, e della Chiesa riformata Tegerfelden, Cantone d&#8217;Argovia (Reformierte Kirchgemeinde Tegerfelden, Aargau, CH) e con la preziosa collaborazione della dott.ssa Elisabeth Heuberger e di privati. L\u2019ingresso ai concerti \u00e8 gratuito fino a esaurimento posti. &nbsp; La rassegna internazionale unica in regione, si propone da circa sedici anni come crocevia di linguaggi musicali, soprattutto di quelli meno conosciuti, veicolo di ricerca e tradizione, come lettura del sacro a partire dalla musica di oggi, offrendo al pubblico la possibilit\u00e0 di incontrare e scoprire musicisti di diversa formazione, diversi luoghi di provenienza e diversi modi di vivere la musica. 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