{"id":97328,"date":"2017-03-08T13:53:02","date_gmt":"2017-03-08T12:53:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=97328"},"modified":"2017-03-08T13:53:02","modified_gmt":"2017-03-08T12:53:02","slug":"beppe-patrono-dalla-resistenza-romana-alla-liberta-di-pensiero-e-azione-se-ne-parla-alla-biblioteca-de-leo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/beppe-patrono-dalla-resistenza-romana-alla-liberta-di-pensiero-e-azione-se-ne-parla-alla-biblioteca-de-leo\/","title":{"rendered":"Beppe Patrono. Dalla resistenza romana alla libert\u00e0 di pensiero e azione: se ne parla alla Biblioteca De Leo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/beppe-patrono-dalla-resistenza-romana-alla-liberta-di-pensiero-e-azione-se-ne-parla-alla-biblioteca-de-leo\/beppe-patrono\/\" rel=\"attachment wp-att-97329\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-97329\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/beppe-patrono-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/beppe-patrono-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/beppe-patrono-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/beppe-patrono-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/beppe-patrono.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>Il 18 marzo alle ore 9 presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;Ex Seminario &#8220;Benedetto XVI&#8221; la Biblioteca Pubblica Arcivescovile &#8220;A. De Leo&#8221; e la Fondazione &#8220;Giuseppe Di Vagno (1889-1921)&#8221;, impreziosite dalle donazioni della biblioteca e dell&#8217;archivio di Beppe Patrono, organizzano, nel decennale della scomparsa, un seminario di studi su &#8220;<em><strong>Beppe Patrono. Dalla resistenza romana alla libert\u00e0 di pensiero e azione<\/strong><\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nDopo i saluti di Gianvito Mastroleo (Presidente della Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221;), dell&#8217;arcivescovo di Brindisi Ostuni, mons. Domenico Caliandro, dei sindaci di Brindisi Angela Carlucci e di Mesagne Pompeo Molfetta e del Provveditore agli Studi Enzo Nicol\u00ec, relazioner\u00e0 il prof. Marco Revelli, ordinario di Scienze della Politica dell&#8217;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale &#8220;A. Avogadro&#8221; su Beppe Patrono: l&#8217;eresia democratica del Partito d&#8217;Azione.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSeguir\u00e0 l&#8217;intervento di Katiuscia Di Rocco, direttore della Biblioteca Pubblica Arcivescovile &#8220;A. De Leo&#8221; di Brindisi su La Biblioteca Patrono, infinite possibilit\u00e0 di ricerca; poi Ugo Falcone (Agenzia Italiana per il Patrimonio Culturale di Udine) e Tina Latrofa (Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221;) su L&#8217;Archivio Patrono: spunti di riflessione; quindi Cesare Preti (coordinatore del Comitato Scientifico Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221;) su Beppe Patrono e il rapporto con Guido Calogero. Concluder\u00e0 i lavori la Maria Carmela Stridi-Patrono ripercorrendo alcuni ricordi familiari. Al Convegno prenderanno parte anche alcune classi del Liceo Scientifico &#8220;Fermi Monticelli di Brindisi&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&#8220;<em>Lui veniva dal Sud ed al Sud intendeva dedicarsi a fascismo finito<\/em>&#8221; cos\u00ec Luisa Adorno descrive Beppe Patrono nel suo romanzo, Le dorate stanze.<br \/>\nNasce a Brindisi il 25 agosto 1918, frequenta il Ginnasio-Liceo \u201cMarzolla\u201d a Brindisi e i suoi amici sono Paolo Colonna, Gaetano De Vita, Ugo Guadalupi, tutti fortemente critici nei confronti della dittatura fascista. E&#8217; un lettore attento fin da adolescente e tra i suoi autori preferiti c&#8217;\u00e8 Benedetto Croce. Prende la maturit\u00e0 nel 1938 e risulta primo agli esami di concorso per accedere alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha come compagni Giorgio Piovano, Secondo Traversa, Vanni Mafera, Giulio Cervani, Mario Riani, Mario Casagrande, Armando Saitta, Carlo Azelio Ciampi, Antonio Russi, Alessandro Natta, Mario Baratto, Alfonso Irace, Giulio Corsetti e come docenti, fra gli altri, Luigi Russo, Giorgio Pasquali, Guido Calogero, Alfonso Omodeo.<br \/>\nGli anni che vanno dal 1934 al 1942 sono quelli pi\u00f9 intensi per l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, anni in cui gruppi giovanili antifascisti si costituiscono e tengono salda la loro organizzazione su un banco di prova degli anni pi\u00f9 difficili. A capo di questo gruppo di oppositori di studenti e docenti, pi\u00f9 o meno tollerati da Giovanni Gentile e dal regime, c&#8217;\u00e8 Guido Calogero che nel Natale del 1938 consegna una lettera a Giuseppe Patrono con l\u2019incarico di andare a trovare a Bari Tommaso Fiore e di mantenere i contatti con lui.<br \/>\nNel 1941 Giuseppe Patrono viene chiamato sotto le armi e trasferito a Roma. Interrompe quindi gli studi accademici a causa della guerra, e malgrado le sollecitazioni dei suoi professori, in primis Luigi Russo, non conseguir\u00e0 mai pi\u00f9 la laurea per gravi problemi di salute nei quali \u00e8 incorso dopo la guerra (e non come \u00e8 stato pi\u00f9 volte detto per dissidi insorti con alcuni docenti). L\u2019esperienza del servizio militare \u00e8 per lui importantissima poich\u00e9 gli conferma l\u2019inadeguatezza di un apparato e di un sistema che \u00e8 pari alla retorica e alla impreparazione del regime fascista.<br \/>\nL\u20198 settembre del 1943 Beppe \u00e8 ricoverato per una forte febbre nell\u2019ospedale militare del Celio; uscendo da l\u00ec indossa la divisa di sottotenente dei Granatieri ed entra subito in clandestinit\u00e0 con il nome di &#8220;Pasquale Marrazza&#8221;, come testimonia la carta d&#8217;identit\u00e0 falsa fatta da Guido Bonnet a Roma nel settembre del 1943 e che con amore per la memoria \u00e8 stata custodita e oggi donata dalla moglie, prof. Maria Carmela Stridi, insieme agli altri documenti, alla Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221; di Conversano.<br \/>\nI suoi rapporti a Roma sono strettissimi con Ferruccio Parri, Riccardo Bauer, i Gallo, Vittorio Gabrieli, Ernesto Rossi e Pilo Albertelli che Beppe vede, come ultima persona, salire su un tram mentre lo saluta dicendogli \u201caddio Patrono\u201d, prima che questi fosse preso e poi fucilato dai nazisti nelle Fosse Ardeatine.<br \/>\nDopo l&#8217;aprile del 1945 rimane ancora qualche mese a Roma tra i cumuli di macerie: \u00e8 necessario ricostruire l&#8217;Italia e Patrono crede e si prodiga come non mai affinch\u00e9 il 2 giugno del 1946 si voti a favore della Repubblica, tanto che successivamente si candida alla Costituente per il Partito d\u2019Azione.<br \/>\nSono gli anni in cui partecipa anche attivamente al Movimento Federalista Europeo, collaborando a diverse riviste fra cui \u201cil Mondo\u201d di Pannunzio e successivamente \u201cil Ponte\u201d fondato da Piero Calamandrei. Dopo lo scioglimento del Partito d\u2019Azione, passa nelle fila del Partito Socialista Italiano dal quale viene espulso (Sezione di Brindisi), &#8220;per insanabili contrasti etici e metodologici&#8221;, cos\u00ec nel \u201968 si presenta al Senato, come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. E&#8217; consigliere comunale di Brindisi per diverse legislature e noti sono i suoi comizi nelle piazze cittadine sui temi pi\u00f9 forti di politica locale e nazionale. Beppe Patrono si ritira a vita privata alla met\u00e0 degli anni \u201980 e si trasferisce a Mesagne.<br \/>\nPer volere della vedova, prof. Maria Carmela Stridi, l\u2019archivio di Beppe Patrono \u00e8 stato concesso in comodato gratuito decennale alla Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221; e la preziosa biblioteca, con un patrimonio di 30.000 libri, donata alla Biblioteca Pubblica Arcivescovile &#8220;A. De Leo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 marzo alle ore 9 presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;Ex Seminario &#8220;Benedetto XVI&#8221; la Biblioteca Pubblica Arcivescovile &#8220;A. De Leo&#8221; e la Fondazione &#8220;Giuseppe Di Vagno (1889-1921)&#8221;, impreziosite dalle donazioni della biblioteca e dell&#8217;archivio di Beppe Patrono, organizzano, nel decennale della scomparsa, un seminario di studi su &#8220;Beppe Patrono. Dalla resistenza romana alla libert\u00e0 di pensiero e azione&#8220;. &nbsp; Dopo i saluti di Gianvito Mastroleo (Presidente della Fondazione &#8220;G. Di Vagno&#8221;), dell&#8217;arcivescovo di Brindisi Ostuni, mons. Domenico Caliandro, dei sindaci di Brindisi Angela Carlucci e di Mesagne Pompeo Molfetta e del Provveditore agli Studi Enzo Nicol\u00ec, relazioner\u00e0 il prof. Marco Revelli, ordinario di Scienze della Politica dell&#8217;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale &#8220;A. Avogadro&#8221; su Beppe Patrono: l&#8217;eresia democratica del Partito d&#8217;Azione. &nbsp; Seguir\u00e0 l&#8217;intervento di Katiuscia Di Rocco, direttore della Biblioteca Pubblica Arcivescovile &#8220;A. De Leo&#8221; di Brindisi su La Biblioteca Patrono, infinite possibilit\u00e0 di ricerca; poi Ugo Falcone (Agenzia Italiana per il Patrimonio Culturale di Udine) e Tina Latrofa (Fondazione &#8220;G. 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