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Brindisi, 02/06/2011
Rigassificatore, Associazioni: "Lng, Garante e diritti dei cittadini"
La Brindisi Lng, articolazione locale dell’inglese British gas, continua a portare avanti su tutti i fronti la sua offensiva rivolta ad ottenere subito il “via libera” alla costruzione del rigassificatore facendo ricorso a notizie infondate e a incredibili pretese che sono il segno della sua supponenza e, al tempo stesso, della debolezza dei suoi argomenti. Ora sta superando se stessa, perché non si limita solo a pretendere contro ogni buon senso la realizzazione del pericoloso impianto nel porto a due passi dell’abitato ma lo vuole fare anche sottocosto utilizzando il metano di impiego tradizionale invece di quello prescritto dalla Commissione V.I.A. del Ministero dell’Ambiente e noto come “miscela leggera”.
La citata società è riuscita infatti ad ottenere dal Garante della concorrenza una “segnalazione” nel senso da essa caldeggiato accreditando l’assunto per il quale i costi della “miscela leggera” sarebbero assai elevati e comporterebbero un’aggravio di costi con serie difficoltà di mercato. La tesi insomma secondo la quale sull’altare del profitto si possono a cuor leggero sacrificare gli interessi e la dignità delle nostre popolazioni.
Rivolgendo l’invito al Garante della concorrenza di non chiudersi dentro il guscio delle aride logiche del peggiore mercato e di preoccuparsi di garantire anche e soprattutto i diritti fondamentali dei cittadini, facciamo appello alla responsabilità delle rappresentanze democratiche del nostro territorio, istituzionali e politiche, perchè vogliano reagire a quanto sta accadendo in forme adeguate alla gravità della situazione.
Non si illuda la Brindisi Lng: la strategia di rivendicare l’assurdo per spostare l’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini dal problema dell’assolutà impraticabilità del suo progetto ai contenuti di questa o quella “prescrizione” della Commissione V.I.A. è un penoso diversivo, un’abile gioco che non inganna nessuno.
Il rigassificatore a Capo bianco non potrà essere mai realizzato nè con metano tradizionale e né con la cosiddetta miscela leggera. Quell’impianto in quel sito è un criminoso attentato alla vita e all’incolumità fisica dei cittadini di Brindisi e delle aree interessate ed è anche in stridente contrasto con le scelte e i progetti economico-sociali delle Amministrazioni locali e della Regione Puglia.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO:
Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Acli Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.
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