Mesagne, 25/03/2008

Giovedì convegno sul "Risanamento e certificazione del Carciofo brindisino"

L’Italia è il paese più importante nel mondo per la coltivazione del carciofo sia per superficie, sia per produzione con circa 50.000 ha investiti e con 1.327.811 tonnellate prodotte (FAO, 2004).

Il carciofo occupa il terzo posto tra le colture orticole nazionali, dopo il pomodoro e la patata (ISTAT 2004) e fra le regioni maggiormente interessate alla coltura, la Puglia figura al primo posto con oltre 16.800 ha, seguita dalla Sicilia (circa 14.900 ha), e dalla Sardegna (12.900 ha).
Il carciofo rappresenta per la provincia di Brindisi una delle colture orticole di maggiore importanza, prestigio, qualità, anche se il grosso della coltivazione è nel territorio tra San Pietro Vernotico, Torchiarlo, Mesagne, Brindisi e San Vito dei Normanni.

Tuttavia una crescente varietà ed intensità di attacchi parassitari ha negli ultimi anni condotto ad una riduzione della superficie coltivata e ad un suo certo "spostamento" in zone nuove.
Sotto il profilo fitosanitario la coltura è interessata da malattie dell’apparato radicale il cui controllo è oggi basato prevalentemente sulla disinfestazione attraverso fumigazioni che, con l’abbandono del bromuro di metile, hanno però perduto gran parte della loro efficacia.

Un discorso a parte meritano le virosi che, oltre a causare rilevanti danni economici e a debilitare progressivamente le piante, rendono, di fatto, impossibile lo sviluppo di un’attività vivaistica in quanto le attuali disposizioni legislative vigenti impongono la commercializzazione di materiale di moltiplicazione vegetale esente dai patogeni.

Il Consorzio di Difesa e di Valorizzazione delle Produzioni Agricole dell’ambiente e del Territorio Rurale della provincia di Brindisi attento alle esigenze del territorio, già dagli inizi degli anni 80 si è preoccupato di affrontare e dare una risoluzione a questo tipo di problema, mettendo in atto le prime prove di risanamento e selezione del carciofo con la collaborazione dell’Università di Bari e promuovendo incontri divulgativi:
• Convegno 5 dicembre 1985 presso la Camera di Commercio di Brindisi.
• Giornate di studio sul carciofo 3/4 febbraio 2005 Auditorium Castello di Mesagne
• Convegno Conclusivo sul progetto regionale carciofo 31 gennaio 2006 sala di rappresentanza dell’ Ufficio Provinciale dell’Agricoltura

e vari incontri formativi rivolti ai produttori locali.

La necessità di dare risposte sempre più concrete al mondo produttivo ha spinto lo stesso CODIVABRI unitamente all’Università, alla Regione Puglia ed al Ministero delle Politiche Agricole ad intraprendere una serie di programmi per arrivare ad un definitivo processo di risanamento del materiale di propagazione tale da poter favorire lo sviluppo di una adeguata attività vivaistica.

La propagazione in vitro del carciofo “non rifiorente” (es. Romanesco) ha permesso di migliorare, ma non di risolvere, lo stato fitosanitario del materiale di propagazione a costi spesso proibitivi per l’imprenditore agricolo ed ha sollevato problemi legati alla perdita di precocità quando applicato alle cultivar “rifiorenti” come il Brindisino.
Negli ultimi anni, però, è stata sviluppata una tecnica di moltiplicazione vegetativa in vaso in ambiente protetto per il carciofo “Romanesco” che, si è potuta trasferire anche al carciofo Brindisino, utilizzando germoplasma di propagazione iniziale (piante madri) risanato da malattie e virus, che ha permesso di ottenere materiale di moltiplicazione in quantità sufficiente a sostenere l’avvio di un’attività vivaistica partendo da germoplasma iniziale certificato.

Di questi incoraggianti risultati si parlerà il 27 marzo 2008 con inizio alle ore 17.00, nell’Auditorium del Castello di Mesagne (BR) durante l’incontro “Innovazione di processo e di prodotto per l’Avvio della produzione VIvaistica di germoplasma di CArciofo “BRIndisino” risanato: aspetti tecnici e gestionali (AVICABRI) finanziato dalla Regione Puglia e portato avanti dal Dipartimento di Protezione delle Piante dalle Malattie Microbiologia Applicata dell’Università di Bari, dal Centro Nazione delle Ricerche-ISPA di Bari dal Vivaio F.lli Corrado di Torre S.S. e dallo stesso Consorzio di Difesa.
L’incontro, rivolto a tecnici, ricercatori ed operatori commerciali del settore produttivo e vivaistico sarà articolato in due sessioni: la prima dedicata alle attività svolte ed ai risultati ottenuti, la seconda rivolta alla possibilità di avviare, per il carciofo “Brindisino”, una attività vivaistica valutando i principali aspetti normativi, tecnici e gestionali.
L’incontro che prevede la partecipazione di esponenti della Regione Puglia, ricercatori, tecnici e operatori professionali del settore è finalizzato a divulgare i risultati della ricerca e a dar vita ad un confronto che sia in grado di stimolare il rilancio del carciofo nelle zone tradizionalmente interessate da questa coltura, anche in vista dell’iter conclusivo per il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) “Carciofo Brindisino”.

COMUNICATO STAMPA CODIVABRI