{"id":970,"date":"2013-12-02T11:11:32","date_gmt":"2013-12-02T10:11:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=970"},"modified":"2013-12-02T11:11:32","modified_gmt":"2013-12-02T10:11:32","slug":"giovedi-5-a-s-vito-si-presenta-eutopia-la-civilta-dellamore-di-francesco-colizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/giovedi-5-a-s-vito-si-presenta-eutopia-la-civilta-dellamore-di-francesco-colizzi\/","title":{"rendered":"Gioved\u00ec 5 a S. Vito si presenta &#8220;Eutopia, La civilt\u00e0 dell&#8217;amore&#8221; di Francesco Colizzi"},"content":{"rendered":"<table width=\"10\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"1\" align=\"left\" bgcolor=\"#ffffff\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table width=\"100%\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#003399\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/public\/eutopia.jpg\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&#8220;Amando, spendendo la vita per gli altri, si perde il sonno, ma non la vita, e si costruisce l&#8217;eutopia, non il non-luogo, ma il buon-luogo della felicit\u00e0&#8221; diceva don Tonino Bello. E di &#8220;eutopia&#8221;, di civilt\u00e0 dell&#8217;amore, si parla nel volume di Francesco Colizzi, medico ostunese che \u00e8 stato per diversi anni presidente dell&#8217;Aifo, la &#8220;Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau&#8221;.<\/p>\n<p>Il libro &#8220;Eutopia, la civilt\u00e0 dell&#8217;amore&#8221; sar\u00e0 presentato gioved\u00ec 5 dicembre a San Vito dei Normanni, per iniziativa dell&#8217;Associazione Culturale Arcobaleno.<\/p>\n<p>L&#8217;appuntamento, patrocinato dall&#8217;Amministrazione Comunale, \u00e8 per le ore 18,30 presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale &#8220;Giovanni XXIII&#8221;, in via Mazzini, e sar\u00e0 animato da un &#8220;reading&#8221; tenuto dall&#8217;attore e regista Gino Cesaria.<\/p>\n<p>Il volume (edizioni La Meridiana, 130 pagine) \u00e8 suddiviso in due parti: nella prima sono raccolte le relazioni che Colizzi ha svolto nel corso dei convegni dell&#8217;Aifo tenuti tra il 2005 ed il 2011, nella seconda vi sono gli editoriali da lui pubblicati sul mensile dell&#8217;associazione nell&#8217;ultimo anno di sua presidenza.<\/p>\n<p><span style=\"color: orange;\">L&#8217;autore<\/span><\/p>\n<p>Francesco Colizzi (Ostuni, 1954), direttore del Centro di Salute<br \/>\nMentale di Brindisi, \u00e8 dal 2005 Presidente Nazionale dell\u2019AIFO.<br \/>\nHa<br \/>\npubblicato Inseguendo le cose (1996) e Danzatori e orchestrali<br \/>\n(1998).<\/p>\n<p>Con la meridiana ha pubblicato Un potere pi\u00f9 grande (2010).<\/p>\n<p><span style=\"color: orange;\">Il libro<\/span><\/p>\n<p>\u201cUna volta, da bambino, nella citt\u00e0 vecchia di Ostuni, mentre<br \/>\ninfuriava un violento temporale, con lampi, tuoni e fulmini,<br \/>\nmia madre spezz\u00f2 del pane e corse fuori di casa. Messi i pezzi<br \/>\ndi pane a un incrocio di stradine a chianche, mi chiam\u00f2, mi<br \/>\nmise in mano un ultimo pezzo di pane e me lo fece deporre<br \/>\ntra gli altri. Recit\u00f2 una piccola preghiera e, grondanti d\u2019acqua,<br \/>\nrientrammo in casa ad asciugarci, pervasi da un senso di gioia.<\/p>\n<p>Lo strano gesto di offerta \u2013 per me una vera e propria impresa<br \/>\n\u2013 mi stup\u00ec cos\u00ec tanto che pi\u00f9 tardi, da ragazzo, giunsi alla<br \/>\nconclusione che si era trattato di un rituale pagano, superstizioso,<br \/>\npropiziatorio.<br \/>\nEppure, mia madre era stata educata fino<br \/>\nai suoi diciotto anni in un convento di suore cattoliche. Era<br \/>\nuna donna dalla religiosit\u00e0 tradizionale, povera e molto generosa.<\/p>\n<p>A cosa rimandava allora quel gesto, magari inconsciamente?<\/p>\n<p>Questi anni sono trascorsi in una continua ricerca del significato<br \/>\ndel mio stesso impegno e come un cercatore d\u2019oro dell\u2019Ottocento<br \/>\nho setacciato i materiali pi\u00f9 diversi.<br \/>\nHo cercato sempre<br \/>\ndi condividere l\u2019entusiasmo e lo stupore di chi avverte, pur<br \/>\nper brevi momenti, di essere entrato in contatto con un potere<br \/>\npi\u00f9 grande. L\u2019esperienza del dono, nella sua continua tensione<br \/>\ntra dovere e libert\u00e0, ha in s\u00e9 qualcosa di estatico.<\/p>\n<p>Ecco, ora vedo una scena bellissima. Un bambino affianca la<br \/>\nmadre, sotto la pioggia battente del dolore e dell\u2019ingiustizia,<br \/>\ne assieme mandano il loro povero pane sul volto delle acque.<\/p>\n<p>E l\u2019uomo, che quel bambino \u00e8 stato, si accorge che le sue<br \/>\ntasche sono piene di pane.<\/p>\n<p>Del pane ritrovato in molti giorni, appena sfornato, caldo e<br \/>\ncroccante, gustoso e fragrante come solo il bene pu\u00f2 essere.<\/p>\n<p>Pronto per essere spezzato e nuovamente affidato alla corrente.\u201d<\/p>\n<p><span style=\"color: orange;\">Prefazione di Luciano Ardesi<\/span><\/p>\n<p>Ritrovare una feconda linea di lettura della complessa realt\u00e0<br \/>\ndel mondo di oggi a partire dai molteplici \u201cultimi\u201d, questo<br \/>\n\u00e8 il tenace percorso che Franco Colizzi ha intrapreso con<br \/>\ngrande passione e con la ragionevole speranza che sia possibile<br \/>\ntrasformarla. Del resto \u00e8 dagli ultimi che sono scaturite<br \/>\nle pi\u00f9 feconde esperienze di speranza.<br \/>\nIn questo contesto<br \/>\nl\u2019autore muove da una prospettiva particolare.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, in luoghi e situazioni diverse, gli \u201cultimi\u201d,<br \/>\ni poveri, gli esclusi non hanno cessato di moltiplicarsi<br \/>\ne di presentarsi sotto nuove forme, dagli indios agli ebrei,<br \/>\nalle vittime delle pulizie etniche, delle guerre totali, delle<br \/>\nemarginazioni.<br \/>\nPer secoli tuttavia nell\u2019immaginario collettivo<br \/>\ne nella realt\u00e0, l\u2019ultimo tra gli ultimi \u00e8 rappresentato dal<br \/>\nmalato di lebbra.<br \/>\nQuesta immagine ne \u00e8 uscita via via rafforzata<br \/>\ne nello stesso tempo si \u00e8 cercato di occultare, cancellare<br \/>\nla fi gura del lebbroso.<\/p>\n<p>Non si tratta di un paradosso,<br \/>\nma della natura stessa di questa malattia cos\u00ec temuta da suscitare<br \/>\nuna forte vigilanza e repulsione e nello stesso tempo<br \/>\nuna totale rimozione.<br \/>\nQuesto stato perdura fi no a quando<br \/>\nil malato di lebbra viene ricondotto, il pi\u00f9 delle volte occasionalmente,<br \/>\nalla sua dimensione di persona \u201ccontagiando\u201d<br \/>\nchi la incontra.<\/p>\n<p>\u00c8 stata proprio questa rivelazione a indurre<br \/>\nun poliedrico francese, Raoul Follereau (1903-1977), poeta,<br \/>\ngiornalista, organizzatore di cultura, nazionalista e cattolico<br \/>\noriginale, a convertirsi in et\u00e0 ormai matura alla battaglia<br \/>\ncontro la lebbra.<\/p>\n<p>Da questa scoperta \u00e8 nato uno dei pi\u00f9 diffusi<br \/>\nmovimenti di solidariet\u00e0 internazionale, rappresentato<br \/>\nin Italia dall\u2019Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau<br \/>\n(Aifo), di cui Franco Colizzi \u00e8 stato presidente fi no al 2011.<\/p>\n<p>Il percorso dell\u2019autore muove proprio da questa riscoperta<br \/>\ndi Follereau, per dare al suo pensiero e alla sua opera una<br \/>\ndimensione nuova, una rivisitazione in termini moderni e attuali<br \/>\ndelle sue intuizioni e dei suoi orientamenti.<br \/>\nIl rischio<br \/>\nper un grande, come certamente Follereau \u00e8 stato, \u00e8 quello di<br \/>\nvedersi ossifi cato in formule ripetitive che alla fine diventano<br \/>\ngusci vuoti rispetto a realt\u00e0 in continuo cambiamento.<\/p>\n<p>Questo<br \/>\npericolo viene ampiamente scongiurato da Colizzi grazie<br \/>\nall\u2019elaborazione originale compiuta ancor prima di diventare<br \/>\npresidente dell\u2019Aifo.<\/p>\n<p>I grandi temi e i motivi ispiratori dell\u2019azione<br \/>\ndi Follereau, dalla \u201cCivilt\u00e0 dell\u2019amore\u201d alla \u201cBomba<br \/>\natomica o carit\u00e0\u201d, dal \u201cNessuno pu\u00f2 essere felice da solo\u201d a<br \/>\n\u201dUomini come gli altri\u201d sono declinati alla luce di una ricerca<br \/>\nfeconda delle realt\u00e0 di oggi e dell\u2019apporto di nuovi profeti<br \/>\ne di coloro che hanno scandagliato il mondo e la vita con le<br \/>\npi\u00f9 diverse forme di sensibilit\u00e0 , compresi artisti, scrittori,<br \/>\nmusicisti o cantanti. Ne esce un quadro di riferimento culturale<br \/>\nmolto pi\u00f9 complesso e articolato di quanto Follereau,<br \/>\ncostantemente orientato alla denuncia e all\u2019azione, non fosse<br \/>\nriuscito a fare durante la sua frenetica ed errabonda esistenza.<\/p>\n<p>Questo non signifi ca confi nare allora l\u2019autore nella categoria<br \/>\ndegli intellettuali staccati dalla realt\u00e0. \u00c8 vero proprio il<br \/>\ncontrario: dalla rifl essione profonda, con l\u2019ausilio dei grandi<br \/>\npensatori universali, Colizzi trae la conclusione dell\u2019urgenza<br \/>\ndi un nuovo impegno dando forma e sostanza all\u2019indicazione<br \/>\ndello stesso \u201capostolo dei lebbrosi\u201d, Raoul Follereau,<br \/>\nche non aveva mai smesso di guardare oltre la lebbra ingaggiando<br \/>\nla battaglia contro tutte le lebbre.<br \/>\nTale battaglia<br \/>\nrichiede tuttavia uno sforzo permanente, un\u2019attenzione tutta<br \/>\nparticolare alle realt\u00e0 emergenti per individuare le nuo11<br \/>\nve sfi de.<\/p>\n<p>Un impegno che l\u2019Aifo ha saputo portare avanti<br \/>\ncollettivamente, rinnovandosi, rimotivandosi senza perdere<br \/>\nl\u2019ispirazione e la spinta iniziali. Colizzi continua a partecipare<br \/>\ncon particolare effi cacia ed audacia all\u2019arricchimento<br \/>\ndi questa elaborazione collettiva.<\/p>\n<p>Lo fa utilizzando uno strumento concettuale a lui particolarmente<br \/>\ncaro, quello dell\u2019amore politico nonviolento, una<br \/>\ncategoria di analisi e al tempo stesso programma di azione,<br \/>\nnella tradizione di Follereau e di tanti altri profeti. L\u2019amore<br \/>\nusa lo strumento della politica dandole una dimensione<br \/>\netica che esclude il ricorso alla forza e alla violenza, esige<br \/>\nl\u2019apertura all\u2019altro in un processo inclusivo. Si tratta della<br \/>\npurifi cazione della cultura politica di cui, particolarmente<br \/>\ndi questi tempi, si sente l\u2019urgenza.<\/p>\n<p>La prima parte dell\u2019antologia raccoglie le relazioni, rivedute<br \/>\ne corrette, svolte dall\u2019autore nel corso dei Convegni dell\u2019Aifo<br \/>\ntra il 2005 e il 2011.<br \/>\nSono testi relativamente lunghi dove<br \/>\nla scrittura pu\u00f2 spingersi in profondit\u00e0, arricchita da riferimenti<br \/>\na pensatori o a uomini e donne d\u2019azione che aiutano<br \/>\nad illuminare le situazioni attuali.<br \/>\nSono pagine al tempo<br \/>\nstesso intense e \u201cpiane\u201d, mai banali, che rendono accessibili<br \/>\ni concetti, le suggestioni, gli inviti ad agire.<br \/>\nUna scrittura di<br \/>\ngrande creativit\u00e0 che restituisce la speranza nella potenza<br \/>\ndell\u2019azione solidale.<\/p>\n<p>I testi pi\u00f9 brevi della seconda parte riportano gli editoriali<br \/>\nscritti per il mensile dell\u2019Aifo, Amici di Follereau, nell\u2019ultimo<br \/>\nanno di presidenza tra il giugno 2010 e il settembre<br \/>\n2011, non raccolti nella precedente antologia Un potere<br \/>\npi\u00f9 grande (edizioni la meridiana, 2010).<br \/>\nSi tratta di scritti<br \/>\nnon meno densi e profondi, limitati certo ad argomenti pi\u00f9<br \/>\ncircoscritti ma che muovono nella medesima direzione di<br \/>\nricerca. Dettati spesso dall\u2019urgenza di una denuncia, dalla<br \/>\nnecessit\u00e0 di orientare, gli editoriali fanno apparire, in misura<br \/>\nmaggiore dei testi pi\u00f9 ampi, la capacit\u00e0 dell\u2019autore di<br \/>\nmuoversi con immediatezza, di saper trarre spunti fecondi<br \/>\nda occasioni molto diverse tra di loro.<\/p>\n<p>Il risultato d\u2019insieme \u00e8 di grande valore.<br \/>\nIl volume invita<br \/>\nad una lettura piacevole, dove l\u2019interesse e l\u2019attenzione non<br \/>\nvengono mai meno, perch\u00e9 coinvolgente e sempre stimolante.<br \/>\nInoltre attraverso queste pagine si dipana un percorso,<br \/>\nanzi una pluralit\u00e0 di percorsi per chi ne sappia cogliere<br \/>\nl\u2019autenticit\u00e0 e la bellezza.<br \/>\nPerch\u00e9 la bellezza e la felicit\u00e0 possono,<br \/>\nanzi devono essere ritrovate nell\u2019agire sociale purch\u00e9<br \/>\nnon si rinunci a confrontarsi con la sofferenza e l\u2019emarginazione,<br \/>\ndei malati di lebbra come di tante altre lebbre, a<br \/>\ncominciare dalle fortezze nelle quali abbiamo la tendenza a<br \/>\nchiuderci.<br \/>\nIl luogo di questo possibile incontro, buon-luogo<br \/>\ndella felicit\u00e0, del bene fatto e di quello che rimane da realizzare,<br \/>\nil luogo della speranza e del sogno \u00e8, per dirla con<br \/>\ndon Tonino Bello, l\u2019eutopia.<\/p>\n<p>Siamo tutti invitati a percorrere<br \/>\nquesto cammino, a sperimentare la speranza e la solidariet\u00e0,<br \/>\ninsieme. \u201cNessuno ha il diritto di essere felice da solo\u201d (Follereau)<\/p>\n<p><span style=\"color: orange;\"><br \/>\nTitolo: Eutopia. La civilt\u00e0 dell&#8217;amore<\/p>\n<p>Autore: Francesco Colizzi<\/p>\n<p>Editore: La Meridiana<\/p>\n<p>Data di Pubblicazione: 01\/08\/2012<\/p>\n<p>Collana: Paceinsieme<\/p>\n<p>EAN: 9788861532731<\/p>\n<p>Pagine: 124<\/p>\n<p>Prezzo di listino: \u20ac 15,00<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Amando, spendendo la vita per gli altri, si perde il sonno, ma non la vita, e si costruisce l&#8217;eutopia, non il non-luogo, ma il buon-luogo della felicit\u00e0&#8221; diceva don Tonino Bello. E di &#8220;eutopia&#8221;, di civilt\u00e0 dell&#8217;amore, si parla nel volume di Francesco Colizzi, medico ostunese che \u00e8 stato per diversi anni presidente dell&#8217;Aifo, la &#8220;Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau&#8221;. Il libro &#8220;Eutopia, la civilt\u00e0 dell&#8217;amore&#8221; sar\u00e0 presentato gioved\u00ec 5 dicembre a San Vito dei Normanni, per iniziativa dell&#8217;Associazione Culturale Arcobaleno. 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