Brindisi, 02/02/2011
Convenzioni: il documento di Sinistra Ecologia e Libertà
"Riapriamo la partita" è il titolo del documento relativo al rinnovo delle convenzioni delle centrali termoelettriche di Brindisi approvato dall'Assemblea Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà.
Il documento, presentato oggi in pubblica conferenza stampa a Palazzo Guerrieri - Brindisi, è di seguito riportato integralmente
RIAPRIAMO LA PARTITA
DOCUMENTO DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DI BRINDISI DEL PARTITO DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ IN MERITO AL RINNOVO DELLE CONVENZIONI DELLE CENTRALI TERMOELETTRICHE DI BRINDISI.
Il Partito di Sinistra Ecologia e Libertà della Provincia di Brindisi ritiene insoddisfacente e disarticolato il percorso di rinnovo delle convenzioni energetiche come avviato dalla Regione Puglia, Comune di Brindisi, Provincia di Brindisi ed Enel.
Il “protocollo di intesa per la ricerca, lo sviluppo di fonti di produzione di energia da fonti rinnovabili, l’efficienza e il risparmio energetico” (cd. convenzione energetica) che si accinge ad essere discusso nel Consiglio comunale del Comune di Brindisi e nel Consiglio Provinciale di Brindisi a parere del Partito di Sinistra Eclogia e Libertà risulta del tutto inadeguato e non sufficientemente garante dei diritti della comunità brindisina.
Nel territorio di Brindisi insistono tre centrali termoelettriche : 1) Enel Brindisi sud – Cerano; 2) Edipower Brindisi Nord; 3) Enipower-petrolchimico.
E’ tristemente notorio il primato detenuto dalla Centrale Enel di Brindisi Sud (Cerano) quale maggiore insediamento inquinatore in Italia in termini di emissioni di CO2.
Ancora più tristemente notorio, seppure mai “ufficialmente” riconosciuto, è il dato relativo alla incidenza di morti per tumori nella nostra Provincia e nelle province limitrofe (Lecce e Taranto).
In proposito, tuttavia, proprio qualche giorno addietro (14.01.2011) la Gazzetta del Mezzogiorno ha diffuso il contenuto di un documento ufficiale della Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA-Puglia) che boccia senza appello la realizzazione di centrali in Provincia di Lecce.
L’articolo intitolato “Tumori nel Salento una crescita vertiginosa . Percentuale dal 5 al 20% più alta della media Regionale” riferisce testualmente : “Lo scrive chiaro e tondo il direttore dell’Arpa Giorgio Assennato nella relazione tecnica con la quale di fatto ha bocciato la centrale a biomasse da 25 Megawatt che la società …..omissis…. intende realizzare a castrano”.
Sicchè :
se da un lato è vero che in Provincia di Lecce si è accertata da parte di ARPA-Puglia “una situazione di peculiare vulnerabilità del territorio ad ulteriori pressioni di carattere ambientale”, tanto che il dott. Giuseppe Serravezza (oncologo e Presidente della Lega contro i Tumori di Lecce) sostiene che sulla base dei dati ambientali e sanitari “non c’è più spazio nemmeno per un cerino”;
dall’altro lato, in Provincia di Brindisi allo stato ancora non è dato conosce con la necessaria e dovuta certezza e trasparenza quale sia realmente il quadro generale della situazione ambientale, sanitaria e industriale della provincia che ospita come si è detto ben tre centrali termolettriche tra cui Brindisi Sud Cerano (del cui primato nazionale si è detto sopra), oltre ancora altre industrie che concorrono a complicare un quadro già compromesso.
Per cominciare per esempio occorrerebbe conoscere dalla Provincia di Brindisi e dal Comune di Brindisi i dati reali sulle emissioni in atmosfera, in acqua e nel suolo, la cui diffusione dal momento dell’insediamento del Presidente Ferrarese risulta per niente praticata.
Occorrerebbe conoscere qual’è lo stato dell’arte del monitoraggio di dette emissioni (se vi è davvero un simile strumento che possa dirsi realmente “pubblico e/o di accesso pubblico”).
Occorrerebbe, ancora, conoscere dalla Autorità Portuale di Brindisi i dati sulla movimentazione effettiva nel porto di Brindisi dei combustibili (fossili e non) che alimentano le centrali.
Occorrerebbe, anche, conoscere dalle società proprietarie delle centrali i dati reali della produzione energetica e quelli sulla futura produzione. Quanti megawatt e/o terawatt prodotti negli anni scorsi e quanti da produrre nei prossimi anni?
Occorrerebbe, certamente, conoscere ufficialmente e non ufficiosamente il dato sanitario riguardo il tasso di mortalità per tumori nella provincia di Brindisi, con particolare riferimento al Comune di Brindisi e ai comuni limitrofi del sud provincia (San Pietro, Cellino, Torchiarolo); l’incidenza dell’inquinamento ambientale sulla proliferazione di malattie oncologiche ed epidemiologiche, anche e soprattutto tra i bambini.
Occorrerebbe conoscere, infine, il bilancio almeno degli ultimi dieci anni tra :
quali sono i costi sopportati dal territorio in termini di : danno alla salute, danno ambientale e danno allo sviluppo economico ed industriale derivante, innanzitutto, dal pregiudizio al settore agricolo e della movimentazione portuale e turistica e, in secondo luogo, dalla limitazione di spazi necessari per l’insediamento di altri e nuovi settori industriali;
quali sono i costi attuali e futuri per la bonifica dell’intero sito industriale di Brindisi di cui è riconosciuta l’emergenza e l’alto rischio;
- quali sono stati (se ve ne sono stati??!!!) i benefici ricevuti dal territorio, in termini di ricadute economiche ed occupazionali, investimenti per infrastrutture, opere di ambientalizzazione e sicurezza sanitaria, indennizzi alla comunità provinciale (non esclusi quelli per danni agli agricoltori brindisini) investimenti per lo sviluppo e la ricerca scientifica; investimenti per la formazione e l’occupazione giovanile; valore delle commesse alle PMI locali. (E’ chiaro che Teatro Verdi di Brindisi, sponsor a società sportive e concerti per noi di SEL risultano pagliativi insopportabili per una serio tavolo di discussione e concertazione).
Il Partito di SEL ritiene che senza la previa conoscenza degli elementi sopra richiamati il percorso avviato per il rinnovo delle “cd. convenzioni” così come recentemente proposto nella sua ultima formulazione risulta assolutamente disarticolato, lacunoso e impraticabile, privo di ogni forma di ricognizione della recente storia Brindisina (chi siamo-cosa abbiamo fatto-dove intendiamo arrivare), privo di una pur minima visione strategica globale per lo sviluppo della nostra provincia.
E’ tristemente amaro constatare che se per un verso si lancia l’affannosa e frettolosa corsa alla firma di nuove convenzioni, magari per spuntare un finanziamento per il parco Magrone a Brindisi, per altro verso da molti anni ogni necessaria misura di salvaguardia e controllo del territorio è lasciata unicamente alla casualità e alla opera di buona volontà di pochi.
Se non fosse stato per la caparbietà di rari amministarori in tutta fretta rottamati, le polveri dei carbonili a cielo aperto vagherebbero ancora libere nell’aria.
Se non fosse stato per l’opera dei magistrati nessuno avrebbe mai imposto l’esecuzione delle necessarie opere per la messa in sicurezza e la ambientalizzazione delle sfiammate delle torce del petrolchimico.
Eppure le sfiammate erano ben visibili e a ridosso della città di Brindisi. Ma chi doveva controllarle? Vi era una convenzione che regolamentava sanzioni per l’assenza di misure di sicurezza a tutela della comunità?
Noi di Sinistra Ecologia e Liberta riteniamo bisogna riaprire la partita ed è necessario che che :
la questione energetica di Brindisi necessita obbligatoriamente di una disciplina organica e globale che regolamenti l’intero polo energetico e che imponga:
- la simultaneità degli accordi con tutte le imprese esercenti la produzione energetica (ENEL, EDIPOWER; ENIPOWER);
- la preventiva conoscenza dei dati reali e globali delle emissioni inquinanti in aria, nel suolo e in mare;
- la preventiva conoscenza dei piani industriali di medio termine (cioè fino al rinnovo delle prossime convenzioni) di ciascuna azienda con specifica indicazione dei volumi della futura produzione energetica e dei programmi di investimenti;
- la preventiva conveniente valutazione del bilancio costi-benefici per l’intero territorio provinciale riguardo, anzitutto a : riduzione delle emissioni inquinanti; riduzione del consumo del carbone; sicurezza ambientale e sanitaria; occupazione; infrastrutture e sviluppo del territorio; ricerca; committenza e sostegno a piccola e media impresa locale; risanamento e bonifica dei siti inquinati;
• le convenzioni devono vedere la partecipazione obbligatoria delle comunità dei Comuni di San Pietro Vernotico, Cellino San Marco e Torchiarolo, enti il cui territorio, al pari di quello del Comune di Brindisi, è direttamente interessato dalle produzioni industriali energetiche;
• nelle convenzioni non potrà assolutamente prevedersi, nemmeno ipoteticamente, alcuna sovrapposizione e confusione tra la tematica energetica e quella del ciclo dei rifiuti in Provincia di Brindisi;
• pertanto, dalle convenzioni dovrà necessariamente stralciarsi ed escludersi ogni ipotesi e riferimento alla combustione del CDR e/o similari nelle centrali, compresa ogni ipotesi di nuovi insediamenti energetici nell’area industriale di Brindisi;
• gli accordi devono prevedere e stabilire in maniera trasparente, puntuale e precisa i tetti massimi complessivi delle quantità di combustibile fossile da utilizzare in termini annuali (e non invece triennali), nonché le tipologie e qualità del carbone utilizzabile;
• dovrà essere prevista e concordata una riduzione del consumo del combustibile fossile entro il parametro minimo e fisso del 20% rispetto alla media dei consumi degli ultimi 5 anni, nel termine perentorio del primo anno dalla sottoscrizione delle convenzioni, pena la sospensione e/o revoca di tutte le autorizzazioni e concessioni degli enti locali;
• una ulteriore quota variabile di riduzione del consumo del combustibile fossile in misura del 10% dovrà derivare dalla compensazione con l’incremento di insediamenti energetici non inquinanti (fotovoltaico-eolico) da realizzarsi entro i parametri del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp) che NON RISULTA ANOCRA ADOTTATATO E APPROVATO DALLA Provincia di Brindisi;
• dovrà essere prevista la riduzione massima delle emissioni in aria, in acqua e nel suolo, che in ogni caso dovrà rispettare i limiti non superabili previsti dalle leggi e dai piani energetici nazionali e regionali vigenti, in linea con le convenzioni internazionali e i regolamenti comunitari; IN OGNI CASO I PARAMETRI DELLE EMISSIONI DOVRANNO RIENTARE NEI VALORI DI CONCENTRAZIONRICAVABILI DALLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI, COME RIPORTATO NEL DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA DENOMINATO “LARGE COMBUSTION PLANTS” A CUI SI RICHIAMA L’AIA PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI;
• dovrà essere prevista la massima efficienza della rete di monitoraggio delle emissioni affidata all’ARPA-Puglia e la più ampia e controllabile diffusione pubblica dei dati del monitoraggio attraverso la loro pubblicazione diretta anche on-line DA PARTE DI ARPA-PUGLIA sia su siti istituzionali, sia sui SITI DEI QUOTIDIANI LOCALI, ED attraverso ANCHE TABELLONI LUMINOSI POSTI NEI PUNTI PiU’ TRAFFICATI DEI COMUNI INTERESSATI (TALE ULTIMA PREVISIONE GIA’ INSERITA NELLE PRECEDENTI CONVENZIONI NON RISULTA ESSERE STATA MAI RISPETTATA ED ANZI E’ STATA DEL TUTTO DEL TUTTO DISATTESA IN QUANTO I TABELLONI LUMINOSI NON SONO STATI MAI IMPIANTATI);
• dovrà essere prevista attraverso un programma puntuale delle opere di messa in sicurezza e di efficientamento degli impianti produttivi delle centrali (compresa la copertura dei carbonili ENTRO 18 MESI COME SI ERA GIA’ IMPEGNATA A FARE L’ENEL e la strategica e non più rinviabile realizzazione – con oneri a carico di Enel - del pontile/molo per l’attracco delle navi carbonifere posizionato all’esterno al porto turistico, secondo i progetti già esistenti e adottati, ma mai realizzati) con l’indicazione perentoria dei termini di rispetto della esecuzione delle opere stesse, pena la sospensione e/o revoca delle concessioni e/o autorizzazioni degli enti locali all’esercizio industriale;
• DOVRANNO PORSI IN ESSERE TUTTI GLI INTERVENTI STRUTTURALI NECESSARI AL MIGLIORAMENTO DEL RENDIMENTO DELLA CENTRALE DI CERANO (ATTUALMENTE AL 35-35% DELL’EFFICIENZA) FINO AL RAGGIUNGIMENTO DEL 38-40% DEL RENDIMENTO;
• quanto alla centrale di Brindisi Nord, di cui è notoria la obsolescenza, il suo utilizzo a singhiozzo ed il suo posizionamento entro il cono di atterraggio dell’aeroporto di Brindisi, in caso di mancato adeguamento della stessa con i necessari investimenti in opere di messa in sicurezza, efficientamento e ambientalizzazione (denitrificatori coperture di carbonile e quant’altro), la sua chiusura andrà programmata tenendo conto della prioritaria salvaguardia di tutti i posti di lavoro occupati e dell’indotto, attraverso la previsione del loro passaggio diretto alle dipendenze di Enel-Cerano (gli occupati) e, comunque, attraverso un programma di opere di per la dismissione e lo smantellamento della centrale ed un successivo programma di opere di bonifica del sito dell’impianto che in tal modo non rimanga un cimitero degli elefanti all’interno del sito industriale di Brindisi;
• le convenzioni dovranno inoltre prevedere : 1) il pagamento ai proprietari dei terreni finitimi a Cerano dichiarati in coltivabili; 2) la loro cessione agli enti locali; 3) l’impegno di tutte le parti contraenti a realizzare su parte di tali terreni un campus universitario per l’alta formazione tecnologica e scientifica - che potrebbe denominarsi “Kilometro verde” di Brindisi - e che veda sinergicamente impegnate anche le le industrie, la Università Brindisina, il CNR e l’Università del Salento, in un programma di ricerca e sviluppo di fonti energetiche alternative, nuove tecnologie non inquinati, tecnologie per la cattura del CO2, tecnologie per lo smaltimento dei pannelli solari. Con l’impegno, altresì, alla incentivazione allo spin-off e alla creazione di aziende giovanili locali attraverso l’istituzione di fondi per il sostegno in loro favore;
• le convenzioni dovranno prevedere un programma di forestazione e riforestazione dell’intero territorio brindisino, con recupero di aree agricole, parchi e periferie urbane abbandonati, compensativo per estensione anche delle aree sottratte dal fotovoltaico, finanziato dalle parti contraenti. In tale programma dovrà prevedersi l’assegnazione a cooperative di giovanili residenti nella città di Brindisi e nei comuni a sud di essa San Pietro-Cellino-Torchiarolo), di parte terreni adiacenti alle centrale di Cerano dichiarati incoltivabili da destinare ad attività di silvicoltura e/o vivai di alberi per scopi industriali;
• le convenzioni dovranno prevedere quale ulteriore forma di indennizzo diffuso dell’intera comunità provinciale un abbattimento delle tariffe energetiche sia industriali che civili nella misura del 50% delle tariffe attualmente applicate;
• le convenzioni dovranno prevedere la realizzazione di un piano di opere di potenziamento e riammodernamento di tutta la rete elettrica provinciale e l’interamento della rete elettrica nei centri storici di tutti i comuni della provincia di Brindisi con oneri a carico delle industrie energetiche;
• infine, ai fini anche di un reale rilancio del tessuto industriale, economico ed occupazionale provinciale, dovrà prevedersi e concordarsi con Enel, Edipower ed Enipower che la realizzazione, la produzione, la lavorazione e la manutenzione di palificazioni, di tralicci, di cavi elettrici, pannelli fotovoltaici e impianti, da dette industrie utilizzati per la energetica rete del Mezzogiorno di Italia venga affidata e realizzata ad opera delle industrie della provincia di Brindisi;
Sinistra Ecologia e Liberta ritiene necessario invertire la rotta.
La partita energetica va riaperta e la comunità di Brindisi e della intera Provincia di Brindisi deve poter giocare il suo ruolo da protagonista in questa partita.
Questa parte d’Italia, che fin’ora tanto ha dato alla sicurezza energetica nazionale, deve necessariamente poter determinare, senza sottomissioni, le scelte migliori e più moderne del modello di sviluppo del proprio territorio, dove rispetto della salute e dell’ambiente e miglioramento della qualità della vita, certamente possono convivere con lo sviluppo e la competitività. Ma alle condizioni della popolazione rappresentata!
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ DELLA PROVINCIA DI BRINDISI
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