{"id":97596,"date":"2017-03-10T22:51:56","date_gmt":"2017-03-10T21:51:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=97596"},"modified":"2017-03-17T14:39:08","modified_gmt":"2017-03-17T13:39:08","slug":"il-diritto-alloblio-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-diritto-alloblio-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Il Diritto all\u2019Oblio. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>Da un po\u2019 di tempo Facebook cerca d\u2019ingraziarsi le mie simpatie inviandomi collage dei miei post equamente distribuiti negli anni oppure, in maniera pi\u00f9 persuasiva, messaggi del tipo: \u201cUn anno fa\u2026 tre anni fa\u2026 cinque anni fa \u2013 Visualizza i tuoi ricordi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nDico subito che entrambi questi richiami, lungi dall\u2019attivare la mia curiosit\u00e0 \u0336 peraltro molto al di sotto di quella delle scimmie \u0336 sortisce l\u2019effetto opposto: quello d\u2019indispormi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPer convinzione, da quando ho aderito a Fb ho evitato di pubblicare le mie foto, con l\u2019unica eccezione, per motivi di pubblicit\u00e0 e marketing, di quelle che riprendono le copertine dei miei libri.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nA maggior ragione, d\u2019accordo con tutta la famiglia, non mi sono lasciato prendere dalla voglia di dare in pasto ai social network le foto dei nipotini. E s\u00ec che l\u2019orgoglio di zio per quella bellezza che rifiutavo di condividere con tanti, anche estranei, provocava in me disappunto. Ma poi il solo pensiero che l\u2019innocenza di quelle immagini avrebbe potuto essere violata dagli orchi della Rete mi rassicurava della bont\u00e0 della decisione.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nOggi che il \u201cDiritto all\u2019Oblio\u201d non rappresenta pi\u00f9 un pio desiderio ma una concreta esigenza e, direi, emergenza, questo mio comportamento trova una sua giustificazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nC\u2019\u00e8 intanto da dire che il problema non \u00e8 solo dei giorni nostri. Gi\u00e0 Friedrich Nietzsche l\u2019aveva ipotizzato in tempi non sospetti. Infatti, nelle \u201cConsiderazioni inattuali\u201d, cos\u00ec diceva: \u00abL\u2019uomo invidia l\u2019animale che subito dimentica\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019animale vive in modo non storico, poich\u00e9 si risolve nel presente\u2026 L\u2019uomo invece resiste sotto il grande e sempre pi\u00f9 grande carico del passato\u2026 Per ogni agire ci vuole oblio: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurit\u00e0. Si deve sapere tanto \u201cdimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nOltretutto il ricordare non sempre porta alla luce le belle sensazioni provate da Proust nell\u2019inzuppare nel t\u00e8 le Petites Madeleines preparategli dalla madre. I ricordi di Facebook non ripropongono quel piacere delizioso che l\u2019aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. E gli \u201caveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamit\u00e0, la sua brevit\u00e0 illusoria, nel modo stesso in cui agisce l\u2019amore\u201d, colmandolo d\u2019un\u2019essenza preziosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nNo, i ricordi di Fb sono pi\u00f9 terra terra. E fanno paura perch\u00e9 fanno circolare, forse per l\u2019eternit\u00e0, testi e foto di cui ci siamo vergognati un attimo dopo averli pubblicati. E perch\u00e9 l\u2019addio definitivo ai social network, di fatto, risulta impossibile o quantomeno molto difficile!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nGi\u00e0 nel 2009 Bill Gates chiese di chiudere il suo account Facebook per \u201ceccesso di amici\u201d. E pi\u00f9 recentemente ci ha provato Lapo Elkan a tentare l\u2019addio ai social. Purtroppo la semplice volont\u00e0 dei singoli non \u00e8 sufficiente. Cos\u00ec testi e foto continuano a girare indisturbati e, quel che \u00e8 peggio, ad essere commercializzati. Addirittura gira materiale che non \u00e8 stato nemmeno postato dai diretti interessati.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE questo malgrado la discussa sentenza (13 maggio 2014) sul \u201cdiritto all\u2019oblio\u201d della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea che ha stabilito per i cittadini europei il diritto di chiedere ai motori di ricerca di eliminare dalle loro pagine dei risultati i link verso cose che li riguardano nel caso in cui li ritengano \u201cinadeguati, irrilevanti o non pi\u00f9 rilevanti, o eccessivi in relazione agli scopi per cui sono stati pubblicati\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nMa, si badi bene, la richiesta di deindicizzazione non vuole dire cancellare da Internet gli articoli\/foto che ci riguardano; vuol dire solo che la ricerca su Google non dar\u00e0 pi\u00f9 nei risultati quei link che abbiamo segnalato. Quindi le pagine deindicizzate resteranno dove si trovano. L\u2019unico modo per cancellarle definitivamente \u00e8 contattare il webmaster del sito che ha pubblicato l\u2019articolo!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nApro una parentesi. Per uno come me a digiuno di informatica, la Rete viene immaginata come una matassa di fili invisibili che avvolgono la Terra e che, insieme alle onde elettromagnetiche delle televisioni, delle radio e dei telefonini, attraversano minacciosamente anche i nostri corpi\u2026<br \/>\nSi fa un gran parlare delle polveri sottili e della loro incidenza malevola sugli organismi umani. Ma almeno quei prodotti sono visibili ed entrano in noi solo se li respiriamo o ci nutriamo di sostanze a loro volta inquinate. Purtroppo siamo impotenti di fronte all\u2019enorme \u201cmatassa\u201d creata da Internet. Sar\u00e0 altrettanto pericolosa? Mah!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa realt\u00e0 \u00e8 che, mentre da un lato si discute di energie alternative, per quanto riguarda le conseguenze degli invisibili fili che ci imprigionano in un bozzolo pericoloso, non si fanno studi. O, se si fanno, ci si guarda bene da darli in pasto alla gente comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nMa oltre alla questione fisica ce n\u2019\u00e8 anche una morale. \u00c8 giusto che i nostri ricordi continuino a girare anche dopo la nostra esistenza terrena? \u00c8 corretto che vengano conservati all\u2019infinito in un server ubicato in qualche sperduto deserto? \u00c8 cos\u00ec difficile appellarsi al Diritto all\u2019Oblio (ma in una visione globale e non solo europea)? E soprattutto \u00e8 possibile evitare che Google, finora il motore di ricerca pi\u00f9 perseguito dalla giustizia europea e da quelle nazionali, accettando o meno le richieste di deindicizzazione, finisca per essere il giudice di se stesso?<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE anche in caso di chiusura dell\u2019account la legge ancora non prevede la possibilit\u00e0 di tornare in possesso esclusivo dei nostri dati personali, video e fotografie comprese! E come \u00e8 successo di recente nel napoletano una donna, perseguitata dai filmati hard che incautamente aveva postato, \u00e8 scesa nello scantinato impiccandosi con un foulard azzurro appeso a un tubo.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuando accettiamo di entrare in un social network purtroppo non ci prendiamo la briga di esaminare attentamente le condizioni del contratto. Accettiamo tutto perch\u00e9 cos\u00ec hanno fatto gli amici e gli amici degli amici. Addirittura su Twitter perdiamo il copyright su ci\u00f2 che diciamo. Come dire: verba volant, Internet manet.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCon ci\u00f2 non voglio demonizzare questo meraviglioso mezzo del progresso. E dissento anche da Umberto Eco quando diceva: \u00abI social network danno la parola a milioni di imbecilli. E la socievolezza \u00e8 un\u2019altra cosa\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIo desidero solo affermare il mio sacrosanto Diritto all\u2019Oblio. E siccome non sono un vip come Lapo Elkan, lo voglio fare dal mio computer con un semplice clic, senza dover ricorrere alla Commissione di Google, unica delegata ad esaminare questi casi. Insomma, quando lo voglio, devo potere uscire da questo centrifugatore di Google e Facebook. Perch\u00e9 sull\u2019eternit\u00e0 e l\u2019immortalit\u00e0 ho le mie idee che differiscono alquanto da quelle di questi furbastri della Rete.<br \/>\nAltro che \u201cvisualizza i tuoi ricordi\u201d&#8230; I miei ricordi sono solo e soltanto miei!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da un po\u2019 di tempo Facebook cerca d\u2019ingraziarsi le mie simpatie inviandomi collage dei miei post equamente distribuiti negli anni oppure, in maniera pi\u00f9 persuasiva, messaggi del tipo: \u201cUn anno fa\u2026 tre anni fa\u2026 cinque anni fa \u2013 Visualizza i tuoi ricordi\u201d. &nbsp; Dico subito che entrambi questi richiami, lungi dall\u2019attivare la mia curiosit\u00e0 \u0336 peraltro molto al di sotto di quella delle scimmie \u0336 sortisce l\u2019effetto opposto: quello d\u2019indispormi. &nbsp; Per convinzione, da quando ho aderito a Fb ho evitato di pubblicare le mie foto, con l\u2019unica eccezione, per motivi di pubblicit\u00e0 e marketing, di quelle che riprendono le copertine dei miei libri. &nbsp; A maggior ragione, d\u2019accordo con tutta la famiglia, non mi sono lasciato prendere dalla voglia di dare in pasto ai social network le foto dei nipotini. 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