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Brindisi, Ambientalisti: Occorre una politica nuova. Cambiare si può



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Brindisi, 15/05/2005

Ambientalisti: Occorre una politica nuova. Cambiare si può

La conferenza dei servizi svoltasi recentemente a Roma ha messo drammaticamente in evidenza le condizioni del suolo e delle acque del territorio di Brindisi. Doveva essere evidente che gli insediamenti industriali non potevano che portare alle conclusioni che oggi osserviamo, tanto più in assenza di rigorosi controlli e di una programmazione accurata dello sviluppo.
Oggi purtroppo se ne pagano le conseguenze, prezzo aggravato dalla situazione in cui versano gli ex dipendenti Dow Chemical, che non vedono ancora certezze per il loro futuro.
Ecco perché occorre un drastico cambiamento di rotta.
Occorre una politica nuova che – pur considerando le industrie un fattore di benessere – crei le condizioni e trovi gli strumenti per tutelare gli operatori, la popolazione e l’ambiente tutto ed eviti di ricadere nell’errore di considerare l’industrializzazione selvaggia e le cantierizzazioni a pioggia il toccasana per tutti i problemi legati all’occupazione e all’economia del territorio.
Un discorso a parte riguarda la caratterizzazione della zona di Capobianco in previsione dell’installazione del rigasificatore. La LNG le ha effettuate in spregio alla normativa che prevede un piano di caratterizzazione, approvato, da seguire ed il controllo dei tecnici dell’Amministrazione Provinciale. Questo modo di procedere è emblematico della supponenza dei grandi gruppi industriali di poter agire a loro piacimento, senza sottostare alle regole imposte dalla legge. Le recenti vicende legate al sequestro del carbonile ne sono – se occorre – un esempio lampante.
Ora più che mai le Amministrazioni Comunale e Provinciale debbono e possono dimostrare unitamente fermezza nel sostenere le proprie ragioni, supportate da movimenti e semplici cittadini, convinti che ci si può opporre con successo a chi – massimizzando i profitti e socializzando i costi – non esita a rendere Brindisi zona ancor più degradata, e impossibilitata a scegliere il modello di sviluppo che più si coniuga con le sue aspirazioni, le sue potenzialità e la propria volontà.
La popolazione non si lasci incantare dalle feste in Centrale e dalle false promesse. Cambiare si può.

ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, WWF, COBAS, FONDAZIONE “DR.ANTONIO DI GIULIO” FONDAZIONE “PROF.FRANCO RUBINO”, FORUM AMBIENTE SALUTE SVILUPPO, MEDICINA DEMOCRATICA, ARCI, A.I.C.S. LAV, COMITATO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE DEL CITTADINO, COMITATO SPONTANEO “MÒ BASTA”


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