Brindisi, 26/01/2010

Ridimensionamento Arsenali M.M. interrogazione sen Caforio (IdV)

Il 20 gennaio 2010, il senatore Giuseppe Caforio insieme al senatore Felice Belisario hanno presentato un’ interrogazione arsenali Marina Militare relativa al progetto di ridimensionamento degli stessi Arsenali sui quali il Ministero della Difesa ha emesso un decreto in cui si costituiva il Comitato di Riconversione Arsenali Marina Militare detto comitato, costituito presso il Ministero, (CRAMM) che ha principalmente i compiti di:
1) elaborare schemi di provvedimenti, ad ogni livello, necessari per la costituzione di un ulteriore organismo pubblico che gestisca gli arsenali della Marina militare sulla base di principi di economicità e redditività;
2) ipotizzare un piano industriale individuando le risorse strumentali e finanziarie attenendosi, peraltro molto genericamente, a quanto previsto dall'art. 14- bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, onvertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
3) presentare i risultati dei lavori svolti entro il 31 luglio 2009; considerato che dalla segreteria del Ministro a fine novembre 2009, si apprendeva che non era ancora disponibile un documento conclusivo del lavoro svolto dal sopra menzionato comitato; considerato inoltre che: in data 16 novembre 2009 sarebbe stato illustrato, alle organizzazioni sindacali nazionali di categoria, il piano industriale elaborato dal CRAMM;
detto piano, così come si apprende da notizie di stampa, oltre a presentare significative riduzioni di personale nel medio termine, non faceva menzione alcuna del futuro utilizzo dell'arsenale con sede a Brindisi - distaccamento dell'arsenale di Taranto - né tanto meno dell'allocazione dei 200 dipendenti che a tutt'oggi prestano servizio nella suddetta sede distaccata brindisina;
sempre grazie ai mezzi di informazione e alle indiscrezioni raccolte dalle organizzazioni sindacali presenti all'illustrazione di detto piano infatti, risulta all'interrogante che per quanto riguarda gli arsenali con sede in Puglia sarebbero state considerate, come situazione esistente e pertanto da sottoporre a riduzione in applicazione del suddetto piano, 1.700 unità lavorative (sull'organico dell'arsenale di Taranto), evidenziandosi pertanto la mancata considerazione della realtà arsenali zia brindisina;
considerato inoltre che: nel marzo 2009 il Ministero ha presentato il catalogo delle infrastrutture, di indubbio valore, "da mettere in vendita" al MIPIM di Cannes, la principale fiera dell'immobiliare del mondo, e tra queste risulta, sempre da notizie stampa, esserci il Castello aragonese di Brindisi sede della Sezione staccata supporto diretto di Brindisi dell'arsenale di Taranto di cui in premessa; la legge finanziaria per il 2010, all'art. 2, comma 27, dispone la costituzione della Difesa servizi SpA la quale opera anche al fine di valorizzare e gestire i beni immobili anche "attraverso accordi con altri soggetti";
Invitalia SpA ha dimostrato interesse palese per le strutture dell'arsenale di Brindisi a seguito di sopralluogo effettuato dai tecnici della società; la legge finanziaria per il 2010 all'art. 2, commi da 189 a 193, dispone circa la possibilità del Ministero della difesa di valorizzare e alienare immobili della difesa al fine di reperire le risorse necessarie a soddisfare le esigenze abitative ed infrastrutturali della difesa, si chiede di sapere: per quale ragione alla data odierna non sia disponibile un documento ufficiale e definitivo elaborato dal CRAMM;
quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo circa l'assenza di alcun riferimento esplicito alla situazione della Sezione distaccata dell'arsenale di Taranto, con sede a Brindisi e dei suoi 200 lavoratori; quali opportune iniziative intenda porre in essere al fine di garantire la certa e corretta occupazione dei 200 dipendenti dell'arsenale militare di Brindisi e l'incontrovertibile esigenza da parte del Ministero di non alienare l'importantissima, sotto i più svariati profili, infrastruttura che ospita l'arsenale, ovvero il Castello aragonese di Brindisi.

COMUNICATO STAMPA SEN. CAFORIO