Brindisi, 07/02/2011
Raccolta differenziata, Albano (Pd) e Luperti (Api): "è diminuita"
La regressione della percentuale di raccolta differenziata è al centro di una interrogazione consigliare sottoscritta dai consiglieri Pasquale Luperti (Api) e Vincenzo Albano (Partito Democratico).
Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:
Cosa accade nel comune di Brindisi nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani e della raccolta differenziata ?
Un progetto di raccolta, quello messo in atto lo scorso anno, che doveva produrre un miglioramento del servizio, ma che oltre a deludere le aspettative, sta causando non pochi problemi, evidenziati nelle lamentele di tantissimi cittadini sulla qualità del servizio e sulla inefficacia e inadeguatezza dei supporti informativi, che mettano al corrente tempestivamente sulle novità organizzative, che di volta in volta si mettono in atto.
Destano anche grande preoccupazione, se non allarme, i dati relativi alla raccolta dei rifiuti nei comuni, pubblicati nel sito della Regione Puglia.
Sappiamo tutti che la legge 152 del 2006 ed il piano regionale di gestione dei rifiuti, nel definire le linee guida della gestione ottimale dei rifiuti, hanno determinato gli obiettivi minimi di Raccolta differenziata che ogni comune deve raggiungere e le sanzioni per i comuni inadempienti.
Per effetto di quelle disposizioni, i comuni, compreso il nostro, dovevano raggiungere il 25% della differenziata entro il 31.12.2009, il 35% entro il 31.12.2010. Per quest’anno l’obiettivo assegnato è del 50%.
Nei confronti dei comuni inadempienti è prevista l’adozione di alcuni provvedimenti sanzionatori che prevedono, oltre alla eventuale nomina di un commissario” ad acta”, anche la maggiorazioni della tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati, in misura pari rispettivamente al 15%, 25 e 40% dell’importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferito agli impianti di trattamento e di smaltimento, che renderanno più salato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con innegabili riflessi negativi sulle casse comunali e, alla lunga, sulla tariffa che pagano i cittadini, che già risulta fra le più alte in Italia.
I dati storici riferiti al nostro comune ci dicono, che nel triennio 2007 /2009 la raccolta differenziata ha raggiunto una percentuale prossima al 24%. Un dato confortante che, oltre a rispettare gli obiettivi minimi imposti dalla legge, ci collocava tra i comuni virtuosi e, comunque, al primo posto nella raccolta differenziata tra le città capoluogo della Regione Puglia.
Nel 2010, invece, la raccolta differenziata ha raggiunto appena il 12% con una vistosa regressione di 12 punti rispetto al 23,84% del 2009.
C’è da aggiungere anche che l’attivazione nel 2010 della raccolta a domicilio della frazione organica, che nelle analisi elaborate a livello nazionale incide per il 40% sulla produzione dei rifiuti , avrebbe dovuto consentirci di raggiungere facilmente, a mani basse, la quota del 50% di differenziato nel 2010 e superarla abbondantemente nel 2011.
Invece, come i gamberi siamo andati indietro.
Nondimeno, ci desta perplessità la congruità dei dati riferiti al 2010, che indicano una rilevante diminuzione del quantitativo dei rifiuti totali, di indifferenziato e di differenziato prodotti dal nostro comune. E’ come se per il 2010, per fare un esempio, 10 mila cittadini circa, abbiano smesso di produrre rifiuti o li abbiamo portati in un altro comune, al di fuori dell’ATO BR1.
Infatti, mentre nel triennio 2007 /2009 la produzione totale annuale di rifiuti della città di Brindisi, è stata in media di 57 mila tonnellate, nel 2010, sembra che ne siano state prodotte e raccolte 44 mila tonnellate, con una diminuzione di 13 mila tonnellate. A tanto risultano i conferimenti.
Nel contempo anche la differenziata, è scesa dalle 14 mila tonnellate del 2009, alle 5.300 tonnellate del 2010, determinando la deludente percentuale del 12%. Le carte ci dicono anche che è diminuita anche la indifferenziata, passando, in un anno, dalle 45 mila tonnellate del 2009, alle 39mila tonnellate del 2010, in evidente controtendenza con l’incremento realizzato dagli altri comuni della ATO BR1.
Diminuzioni oltremodo rilevanti, che suscitano interrogativi e dubbi che potrebbero e dovrebbero essere fugati, attraverso una minuziosa verifica dell’esattezza dei dati esposti, del sistema di pesatura dei rifiuti, dei riscontri effettuati dal nostro comune, della certificazione dei conferimenti in discarica, perché incidono sui dati totali di rifiuti, sulle percentuali di differenziata, ma anche sul regolarità dei conferimenti in discarica.
Una verifica a tutto campo sul rispetto delle attività previste nel capitolato di appalto, che richiede un impegno continuo ed adeguato, che deve interessare anche i mezzi previsti ed effettivamente utilizzati nel nostro territorio, che potrebbero essere più facilmente individuati qualora sulla fiancata degli stessi, in posizione visibile, venisse posta una targa con l’indicazione della loro destinazione a servizio della città di Brindisi.
COMUNICATO STAMPA VINCENZO ALBANO E PASQUALE LUPERTI
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