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Mesagne, 15/09/2011
Politica e scuola: torna a parlarne il Pdl
E’ davvero sconcertante che segreterie provinciali di partito e consiglieri regionali, oltre che sezioni cittadine e quant’altro, ovviamente tutti di una parte, scendano in campo per esprimere apertamente “solidarietà ed appoggio totale” ai docenti dell’Istituto “E. Ferdinando” o per parlare di “devastazione berlusconiana” della scuola pubblica, in risposta a nostre considerazioni relativamente ad un inopportuno comunicato stampa diffuso dai suddetti “docenti”, peraltro, a detta di alcuni genitori di studenti di quella scuola che ci hanno contattato per esprimere apprezzamento per il nostro intervento, non effettivamente rappresentativi né del corpo docente né, tantomeno, della dirigenza dell’istituto.
Tutto ciò preoccupa, e non poco, poiché è la riprova che la politica, quella evidentemente di una sola parte, è dentro la scuola pubblica, ed i timori espressi nella nostra nota del 08/09 u.s. sono, purtroppo, del tutto confermati.
La scomposta reazione degli innanzi decritti organi politici assomiglia a quella di un bimbo al quale viene sottratto un giocattolo: protesta, urla, poiché qualcuno ha osato toccare qualcosa che egli ritiene di sua esclusiva proprietà. Allora c’è chi è rimasto allibito, c’è chi addirittura, colto da reminiscenze marxiste-staliniste, non tollera che fascisti-squadristi di destra mettano in discussione la libertà di pensiero di docenti che pontificano (altro che limitazione della libertà di pensiero), non a casa loro o nella sede di qualche partito, ma in veste ufficiale di educatori, anche dei nostri figli.
La scuola pubblica, signori della sinistra, non è vostra proprietà! E’ pagata da tutti i contribuenti, e non può e non deve avere nessun colore politico, anche se ci avete immerso le dita, come in un barattolo di marmellata, ormai da tempo. E’ proprio vero che è in discussione il futuro di questo Paese!
Appaiono chiare le motivazioni recondite per cui non vanno giù le riforme, assolutamente necessarie, che il ministro “pasticcione ed approssimativo”, a detta del PD provinciale, ha attuato, e che, in quanto finalizzate a rimuovere l’insopportabile status quo della scuola pubblica, vengono vissute dalla sinistra come uno “scempio”.
Quanto al caso di specie, se ci si definisce “i docenti dell’Istituto E. Ferdinando”, non si può certo parlare di espressione delle proprie opinioni di liberi cittadini, di lavoratori e di intellettuali, ma del corpo insegnanti di un istituto superiore pubblico che prende una determinata posizione politica; e ciò è inaccettabile per le ragioni già espresse. Altro che indiscussa indipendenza!
Proprio perché i docenti sono educatori, e si educa “grazie alla cultura, al confronto ed al pensiero libero”, come ci insegna il PD provinciale, cerchiamo tutti di rendere libero questo pensiero, scevro da questa soffocante nebbia ideologica di un solo colore che penalizza, all’interno degli istituti, chi non si adegua e non si allinea.
COMUNICATO STAMPA PDL MESAGNE
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