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Francavilla F.na, Piano di rientro, CGIL: "vittime di una menzogna culturale"



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Francavilla F.na, 05/02/2011

Piano di rientro, CGIL: "vittime di una menzogna culturale"

A seguito dell'approvazione del Piano di Rientro del Disavanzo finanziario da parte del Consiglio Regionale, il buon senso imponeva a qualche imprudente personaggio politico in cerca di gloria di astenersi dala protesta per la chiusura di alcuni ospedali della provincia di Brindisi.
Chi ha buona memoria ricorderà che analoga protesta venne posta in essere in forma più virulenta contro l'ex governatore della Regione Puglia Fitto, che, con il Piano di Riordino Ospedaliero, previde nella nostra Provincia lo smantellamento di diversi ospedali (Fasano, Cisternino, Mesagne e San Pietro Vernotico), riconvertiti in strutture per lungodegenza e riabilitazione e declassati a rango di “semplici stabilimenti sanitari” mentre gli ospedali di Francavilla Fontana e di Ostuni venivano riqualificati, potenziati e classificati come “ospedali di riferimento”.
Gli addetti ai lavori rammenteranno che, per ragioni più nobili, partirono le contestazioni nei confronti dell'ex governatore Fitto che, con eccessiva disinvoltura, ebbe l'ardire di operare un taglio di posti letto negli ospedali della nostra Provincia di gran lunga superiore a quello previsto dagli standard dell'allora vigente Piano Sanitario nazionale.
I detrattori dell'operato del governatore Vendola e dell'esperto assessore Regionale alla sanità prof. Fiore, sono invitati a non dire menzogne ai cittadini; spieghino, invece, che i tagli previsti nel Piano di Rientro (chiusura di diciotto piccoli ospedali, il taglio di 2213 posti letto entro il 2012, l'istituzione della tassa di un euro sulla ricetta medica, il blocco del turn-over del personale sanitario e para-sanitario, il taglio del 50% delle assunzioni a tempo determinato, il controllo dei tetti di spesa per gli erogatori privati, l'appropriatezza dei ricoveri e della spesa farmaceutica, il blocco della stabilizzazione dei lavoratori privati), sono stati prescritti dal Ministro Tremonti per far fronte al rientro del disavanzo finanziario della Regione Puglia.
Se il Governo Regionale non avesse rispettato dette disposizioni impartite direttamente dai funzionari del Ministero dell'economia e delle finanze, la nostra Regione avrebbe rischiato l'assegnazione di 500 milioni di euro ed il commissariamento della sanità.
Se il governatore Vendola, così come ebbe modo, nella precedente legislatura, di riassegnare i servizi ospedalieri preesistenti ai nosocomi di Fasano, Ceglie Messapica e San Pietro Vernotico, oggi, in assenza dell'obbligo da parte della Regione Puglia di contenere la spesa sanitaria secondo le sopra elencate prescrizioni, avrebbe senza dubbio escluso la possibilità di chiudere l'ospedale di Ceglie Messapica; una struttura sanitaria che, per tradizione, si è guadagnata la fama di essere stata sempre gestita all'insegna della efficienza e della economicità e che annovera, al proprio interno, tra il personale sanitario e para-sanitario professionisti di ottima qualità.
Chi ha voluto ergersi a paladino della cultura ospedalocentrica deve sapere che si pone in contraddizione con le misure di contenimento della spesa sanitaria voluta dal Governo centrale, che prevedono: la riduzione del rapporto “posti letto / abitanti” al 4 per mille, il taglio al fondo sanitario nazionale di 1 miliardo di euro, mentre non viene previsto alcun finanziamento del fondo per la non auto-sufficienza, il licenziamento di migliaia di lavoratori precari, il mancato interessamento di temi importanti, quali: la salute mentale, la dipendenza da alcool, stupefacenti, tabacco, gioco, la sanità penitenziaria e la situazione degli ospedali psichiatrici giudiziari.
E' del tutto evidente che per il Governo centrale il sistema sanitario pubblico non è un bene da difendere. I tagli alla sanità previsti dal 2008 ad oggi rischiano di decretare la fine della sanità pubblica. Nell'intero contesto non è difficile prevedere, ad esempio, che i servizi domiciliari per gli anziani ed i disabili o le prestazioni garantite nelle residenze sanitarie assistite saranno messe a serio rischio.
Ammettano i predetti personaggi politici che solo il governo Vendola ha potuto consentire ai malati terminali, agli anziani ed ai disabili non auto-sufficienti, ai disoccupati in una fase di crisi profonda, sostegni economici e servizi degni di un paese civile, dopo il venir meno di interventi da parte del governo centrale.

COMUNICATO STAMPA CGIL - FRANCAVILLA FONTANA






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