Oria, 16/04/2011
Emergenza Immigrati, Comitato a Napolitano: "abbiamo paura"
L'emergenza determinata dalla tendopoli per immigrati e le ripercussioni sulla città di Oria sono all'oggetto di una lettera aperta inviata dalla Confartigianato e da un comitato di cittadini al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Interni, al Prefetto di Brindisi ed al Commissario Prefettizio del Comune di Oria .
Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:
La scrivente associazione datoriale, in seguito alla inefficacia delle misure prese e alle tantissime segnalazioni provenienti dalle imprese e dai cittadini oritani sui disagi provocati dall’abnorme presenza di immigrati sul nostro territorio, ha promosso la costituzione di un comitato spontaneo per la sicurezza e la tutela del quieto vivere. Scopo del Comitato è di coordinare, anche a supporto delle istituzioni, misure di salvaguardia e tutela in un momento di assenza totale di attenzione sull’emergenza per i nostri cittadini oritani, si parla di Manduria, addirittura di Francavilla Fontana, Sava e Torricella, ma il vero dramma viene vissuto ogni giorno nelle strade di Oria.
Violenze, intimidazioni, molestie, inciviltà, arroganza, furti, danni a cose e al patrimonio, paura, queste e tante altre sono le situazioni che ogni giorno vivono i cittadini oritani all’arrivo delle orde di tunisini. Sicuramente, tra di loro c’è anche brava gente, rispettosa e di buon senso, ma insieme a loro un folto gruppo di delinquenti abituali ha già iniziato ad istigare ed a provocare la popolazione oritana. La libertà di uscire liberamente dal campo per gironzolare esclusivamente per le vie di Oria, grazie al pullman messo a disposizione della provincia, non ha fatto altro che amplificare la presenza degli migranti ed i relativi problemi di convivenza. In un paese, di poco più di 15.000 abitanti gli oltre 1.000 immigrati presenti nelle strade un minimo di scompiglio lo recano, se gli stessi fanno anche uso di alcol o di droghe forze dovremo iniziarci a preoccupare tutti.
Siamo quindi a denunciare lo stato attuale delle cose prima che l’inevitabile possa accadere, dobbiamo forze aspettarci stupri, diffusioni di malattie, taglieggiamenti e quant’altro di cattivo possa scaturire dall’animo umano.
Denunciamo, la disattenzione e l’insufficienza delle misure adottate dalle Istituzioni verso l’incolumità pubblica e la tranquillità del quieto vivere che il fenomeno della tendopoli ha scaturito.
Denunciamo, quindi i diversi episodi di violenza segnalatici, già verificatisi sia a danno di nostri concittadini, sia degli stessi immigrati, a conoscenza delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia, vigili urbani e chiunque altro impegnato a fronteggiare il fenomeno.
Denunciamo, dopo i fatti, le risse e gli scompigli delle ultime settimane, la preoccupazione della gente e lo stato di insicurezza in cui si vive ad Oria.
Denunciamo, i danni all’immagine turistica, oltre che economica, perché la gente si rivolge altrove, i turisti disdettano le prenotazioni per l’estate, i bar, i ristoranti ed i negozi non registrano le stesse vendite rispetto ai periodi degli anni precedenti.
Oria, un paese già alla ricerca di una identità economica, ma ricco di un patrimonio storico e culturale inestimabile, ha investito negli ultimi anni nel turismo convinti tutti che possa essere il traino giusto per tutta l’economia del paese. Ora tutto questo sembra compromettersi.
In attesa di provvedimenti più opportuni e professionali, provenienti dalle Istituzioni preposte alla sicurezza, i cittadini e gli esercenti aderenti a Confartigianato hanno promosso la nascita del “Comitato spontaneo per la sicurezza e la tutela del Quieto Vivere” che ha già adottato e diffuso tra gli esercenti un codice di autoregolamentazione per la convivenza con questo triste fenomeno.
Il Comitato chiede alle SSVV:
1) Di verificare con giusta misura la gravità e l’entità del problema affrontando l’emergenza con la giusta professionalità;
2) Di eliminare o almeno ridurre in un numero accettabile gli ospiti del Centro e i tempi necessari affinché ciò avvenga.
3) Di eliminare il Bus che conduce gli immigrati ad Oria o per lo meno indirizzarlo solo per il tragitto di ritorno al campo;
4) Di legittimare il divieto di somministrazione e vendita di alcol agli immigrati attraverso un’ordinanza da parte delle autorità competenti, che non lasci adito a dubbi e interpretazioni e di istituire i relativi controlli sull’applicazione;
5) Di presidiare con una maggiore presenza delle forze dell’ordine il territorio direttamente dalla prefettura di Brindisi, utilizzando postazioni permanenti,
ronde in macchina ma anche e soprattutto a piedi nelle piazze e nel centro storico;
6) Di attivarsi per garantire una maggiore igiene pubblica delle strade, delle piazze, in quanto i sistemi adottati sinora risultano alquanto insufficienti;
7) Di controllare gli immigrati durante la loro permanenza in città anche utilizzando opportuni controlli antiterrorismo ed antidroga.
Il comitato ed i cittadini si rendono disponibili a manifestare con una forte azione di protesta qualora l’opinione pubblica e soprattutto le istituzioni non prendessero sul il problema attuando le opportune misure.
CONFARTIGIANATO DI ORIA, IL COMITATO PER LA SICUREZZA ED IL QUIETO VIVERE
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