Mesagne, 02/02/2011
Opposizione: "serve impegno indefesso e quotidiano"
Siamo amareggiati e preoccupati per le notizie trapelate in merito alle presunte rivelazioni di un pentito della SCU che coinvolgerebbero esponenti politici delle Istituzioni locali. Ciò che però più ci lascia sconcertati sono le iniziative intraprese da questa amministrazione per gestire una situazione così delicata.
Le sole notizie di stampa possono determinare la richiesta generica di dimissioni di un Consigliere Comunale che guarda caso coincidono il giorno successivo con quelle del Consigliere Tagliente “per motivi professionali …”? Perché si corre dal Prefetto e con quali elementi? E soprattutto perché si ricerca in un primo momento un coinvolgimento di tutti i consiglieri comunali e poi quando si va a colloquio con sua Ecc. il Prefetto si esclude la partecipazione di almeno un rappresentante della minoranza? La solita ed ormai stancate “sindrome dell’autosufficienza” di questa amministrazione che ha poi tentato di porre rimedio a questa ennesima brutta figura convocando una riunione dei capigruppo nella serata di martedì 1°febbraio, che le opposizioni hanno onorato per senso di responsabilità istituzionale, ma dove non abbiamo risparmiato di esprimere durissime critiche nei confronti del sindaco e della sua amministrazione per l’estrema superficialità con cui stanno conducendo questa delicata situazione.
Forse il sindaco e i suoi accompagnatori sapevano e sanno più di ciò che è apparso sulla stampa e tentano una maldestra iniziativa finalizzata a mettersi al riparo del proprio effettivo e totale coinvolgimento politico? Per cultura politica e per rispetto delle istituzioni siamo garantisti, per cui tralasciamo di esprimere giudizi definitivi sul consigliere coinvolto nella spiacevole vicenda, il quale, laddove i fatti attribuiti risultassero fondati, avrà tempo e modo di difendersi nelle sedi più opportune.
Ciò che va stigmatizzato è il comportamento del Sindaco, intriso di inabilità politica, superficialità ed arroganza, caratterizzatosi, ci duole dirlo, fin dall’inizio del suo percorso amministrativo.
Sconcertanti, infatti, appaiono le sue dichiarazioni quando afferma “che avrebbe comunque vinto le elezioni, anche senza l’apporto dei voti di presunta dubbia provenienza”. Ciò appare tanto più inconcepibile se a pronunciarle é il Primo Cittadino e soprattutto il rappresentante di un’amministrazione che si dichiara impropriamente paladina della legalità. A suo avviso non assume alcuna importanza che una competizione elettorale, espressione più alta della democrazia popolare, sia inquinata da infiltrazioni della criminalità organizzata, se tali infiltrazioni non incidono sul risultato finale tra i contendenti. Dall’alto del proprio consenso elettorale, il sindaco, non può liquidare in questi termini una vicenda gravissima, cancellando con un colpo di spugna situazioni per le quali, ove confermate, la legge prevede addirittura lo scioglimento per decreto del Presidente della Repubblica del consiglio comunale. Il Sindaco avrebbe fatto meglio ad ammettere che nella scorsa campagna elettorale è stato costretto ha caricare sul suo carrozzone chiunque avesse un numero di voti degno di considerazione, non curandosi di valutare chi fosse e quale fosse il suo bacino di voti, purché servisse a portare a casa la vittoria elettorale.
Dobbiamo altresì rilevare l’ambigua posizione assunta dall’assessore Vizzino, infatti non appare chiaro se sia solidale o meno col suo ex consigliere; certamente non si esprime sul notevole apporto elettorale, ora chiacchierato, che il consigliere dimissionario ha dato alla sua lista, ben 380 voti, e che non avrebbe avuto quel brillante esito elettorale con l’elezione di tre consiglieri. Un consigliere, dunque, frettolosamente scaricato, - fra l’atro Presidente di una importante Commissione - ma che fino a l’altro ieri, la maggioranza ha dimostrato di non disdegnare i suoi voti in consiglio comunale, utili a far approvare anche quei provvedimenti che noi abbiamo più volte denunciato come poco trasparenti.
In realtà, questo ultimo gravissimo accadimento spiega in modo puntuale altre situazioni da noi già pubblicamente denunciate fin dalla nascita dell’esecutivo Scoditti.
Giusto per citarne alcune: le polizze inesistenti del “Lab Creation”, il preventivo del ristoratore contraffatto e protocollato in ritardo in occasione di Mesagne Estate 2010, gli oltre 200.000 euro spesi per la stessa manifestazione e di cui ancora deve essere fornita la documentazione e la giustificazione, le gare fatte in casa, i bandi per le licenze senza documenti, la carta intestata del Comune che gira indisturbata, i concorsi poco chiari e i mancati concorsi per la stabilizzazione, il raddoppio del costo per la vicenda del Giudice di Pace. Tutto ciò costituisce la cartina di tornasole per comprendere la nozione alquanto labile della legalità che questa amministrazione comunale possiede: perseguire l’obiettivo della legalità non deve estrinsecarsi necessariamente nell’evitare che all’interno dell’istituzione vengano commessi reati o vi siano persone che li hanno commessi, ma deve costituire la strada maestra sulla quale un’amministrazione deve muoversi in ogni proprio atto, deve evidenziarsi nell’adozione di procedure trasparenti ed esenti da ogni tipo di sospetto, che in questi dieci mesi di governo, purtroppo la giunta Scoditti spesso non ha adottato.
Per questi motivi e per la responsabilità politica e istituzionale che sentiamo forte verso la nostra città è nostra intenzione chiedere un incontro urgente a sua Ecc. il Prefetto, iniziativa che porremo in essere nei prossimi giorni, dove rappresentare allo stesso le nostre opinioni sulla vicenda, nonché dargli contezza delle altre questioni innanzi evidenziate.
La legalità è un valore assoluto ed irrinunciabile della nostra società e non serve dichiarare che è al primo posto della propria agenda politica, non servono distintivi, non servono autocelebrazioni, non servono assessorati ad hoc, non servono fiumi di parole, serve invece l’impegno indefesso e quotidiano di chi amministra la cosa pubblica, servono dunque esempi positivi affinché i percorsi di legalità diventino patrimonio morale e civile di ogni cittadino.
COMUNICATO STAMPA PDL-MI-DC-PT
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