{"id":99083,"date":"2017-03-26T10:37:35","date_gmt":"2017-03-26T08:37:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=99083"},"modified":"2017-03-28T14:47:03","modified_gmt":"2017-03-28T12:47:03","slug":"caro-onorevole-pensa-a-chi-soffre-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/caro-onorevole-pensa-a-chi-soffre-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Caro Onorevole, pensa a chi soffre. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Codardi o solo superstiziosi in nostri Onorevoli? Come va interpretata la vergognosa presenza in Aula di soli venti deputati il 13 marzo u.s., data prevista per la sessione parlamentare dedicata al testamento biologico? Certo, la paura \u00e8 difficile da vincere, ma per mascherare la superstizione avrebbero potuto fare ricorso a corni ed altri amuleti vari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E invece niente! Come se la morte non li riguardi o sia un evento che, come il sonno, ti prende all\u2019improvviso e dolcemente ti fa giungere nel posto che la religione di appartenenza ti ha do- viziosamente illustrato nel corso di un\u2019intera vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi politici la pensano come lo scrittore Cesare Viviani quando in \u201c<em>Fu come un colpo improvviso di vento<\/em>\u201d dice: \u00ab<em>Perch\u00e9 non pensarla cos\u00ec la morte?. Un improvviso colpo di vento. Pensare alla nostra esistenza come a un fiore che prima o poi viene reciso da una lama, senza dolore, senza terrore. Perch\u00e9 non assecondare, umilmente, la nostra partecipazione alla natura?<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Magari fosse cos\u00ec! Purtroppo, cari Onorevoli, la morte non sempre \u00e8 uno sbarazzino colpo di vento primaverile. Spesso \u00e8 una atrocit\u00e0 di cui si \u00e8 inconsapevoli vittime. Ma questo voi lo sapete bene e qui ritorna il tema della paura. S\u00ec, avete paura di prendere decisioni che, oltre a mettervi in crisi personalmente, finiranno per farvi perdere una parte dell\u2019elettorato. Cos\u00ec prendete tempo, senza sapere che potreste voi stessi essere vittime di un sistema che si ostina a non regolare il fine vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fine vita, si badi bene. Ch\u00e9 in Italia i tempi non sono ancora maturi per affrontare il grande tema dell\u2019eutanasia e del suicidio assistito. Quello, per intenderci, che ha costretto Dj Fabo a recarsi in Svizzera per ottenere ci\u00f2 che nel nostro Paese \u00e8 ancora allo stato di chiacchiericcio appena sussurrato per timore di rompere equilibri consolidati o ipocrite credenze religiose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9, dopo millenni, questo problema si \u00e8 affacciato alla ribalta in questi ultimi tempi? Non c\u2019era anche tra gli Assiri o gli Egizi o i Babilonesi o i Greci la paura della morte? Certo che c\u2019era. Ma quei popoli avevano i loro riti e, soprattutto, una saggezza (assurta poi a vera e propria filosofia di vita) grazie alla quale riuscivano a superare il timore e a considerare la morte uno dei tanti fatti naturali con cui abbiamo a che fare durante la nostra esistenza terrena.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intendo dire che nell\u2019antichit\u00e0 la morte \u00e8 stata vista come un evento ineluttabile, necessario. Pi\u00f9 che evitarla si discuteva sul come prepararsi a morire, come forma di saggezza che d\u00e0 significato alla vita stessa che si \u00e8 vissuta fino a quel momento. Platone, in \u201c<em>Apologia di Socrate<\/em>\u201d diceva: \u00ab<em>Ma \u00e8 gi\u00e0 l\u2019ora di andarsene, io a morire, voi a vivere; chi per\u00f2 di noi due vada verso il meglio \u00e8 cosa oscura a tutti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grandezza del pensiero greco e, successivamente, romano. La morte in s\u00e9 non creava alcun problema. La discussione, negli ambienti socialmente elevati, s\u2019incentrava sul come si era vissuto e come prepararsi al grande salto. Il popolo, invece, non aveva nemmeno il tempo di pensare cos\u00ec alto, ma solo quello di vivere alla giornata sperando in una realt\u00e0 migliore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D\u2019altro canto anche le morti \u201cveloci\u201d, in combattimento, non lasciavano troppo tempo per pensare. E poi c\u2019erano i benefit ad essa legati: i campi ondeggianti di bionde messi, i torrenti in cui scorrevano latte e miele, la promessa dell\u2019immortalit\u00e0, l\u2019assenza del dolore e stuoli di vergini pronte ad esaudire ogni possibile desiderio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019epoca moderna, invece, caratterizzata dal consumismo edonista, questo concetto positivo della morte \u00e8 stato rimosso. Anche per effetto del grande progresso segnato da una medicina che sembra non avere pi\u00f9 limiti davanti a s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa diversa situazione concettuale morire \u00e8 ora considerato quasi un reato legato a un nuovo comandamento che si aggiunge ai dieci di millenaria memoria: il Divieto di morire!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 la morte, proprio per la presenza delle tecniche pi\u00f9 avanzate e dei farmaci di ultimissima generazione, \u00e8 preceduta da infermit\u00e0 e dolori insopportabili, degrado irreversibile del corpo e della mente, stadi terminali di patologie incurabili. Da qui il grido straziante di chi, mettendosi contro la Chiesa e lo Stato, non presta pi\u00f9 ascolto a una scienza medica che sa rianimare e tenere in vita i corpi, prolungandone la durata biologica come insieme di funzioni organiche. Ma che si ostina ad ignorare che, al di sopra di tutto, c\u2019\u00e8 l\u2019integrit\u00e0 e la dignit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo spiega il fenomeno delle morti spettacolarizzate, saccheggiate dai media e private del rispetto dovuto a ogni essere umano. Mi riferisco a quelle di Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro, Mario Monicelli e, ultimo in ordine di tempo, dj Fabo. Ma quanti sono quelli di cui non si conosce il nome? Quelli che una cronaca impietosa non \u00e8 riuscita a portare alla ribalta?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A parlare di queste nuove problematiche sono scrittori e registi che non si preoccupano di andare contro corrente. Tra questi Andrea Tarabbia che nota come \u201c<em>La morte di Ivan Il\u2019ic<\/em>\u201d di Tolstoj rappresenti allo stesso tempo una morte antica e moderna: quella antica che accetta il trapasso e ne fa un momento di possibile riconciliazione con s\u00e9, i propri cari, il mondo. E quella moderna che dipende dalla medicalizzazione fino a diventarne ostaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E allora, cari (si fa per dire) Onorevoli, cosa aspettate a licenziare questo progetto di legge? Perch\u00e9 ogni giorno che si perde aumenta il rischio di arrivare alla fine dell\u2019iter legislativo. Ma questo lo sapete bene, non c\u2019\u00e8 bisogno che ve lo ricordi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche per rendere un po\u2019 pi\u00f9 leggero l\u2019argomento mi piace ricordare un\u2019espressione salentina la cui originaria accezione nulla ha da spartire con il problema del fine vita. Mi riferisco a VOGGHIAMMUERU, voglio morire. Seguito da una frase altrettanto scioccante: \u201cChe vita \u00e8 questa?\u201d. Perch\u00e9 la vera vita la conosciamo tutti; purtroppo ce ne ricordiamo quando stiamo per perderla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ebbene, non c\u2019\u00e8 molto da ridere. Perch\u00e9 questo grido (esiste anche la versione gridata, infatti) l\u2019ho sentito circolare pi\u00f9 d\u2019una volta nelle corsie dei nostri ospedali. E si trattava non di una semplice battuta ridanciana, cos\u00ec, tanto per deplorare le lungaggini di un ricovero, ma di una sorta di supplica elevata verso un misterioso interlocutore. Una supplica straziante di chi non ce la fa pi\u00f9 a trascinarsi da un nosocomio all\u2019altro o di sottoporsi a terapie che cangiano velocemente come il cielo di marzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari Onorevoli, avete la possibilit\u00e0 di zittire quel grido che voi, non salentini, non potete comprendere, ma che, vi assicuro, scende in fondo all\u2019anima di chi l\u2019ascolta rendendolo partecipe di una realt\u00e0 che (ancora) non lo tocca. Ma che potrebbe toccarlo in futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo abbiamo bisogno di voi, Onorevoli, perch\u00e9 noi non siamo come i lama tibetani che si siedono immobili, nella posizione del loto, con gli occhi socchiusi, e nessuno capisce quando se ne vanno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0 Codardi o solo superstiziosi in nostri Onorevoli? Come va interpretata la vergognosa presenza in Aula di soli venti deputati il 13 marzo u.s., data prevista per la sessione parlamentare dedicata al testamento biologico? Certo, la paura \u00e8 difficile da vincere, ma per mascherare la superstizione avrebbero potuto fare ricorso a corni ed altri amuleti vari. &nbsp; &nbsp; E invece niente! Come se la morte non li riguardi o sia un evento che, come il sonno, ti prende all\u2019improvviso e dolcemente ti fa giungere nel posto che la religione di appartenenza ti ha do- viziosamente illustrato nel corso di un\u2019intera vita. &nbsp; &nbsp; Questi politici la pensano come lo scrittore Cesare Viviani quando in \u201cFu come un colpo improvviso di vento\u201d dice: \u00abPerch\u00e9 non pensarla cos\u00ec la morte?. Un improvviso colpo di vento. Pensare alla nostra esistenza come a un fiore che prima o poi viene reciso da una lama, senza dolore, senza terrore. Perch\u00e9 non assecondare, umilmente, la nostra partecipazione alla natura?\u00bb. &nbsp; &nbsp; Magari fosse cos\u00ec! Purtroppo,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":99084,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3129],"tags":[18],"class_list":["post-99083","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-guido-giampietro","tag-guido-giampietro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=99083"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99083\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":99085,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/99083\/revisions\/99085"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=99083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}