Brindisi, 18/04/2011
Legambiente: "Vas e Pug, essenziali per la città d'acqua"
Le annunciate dimissioni del Sindaco Mennitti rendono ancor più complicato il percorso
della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) e del conseguente Piano Urbanistico
Generale (P.U.G.) di Brindisi.
Il documento di scoping presentato, evidenzia le profonde ferite arrecate al territorio da un
modello di sviluppo monocolturale e ad alto impatto ambientale, dall'antropizzazione
selvaggia di aree estremamente vulnerabili e ad alto rischio idrogeologico (la costa nord,
in primis), da un'edilizia senza regole e, perfino, dall'incontrollato proliferare di impianti
fotovoltaici.
Del documento di scoping sono, in gran parte, condivisibili gli obiettivi e non è un caso
che le critiche vengano da chi difende interessi forti, siano essi quelli di imprese
industriali o di quelle edili e che venga attaccata una presunta visione vincolistica, come
nel caso del piano di bonifica del sito di interesse nazionale. In realtà, sono state gravi le
scelte di aver fatto “fuggire” EVC o DOW Chemical, e di non aver subito definito un
accordo di programma quadro, perdendo l'occasione anche finanziaria, dell’attivazione di
un piano di risanamento per l'area ad elevato rischio di crisi ambientale, simile a quello di
Marghera. Ancor più appare stridente, la posizione di chi persiste nel contestare la
necessità di caratterizzare suolo, sottosuolo e falda dell'area industriale e di quella agricola
contaminata, non individuando come ivce sarebbe auspicabile nelle bonifiche, sia una
forma di rivalutazione del territorio che uno sviluppo concreto per tutto il comparto.
Oggi un P.U.G. fondato su criteri di vera sostenibilità è una necessità ed un'opportunità di
sviluppo, ma ciò richiede:
1. Un percorso largamente partecipato, cogliendo in questo senso i pregi ed i difetti della
redazione di Agenda 21 e la domanda che in merito viene dalla società civile;
2. La redazione di una V.A.S. che metta a fuoco criticità, sensibilità, vulnerabilità e che
sulla capacità di carico ambientale fondi l'individuazione delle compatibilità e delle
prospettive;
3. Strumenti di valutazione e di incidenza ambientale (questi ultimi per quel che attende
impatti su aree protette) che si collochino nelle griglie fornite dalla V.A.S. e
consentano di promuovere qualità e di ridurre il consumo di risorse naturali;
4. Un rapporto sinergico fra il nuovo strumento di pianificazione e quelli regionali in
essere (P.U.T.T., ad esempio) o in itinere (D.R.A.G. e piano del paesaggio) ed
adeguamento immediato al Decreto legislativo 128 del 28/6/2010 che, fra l'altro,
renderebbe il P.U.G. prevalente e vincolante rispetto ad altri piani fino ad oggi gestiti
in modo disinvolto e con ben poca attenzione a V.A.S. o V.I.A. (vedasi piano
regolatore del porto e A.S.I.);
5. L'intensificazione di piani di riqualificazione – o rigenerazione – urbana (fra essi
quello della costa atteso dal 1983, evitando particolarismi impraticabili sul tipo di
“Acque Chiare”) e di piani che promuovano progettazioni bioclimatiche e ad alta
efficienza energetica negli edifici;
6. Piani di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con primaria attenzione a
quello di edilizia economico-popolare che rispecchino i criteri sopra citati;
7. Piani di restauro conservativo e di valorizzazione dei Beni monumentali ed ambientali
cittadini, la cui valenza turistica li renderebbe autopropulsivi;
8. Piani di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio naturalistico e delle aree
verdi in generale e di green belt, che cingano e riconnettano l'area urbana ed i
quartieri;
9. Piano della mobilità urbana che integri il trasporto su gomma – da ridurre – con quello
su rotaia e via mare, come già prospettato da Legambiente in un progetto donato
all'Amministrazione comunale nel 1988 e che è stato ripresentato nell'ambito dei
programmi per l'Area Vasta insieme ad altri tutt'ora non esaminati;
10. Un rapporto costante e sinergico tra società civile, organizzazioni professionali ed
Istituzioni.
Legambiente, sa bene quali siano le difficoltà finanziarie con cui confrontarsi nel
raggiungimento degli obiettivi previsti dalla V.A.S. e P.U.G. e quanto incida lo stallo
politico-istituzionale su questo cammino, ma ricorda che questi strumenti di valutazione e
di programmazione sono essenziali per costruire effettivamente la “Città D'Acqua” ed un
modello di sviluppo realmente sostenibile e ad alto valore aggiunto. Sarebbero quindi
evidenti, le ricadute sul tessuto economico (visti i “cerchi concentrici di benessere” che la
riqualificazione urbana produrrebbe) e sulla qualità della vita, ragion per cui,
l’associazione garantisce il suo impegno perchè non prevalgano micro e macro interessi
speculativi e si affermino quelli della collettività.
COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE BRINDISI- CIRCOLO TONINO DI GIULIO
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