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Brindisi, 10/03/2010
Ass. Nova Era: Vendola rifiuti l'offerta di voti dell'UDC brindisino
Dai due forni, al terzo passando per il forno a doppia cottura.
Pare che in terra di Brindisi, luogo in cui si è riusciti a dare una prole al sole attraverso un’operazione condotta in laboratorio, vi sia molta confusione nell’area di “centro”.
Circa 12 mesi fa nell’ampio salone, con vista sul teatro verdi, della sede UDC brindisina, il tema dominante che animava le discussioni era: si fa l’accordo con il Pdl, con il Pd o si va da soli.
Questo enigma ha attanagliato i “reduci” (militanti e dirigenti che avevano creduto nel 2008 nella difesa dei valori e degli ideali senza doverli confondere con altri) di quel pezzo dell’arco
costituzionale politico che si era salvato dalla mannaia dello sbarramento imposto dalla legge elettorale, fin quando la sera del 15 marzo 2009 con una dichiarazione stampa l’allora Presidente degli industriali brindisini annuncia la sua discesa in campo. Appariva fosse questa la condizione atta per definire un nuovo panorama politico, il famoso “laboratorio Brindisi”.
Fu questo inedita impostazione, che qualcuno aveva auspicato in tempi non sospetti, che fece rivivere nello scrivente e in tanti altri un nuovo impegno “concreto” non solo nelle parole ma anche nei fatti. In tanti, si impegnarono in particolare nell’allestire, sostenere e divulgare la lista del “sole
nascente”. La vittoria giunse è con essa sembrava fiorire un nuovo modo di pensare e un conseguente “nuovo” modo di agire politico che addirittura fosse esempio per una nuova era
politica per l’intera regione Puglia.
Tutto ciò appartiene ormai alla storia.
Inesorabilmente, come se nulla fosse accaduto, non tenendo conto assolutamente del fattore umano, politico e storico che quella esperienza era stata capace di attivare, trincerandosi dietro le incompatibilità ideologiche e valori di riferimento (come se 12 mesi fa non esistessero o non si sapeva che Vendola né era e né sarebbe stato un rinunciatario come Errico), si chiude alla possibilità di un “laboratorio Puglia”.
Vengono battute le strade dapprima si cerca una soluzione di forno “all’italiana” (come se bastasse chiamarsi PD per essere culturalmente diversi da Sinistra Ecologia e Libertà), l’operazione non riesce? Soluzione: “trattiamo” esattamente con il forno concorrente. L’offerta del “forno concorrente” consiste in un po’ pane raffermo, allora meglio far da sé. Apriamo il “terzo forno”.
L’apoteosi politica si raggiunge quando si arma l’anello debole della catena politica centrista brindisina facendo dichiarare pubblicamente di riconoscersi nei valori e negli ideali di riferimento dell’UDC tanto da schierarsi dalla parte del suo massimo rappresentante in questa terra, contemporaneamente di porsi al fianco di Vendola come fossero politicamente due facce della stessa moneta. In sostanza in consiglio regionale si sta all’opposizione, nella giunta si sta in maggioranza. Un po’ come è successo in questi ultimi mesi con l’assessore alle politiche agricole che lo si faceva accomodare al tavolo della presidenza nelle manifestazioni di partito, ma dichiarando, di essere contrari a Vendola.
Questa è una visione utilitaliristica, bigotta e machiavellica della politica.
Questa è l’essenza culturale di un mondo politico che agisce, pensa e dice le cose che più convengono al fine dei propri interessi. Questo modo di fare è l’antitesi della “nuova politica” che qualcuno si arroga il diritto di rappresentare dopo che ha vanificato in maniera inesorabile quanto di buono in passato tanti amici, di cui molti oggi si sono allontanati, hanno cercato di costruire.
A questi, oggi, neo-moralizzatori della politica locale andrebbe ricordato la parabola: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?”
Ritenendo l’attuale Presidente della giunta regionale, persona di tutt’altro spessore politico e di natura culturale ben lontana da questo, Lo invito affinché pubblicamente faccia un cenno di
ringraziamento e conseguentemente di rifiuto della “offerta” brindisina, anche perché ha poco senso una vittoria elettorale per dover gestire, poi, le difficoltà riveniente da un forno a doppia cottura.
COMUNICATO STAMPA ASS. NOVA ERA A FIRMA DEL PRESIDENTE ANGELO CAMASSA |