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Brindisi, Santa Teresa, Somma:” un numero superiore di lavoratori con le stesse risorse”



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Brindisi, 03/07/2006

Santa Teresa, Somma:” un numero superiore di lavoratori con le stesse risorse”

Sin dai primi mesi del suo insediamento, l’Amministrazione provinciale, guidata dal presidente Michele Errico, si è sentita obbligata a prendersi cura del destino lavorativo dei 78 lavoratori socialmente utili impiegati dalla Provincia di Brindisi, a partire dal lontano 1994, in progetti finanziati dal fondo per l’occupazione, la cui copertura non veniva più assicurata dal governo nazionale e regionale subito dopo il 31/12/2004.

La costituzione di una Società interamente pubblica per lo svolgimento di attività e servizi che l’Ente Provincia intendeva esternalizzare parve la soluzione più adeguata per ottimizzare e razionalizzare la spesa e consentire pertanto la più ampia ricaduta occupazionale.
Si trattava, infatti, di creare le condizioni di stabilità occupazionale, nella consapevolezza di quanto sia destabilizzante per le persone vivere per decenni nell’incertezza dovuta proprio all’esistenza di un termine del rapporto di lavoro.

Così come ha dovuto prendersi cura dei lavoratori, ex socialmente utili, che nonostante avessero già trovato stabilità occupazionale nell’ambito delle attività esternalizzate con procedure agevolate attraverso, appunto, i cosiddetti piani d’impresa, si ritrovavano disoccupati.

Pertanto, il piano industriale della Società Santa Teresa ha dovuto prevedere attività di lavoro stabile per un numero superiore di lavoratori con le stesse risorse finanziarie disponibili.

La scelta di assicurare un’opportunità di lavoro a tutti, anche a coloro che potevano essere licenziati dalle aziende appaltatrici dell’Ente Provincia, è stata compiuta su sollecitazione delle organizzazioni sindacali e degli stessi lavoratori riuniti in assemblea.

La Giunta provinciale ha fatto proprie le richieste dei lavoratori recependo nell’atto deliberativo n. 74 del 28/04/2006 i contenuti del verbale di assemblea dei lavoratori del 27/04/2006.
In sostanza la Giunta provinciale deliberava, al fine di consentire ad un maggior numero di lavoratori già occupati nei piani d’impresa in scadenza e propri del Piano industriale della Santa Teresa S.p.A., di perseguire quanto previsto in analoghe situazioni all’art. 4 comma B del C.C.N.L. Multiservizi FISE e cioè di proporre ad invarianza di costi per la Società Santa Teresa, la ripartizione dell’orario di lavoro su un numero più ampio di addetti al fine di evitare condizioni di disagio economico e sociale e applicando parametri equi per tutti i lavoratori.

Tale obiettivo si doveva rendere compatibile e funzionale all’organizzazione produttiva della Società attraverso la contrattazione aziendale.
La Giunta provinciale, quindi, ha dato mandato alla Società Santa Teresa di procedere alla riparametrazione oraria, finalizzandola all’impiego di tutti i lavoratori effettivamente impegnati nelle attività oggetto dei Piani d’Impresa e di tener conto della necessità di offrire impiego ai lavoratori licenziati per cessazione di attività dopo aver accertato l’effettiva chiusura delle aziende e dopo che le OO.SS. avessero esperito tutte le iniziative utili al mantenimento dei posti di lavoro.

La consapevolezza che aderire alle richieste e alle sollecitazioni delle assemblee permanenti convocate ai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali in Provincia comportava sacrificio economico per una parte dei lavoratori ha portato, infatti, la Giunta provinciale a fissare i sopradetti limiti e condizioni, proprio a salvaguardia del reddito dei lavoratori.
Le retribuzioni, come si sa, vengono stabilite dalla contrattazione collettiva.

Concetta Somma
Assessore provinciale alle Politiche del lavoro
Provincia di Brindisi


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