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Mesagne, L'opposizione deserta il Consiglio Comunale



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Mesagne, 07/06/2011

L'opposizione deserta il Consiglio Comunale

Di seguito riportiamo integralmente la lettera aperta inviata da sei consiglieri di opposizione all'Avv. Orsini, presidente del Consiglio Comunale di Mesagne

I sottoscriventi consiglieri comunali Giuseppe Semeraro, Antonio Colucci Carluccio, Sabrina Di Donfrancesco, Vincenzo Incalza, Carmine Dimastrodonato, Domenico Magrì, formulano la presente missiva per comunicarLe la sofferta decisione di non partecipare alla seduta odierna del Consiglio Comunale.
Tale atto politico è giunto al termine di una lunga e meditata riflessione tenutasi fra i gruppi consiliari e le segreterie di tutti i partiti di opposizione a seguito del mancato accoglimento delle richieste, legittimamente formulate nell’ambito della conferenza dei capi gruppo consiliari del 31 maggio u.s., di ritirare la delibera di consiglio n° 22/2011 e di giunta n° 72/2011 relative al Protocollo d'intesa per la creazione del Parco Archeologico di "Muro Tenente", o in subordine, di una pubblica ammissione di responsabilità sulla errata gestione dell’intera vicenda. Una maggioranza, ma in particolar modo una giunta, e un Sindaco, indifferenti alle continue sollecitazioni di chi rappresenta una parte significativa della nostra città.
È del tutto ovvio, che tale incidente rappresenta il culmine di una situazione che dal nostro punto di vista, non è più sostenibile. Riteniamo infatti, Sig. Presidente, che la nostra città viva una fase di grave deficit democratico, che dovrà essere quanto prima colmato, sia a garanzia dei nostri cittadini, che per la salvaguardia delle nostre istituzioni locali.
La reiterata surroga delle attribuzioni del consiglio comunale e delle commissioni consiliari a vantaggio dell’esecutivo, sta determinando di fatto una pericolosa deroga ai principi costituzionali ed alle conseguenti norme imperative, che si traduce in una palese limitazione dei diritti dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione. L’espressione simbolica di questa anomala situazione è data proprio dall’iter procedurale adottato per le delibere prima richiamate. Nel caso di specie infatti, non solo è stata convocata per la prima volta la quarta commissione consiliare dopo circa un anno dall’insediamento della giunta Scoditti, ma la stessa ha potuto solo prendere atto che il protocollo era stato già trasmesso agli enti pubblici e privati coinvolti, i quali hanno provveduto a deliberare in merito, precludendo alla commissione ogni possibilità di apportare emendamenti che avrebbero potuto anche migliorare il testo stesso. Di conseguenza al Consiglio comunale, defraudato delle sue prerogative, non è rimasto altro che ratificare un atto della giunta viziato da illegittimità, in quanto in totale spregio dell'art. 42 del T.U.E.L..
L’aspetto paradossale è che tutto ciò è posto in essere da un’ amministrazione che dichiara di mettere al primo posto la difesa del principio di legalità e di volerne indicare i relativi percorsi. Percorsi, quelli della giunta Scoditti, in questo delicato settore, che ad oggi potremmo definire quanto meno tortuosi. Quali esempi, Sig. Presidente, le istituzioni pretendono di dare alla comunità quando proprio quest’ultime trasmettono esempi negativi?
Teniamo a sottolineare che abbiamo ben chiaro, Sig. Presidente, quali sono i rispettivi ruoli attribuiti agli organi istituzionali e dunque quello del diritto-dovere di iniziativa da parte della giunta e della maggioranza nell’azione di governo cittadino e del dovere di controllo nonché di proposta politica costruttiva da parte della minoranza. Pur tuttavia, nonostante le nostre continue sollecitazioni a confrontarsi su diversi argomenti che coinvolgono gli interessi della nostra città, anche attraverso contributi e progetti, che lei Sig. Presidente ben conosce, vi è un inequivocabile atteggiamento discriminatorio e supponente da parte dell’amministrazione in carica e della sua maggioranza, che di fatto annulla anche quel minimo e formale confronto istituzionale fra le parti.
Senza considerare che molte richieste formulate dai consiglieri di minoranza per accedere a vari documenti, giacciono da mesi in alcuni uffici comunali, ed ad oggi non sono state ancora licenziate; tra queste, alcune attengono ad argomenti oggetto di discussione dell’odierno consiglio comunale. Lei comprenderà, Sig. Presidente, che questo determina un grave limite all’esercizio legittimo delle funzioni di consigliere comunale.
Ci asteniamo dall’elencare le nostre numerose rimostranze, dato il nutrito elenco relativo ai vari incidenti di percorso in cui si è imbattuta questa amministrazione in questo primo anno di attività di governo, che sono ben note a lei Sig. Presidente, al Sindaco e alla sua giunta, nonché alla maggioranza che lo sostiene e alla Città.
È proprio in virtù del grande rispetto che nutriamo nei confronti delle istituzioni, a cominciare dalla Presidenza del Consiglio Comunale che Lei rappresenta, che riteniamo sia giunto il momento di fermarsi e riflettere. È necessario lavorare insieme per ripristinare quel normale confronto improntato sulla lealtà e sul rispetto, all’interno dei ben definiti ruoli prima richiamati, fra maggioranza e opposizione, al fine di ridare sostanza e concretezza al compito della politica che è quello di degnamente rappresentare la nostra comunità nelle istituzioni locali. Auspichiamo dunque, Sig. Presidente, appellandoci alla sua figura che, riteniamo dovrà essere di maggiore garanzia per i diritti e le prerogative di tutti i consiglieri, soprattutto quelli di opposizione, perché vi sia un immediato confronto politico e istituzionale franco e costruttivo che possa andare nella direzione da noi prospettata.

Con osservanza.
Giuseppe Semeraro, Sabrina Di Donfrancesco, Antonio Colucci Carluccio, Vincenzo Incalza, Carmine Dimastrodonato, Domenico Magri’,






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