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Brindisi, 24/06/2009
Traffico di droga e clandestini: sgominata banda italo-albanese
Eagles Bridge: è questo il nome dato alla vasta operazione di Polizia cominciata all'alba di oggi.
Gli agenti della Squadra Mobile di Brindisi hanno eseguito undici provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti degli affiliati ad un'organizzazione malavitosa attiva in provincia di Brindisi ed in altre città italiane.
Le indagini condotte dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce sono iniziate nel 2002 ed in sette anni hanno permesso di conoscere in profondità l'attività illegale legata al traffico di sostanze stupefacenti e di esseri umani.
A capo diell'organizzazione di trafficanti di droga e di clandestini operante tra l’Albania e l’Italia sarebbe l'albanese Hamdi Budani, che non è tra gli arrestati. Gli altri albanesi finiti in manette erano residenti a Brindisi ed in altre zone d’Italia (Novara e Rimini in particolare) dove veniva fatta arrivare la droga. Sono Alexander Toshi, Ektor Cane, Sabin Braho, Arian Gorica, Eriselda Selimaj e l’unico brindisino Vito Sicilia detto Buttiglione. Gli altri brindisini implicati nell'indagine sono stati raggiunti dal provvedimento in carcere,dove sono reclusi per le operazioni contro la famiglia Bruno o il gruppo Fai. Oltre a Budani sono invece riusciti a sfuggire alla cattura Alban Gamberi e Gertian Zaho.
Tutti sono accusati di aver introdotto sul territorio nazionale diverse centinaia di chilogrammi di sostanze stupefacenti.
Sugli stessi mezzi, assieme alla droga, venivano trasportati anche i clandestini.
I gommoni sbarcavano a Cerano. La droga acquistata a Durazzo per un prezzo di circa (500 euro al Kg) veniva poi distribuita su tutto il territorio nazionale, in particolare a Novara, Milano, Roma, Pescara e Rimini.
Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni, sono partite da riscontri oggettivi, quali l'arresto dei due fratelli Quarri, bloccati sulla statale 16 nel 2006 con un carico di droga, o lo sbarco di 14 clandestini, sempre a Cerano e sempre nel 2006.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Procuratore distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta, del questore di Brindisi Vincenzo Carella e del dirigente della Squadra Mobile Francesco Barnaba.
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