Brindisi, 07/02/2011
Il Faro: "Presidente Autorità: chi è in pole position?"
E' iniziata la bagarre per accaparrarsi la nomination per la candidatura a
Presidente dell'Autorità Portuale di Brindisi; lo si evince da una recente
convention là dove si sono alternati politici approssimati e tuttologi ed
operatori portuali che, pur di ritagliarsi e mantenere il proprio fruttuoso
orticello, hanno abdicato alla intrinseca capacità imprenditoriale per essere,
meschinamente, solo degli yes man.
Peccato, perchè a nostro avviso, coloro i quali meglio si prestano ad occupare
la poltrona di Presidente dellAutorità portuale sono appunto: tecnici di
provata capacità, pur anche se della stessa Autorità ed imprenditori e/o
operatori portuali privati che non siano, comunque, in regime di conflitto
diinteressi.
Ci preme rappresentare, con forza ed anche se con la consapevolezza di contare
poco nello scenario della gestione portuale, che mai potremmo accettare come
Presidente dellAutorità, altri VECCHI BUROCRATI IN PENSIONE ed ancor più
quelli incapaci di aver lasciato un segno positivo del proprio passaggio su
questo territorio in quanto figli della politica più becera che mai ha guardato
agli aspetti meritocratici ( forse lu pilu era attuale pure allora); nella
lista degli aspiranti, riportata dai media, appaiano infatti, almeno due di
costoro che rappresentano quanto detto e che sarebbe bene che stessero lontano
dal porto e si godessero la loro, pur immeritata, pensione!!
Noi riteniamo che il porto di Brindisi non ha più bisogno nè di un Presidente
condizionato e nè di imprenditori in grado di condizionarlo.
Abbiamo riportato in una precedente nota che, fra i quattro parametri che la
modifica alla L 84/94 individua come necessari per listituzione di una
Autorità portuale, il porto di Brindisi rientra solo in quello relativo alla
movimentazione di rinfuse solide; il CARBONE, quindi, vero artefice e padrone
del porto di Brindisi.
Il dio carbone ed i suoi adepti (ceneri, gesso, fanghi, ammoniaca, ecc.)
sono i veri proprietari indiscussi del porto ed ogni decisione programmatica in
merito ad un differente utilizzo delle aree portuali, non può che essere
condizionata dalle prioritarie esigenze del dio carbone.
Se non vi fossero state iniziative di Associazioni spontanee ed ambientaliste
che hanno tamponato parzialmente la gestione totalitaria del porto da parte del
dio carbone e dei suoi adepti, ci saremmo ritrovati con lindisponibilità
anche della banchina di Costa Morena, lunica ancora in esercizio per quel
minimo di traffico passeggeri che ancora esiste.
Traffico passeggeri che è stato recentemente incrementato con una nave ro-ro
in grado di traghettare un gran numero di camion per Igoumenitza e rendere
ancora, se pur parzialmente, appetibile il porto di Brindisi.
Appetibilità che è del tutto svanita per il traffico croceristico delle grandi
compagnie che nella loro programmazione non hanno programmato attracchi a
Brindisi per tutto il 2012; anche la tanto osannata nave SEABORN per la quale
sono state organizzate accoglienze regali e pizziche, tric-trac e scattagnole,
ha deciso per questanno di ritornare ad approdare a Monopoli, suo porto
naturale dattracco.
Neppure una navetta da crociera sono stati in grado di mantenere per il porto
di Brindisi, VERGOGNA!!
Su cosa si potrà discutere nei convegni, al di là della passerell di politici
e candidati, se loggettività del porto individua solo ed esclusivamente
banchine miseramente vuote, a prova inconfutabile della sostanziale incapacità
di programmare unattività di gestione che ne veda il concreto rilancio.
Cosa interessa agli operatori turistici ed allapparato economico cittadino
che vi è una concreta possibilità di realizzare una nuova Stazione marittima
a Costa Morena se poi non vi è utenza, intesa questa come transito di
passeggeri ?
Non vorremmo che gli interessi dei soliti siano solo nella gestione degli
appalti e dei subappalti e che la politica, il presenzialismo, l
associazionismo, fossero solo paraventi necessari a nasconderli.
Ci siamo veramente scocciati di tanta falsa ipocrisia e ribadiamo che gli
unici nostri interessi sono razionali e fattibili e ruotano esclusivamente
intorno ad un ritorno del porto, anche quello interno, ai fasti di una gestione
oculata ed attenta che sappia valorizzare il traffico passeggeri e ridare
linfa vitale al centro commerciale.
Non abbiamo più la volontà e la forza di sopportare chi, in maniera confusa e
condizionata, ipotizza utilizzi del porto che non possono essere oggettivamente
funzione di una comune crescita.
Lesempio del molo crocieristicio da realizzare a Punta Riso è emblematico di
quanto riportato; infatti, chiediamoci a chi giova tale nuovo invasivo molo,
oltre la progettazione, la direzione dei lavori, la sicurezza, ecc. di
specifica competenza dell'Autorità?
- Ai costruttori e, chiaramente, ai soliti costruttori, ai soliti produttori
di calcestruzzo, alle solite aziende di movimentazione, ecc.
- Alle aziende di trasporto passeggeri che, come già avvenuto, pur di
ritagliarsi un piccolo spazio decidono di modificare il proprio essere
votandosi allamplificazione dello yes man.
- Alle aziende di trasporto passeggeri via mare (non sicuramente alla STP
azienda pubblica) che ne farebbero, con la solita concessione di parte,
ulteriore motivo di guadagno. ecc.
In fondo, da tutto questo, cosa ne deriverebbe alleconomia reale cittadina e
non a quella soffolta dei soliti furbi?
Tappiamoci il naso e speriamo che questa nomina passi in fretta; noi
vigileremo attentamente e esprimeremo, senza remora alcuna, il nostro pensiero
sia questo duro e inflessibile che, positivo e propositivo ma, pur sempre leale
e diretto , con il rispetto verso tutti
..o quasi tutti!!
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE OPERATORI TURISTICI “IL FARO”
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