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Brindisi, 05/06/2008
Carenza organici VV.FF: “nessuno ha fatto nulla!”
È di questi giorni la notizia che la sala operativa dei VV. FF. di Brindisi è andata in tilt a causa della insufficiente dotazione di risorse umane. Si è evidenziato, malgrado lo spirito di abnegazione dei nostri Vigili del Fuoco, un deficit di soccorso importante che ha delle ripercussioni significative su tutto il territorio provinciale.
Circa sei mesi fa con una lettera aperta, a firma della segreteria provinciale e regionale di questa OO. SS., indirizzata a tutti i parlamentari della Provincia di Brindisi, a tutti gli amministratori nella Regione Puglia della Provincia di Brindisi, a tutti gli amministratori negli enti locali della Provincia di Brindisi, fu gridato forte l’ennesimo allarme e fu chiesto di predente una posizione. In particolare, la CONFSAL chiese di intervenire, presso il ministero che stava mettendo mano alla pianta organica nazionale, in modo da potenziare la struttura brindisina. Era evidente che la nostra principale preoccupazione era rivolta alla garanzia di avere margini di soccorso accettabili ed evitare proprio l’emergenza che si dovuta registrare. Nessuno ha fatto nulla! Il risultato, invece, è quello che il nucleo sommozzatori, che è un fiore all’occhiello dei nostri soccorsi, essendosi sempre distinto per professionalità e capacità, molto probabilmente verrà chiuso o ridimensionato per potenziare strutture poste altrove.
Facemmo notare che ci sono caserme, ovviamente posizionate nell’Italia settentrionale, che nelle sedi di provincia (con una densità di demografica simile alla nostra) hanno organici di almeno undici persone per turno, senza contare che in questi territori sono presenti distaccamenti volontari, che ben supportano il corpo dei VV. FF. A Brindisi, invece, avevamo denunciato che c’era la possibilità di garantire solo una partenza nella sede centrale e appena un’altra nelle sedi di provincia avendo un organico di appena sette unità per turno ed ovviamente senza poter contare sul supporto dei volontari. In buona sostanza si evidenziò come a Brindisi le 270 unità presenti sono divise in 120 vigili dislocati al porto ed all’aeroporto che garantiscono un’adeguata sicurezza e le restanti 150 unità – con moltissimi sacrifici, nei 365 giorni dell’anno – assicurano una risposta adeguata ai ben 6500 interventi di soccorso tecnico urgente che normalmente si verificano sull’intero territorio provinciale.
È evidente come questa denuncia finalizzata ad esortare tutte le forze sociali e politiche del territorio in merito a questo problema era appropriata.
Oggi ci rendiamo conto che non possiamo contare sui nostri parlamentari presi da interessi maggiori; non possiamo contare sul Presidente della Provincia, molto più preso dalla foga della guerra personale “alla perfida albione”, passione che peraltro lo accosta a Mussoliniane memorie; non possiamo rivolgere neanche il nostro appello al Sindaco di Brindisi, che invece, appare estremamente coinvolto nel corso di cucito, organizzato ad arte da una sartoria di fama mondiale, per rammendare i buchi che appaiono continuamente nella sua maggioranza, d'altronde questa non è cultura.
Pertanto, ci rimane di rivolgere il nostro appello a colui che ha dimostrato effettivamente un grande interesse sulle problematiche della nostra provincia, ovvero il presidente di CONFINDUSTRIA Massimo FERRARESE che ci auguriamo faccia da cassa di risonanza nazionale per il deficit di sicurezza che si è evidenziato in questi giorni, così come ha fatto per molte altre problematiche territoriali coprendo gli spazi vuoti lasciati dalla incapacità dei rappresentati istituzionali.
Per la Segreteria Provinciale
Dott. Cosimo D’ANGELO |