Brindisi, 28/10/2005
Rigassificatore: la posizione degli Ambientalisti dopo le ultime vicende
Dopo le note ordinanze cautelari del Consiglio di Stato che hanno in via provvisoria rimosso gli effetti dei provvedimenti di agosto del TAR di Lecce a seguito dei quali la LNG si era indotta a sospendere le opere di riempimento nello specchio d’acqua antistante Capobianco, la predetta Società si sta ora muovendo per ribadire la volontà di procedere nelle attività preparatorie alla realizzazione del rigassificatore.
E lo sta facendo - non è chiaro se con intenti operativi o solo dimostrativi - ricorrendo a dichiarazioni ed atti (come la comparsa di una chiatta con un cumulo di pietre a Capobianco), rivolti chiaramente a saggiare la capacità di reazione delle amministrazioni locali e del movimento di opinione che si oppone alla costruzione dell’impianto e spinge perché si dia rapidamente corpo al progetto di un nuovo modello di sviluppo economico.
Da qui la diffida del Sindaco Mennitti alla Capitaneria di Porto di Brindisi con una risposta da parte del Comandante impropria e rivelatrice di un sorprendente nervosismo.
E da qui anche l’intervento del Presidente della Provincia Errico che ha intimato alla LNG di non avviare le opere di realizzazione della cosiddetta colmata per non esporsi al rischio di possibili e pesanti responsabilità eventualmente anche di ordine penale.
Di fronte a questo complesso scenario invitiamo ancora una volta la LNG a prendere atto di una verità che finge di ignorare e cioè che quella del rigassificatore è una questione essenzialmente politica che va risolta con le regole della democrazia, nel pieno rispetto della “autonomia” degli Enti Locali e delle competenze normative ed amministrative della Regione riconosciute dal Titolo V della Carta costituzionale come recentemente riformato.
Si tratta invero di una vertenza che, pur potendo avere rilevanti risvolti giudiziari, deve restare inchiodata sul terreno che le è proprio e cioè quello delle responsabilità politiche del Governo, delle Amministrazioni interessate e dei partiti tutti che sono chiamati a dare voce e forza a livello nazionale alle scelte operate dai loro organi in sede locale e regionale.
Ma la nostra convinzione sulla “centralità” della via politica si accompagna alla nostra fiducia che le tante controversie giudiziarie in corso sulla questione del rigassificatore finiranno per avere un esito che riconoscerà alle comunità locali il pieno diritto di progettare e realizzare un futuro diverso rispetto a quello che ha finora devastato il territorio procurando una crisi cronica dell’economia con conseguenze estremamente negative in termini occupazionali.
Certo sul piano giudiziario vi potranno essere pronunce di segno diverso in relazione all’oggetto specifico delle controversie ma non vi è dubbio che non solo i giudici territorialmente vicini ma anche quelli più lontani coglieranno appieno la portata del dramma “storico” del nostro territorio e renderanno alla fine giustizia alle nostre popolazioni applicando rigorosamente la legge.
Ne è nuovo segno la recentissima sentenza del TAR di Lecce che ha accolto il ricorso con il quale l’Amministrazione provinciale di Brindisi richiedeva l’accertamento della illegittimità del silenzio serbato dai Ministeri delle Attività Produttive e dell’Ambiente sulla istanza di autotutela con la quale veniva chiesta la revoca dell’autorizzazione a suo tempo concessa in favore della British Gas spa per la costruzione del terminale di rigassificazione, oggi della LNG, e delle opere connesse nel porto di Brindisi.
Va al riguardo rilevato che il Tar ha ordinato alle Amministrazioni intimate, tra le quali figura anche la Regione Puglia (che si è già pronunciata con una precisa deliberazione consiliare per la revoca del suo assenso), di prendere in considerazione la istanza di autotutela e di esprimersi su di essa nel termine di 90 giorni.
Nella puntuale motivazione della sentenza si osserva che la vicenda «presenta aspetti problematici, sul versante della legittimità comunitaria, in ordine all’assoggettamento dell’impianto di rigassificazione in questione alle procedure di V.I.A.», come quello stesso giudice aveva «avuto occasione di apprezzare occupandosi del sottostante procedimento autorizzativo posto in essere dal Ministero delle Attività Produttive per la parte concernente i lavori di colmata nel Porto di Brindisi ed i connessi profili di tutela della navigazione».
Si afferma poi nella stessa pronuncia come sia logico ritenere che «il principio di leale collaborazione tra Enti che hanno adottato una decisione di tipo collegiale» possa fondare una legittima richiesta di autotutela da parte dell’Ente che rimedita il proprio assenso allo scopo di conseguire una rivalutazione della complessiva vicenda.
In attesa che la Regione Puglia faccia valere nelle forme appropriate la decisione di revocare il proprio assenso all’autorizzazione ministeriale e che il Ministero delle Attività Produttive si pronunci riesaminando la questione alla luce anche dei nuovi fatti istituzionali intervenuti, le nostre Associazioni ed i nostri Movimenti rilanciano l’impegno della loro mobilitazione democratica ed invitano i cittadini a partecipare alle loro iniziative di sensibilizzazione e di protesta che verranno programmate per i prossimi giorni.
Nessuno si illuda: la volontà popolare non potrà essere fermata con la carta bollata e neppure con l’arroganza e le manovre sottobanco dei poteri forti.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-Terra Nostra, Fondazione "Dr. Antonio Di Giulio", Fondazione "Prof. Franco Rubino", Cobas, LAV, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Comitato per la Tutela dell'Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato spontaneo cittadino "Mo' Basta
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