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Brindisi, Manovra: UIL prepara la protesta



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Brindisi, 17/09/2011

Manovra: UIL prepara la protesta

Si è svolta, alla presenza del Segretario provinciale Antonio Licchello, con la partecipazione della segreteria confederale e dei segretari responsabili di categoria UIL, una riunione per analizzare e valutare la manovra economica approvata dal Governo dopo la votazione finale di questa settimana e sulle ricadute che essa avrà nell'economia del nostro territorio.
Nella relazione introduttiva il Segretario, illustrandola nel suo complesso, ha affermato che l'iniziale giudizio negativo espresso dalla UIL fin dalla sua presentazione non è cambiato, anzi si è rafforzata a tutti i livelli della nostra Organizzazione la completa contrarietà sui contenuti.
Nonostante l'impegno e le proposte della UIL nelle varie audizioni istituzionali per migliorarla e renderla più accettabile a tutti i cittadini, la maggioranza di governo non ha inteso ascoltare nessuno approvandola con il voto di fiducia.
Come è noto a tutti essa non contiene nessuna misura per sostenere né il potere d’acquisto delle retribuzioni, sceso del 30% negli ultimi anni, né la crescita e lo sviluppo dell’Italia, mentre peggiora ancora di più le condizioni dei cittadini meno abbienti, colpendo i redditi delle classi sociali più povere.
A questo proposito ha ricordato che il Segretario generale Luigi Angeletti, il 13 settembre scorso alla fiera del Levante di Bari ha detto chiaramente che è arrivato il momento “di mettere in campo riforme per la difesa dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, a partire da quella fiscale a favore del lavoro dipendente per la riduzione delle tasse che hanno superato ormai il 44% del reddito, mentre è indispensabile avviare un serio programma di investimenti, condiviso dalle parti sociali, per aiutare le imprese e permettere il rilancio dell’occupazione che in molte provincie del sud ha raggiunto livelli molto alti, soprattutto per le fasce di età più basse”.
Di conseguenza il Comitato centrale della UIL che si è svolto a Roma il 16 settembre scorso ha condiviso le dichiarazioni di Angeletti ufficializzando una prima iniziativa dei pubblici dipendenti per il 28 ottobre prossimo.
Il Segretario provinciale Licchello ha messo in evidenza le nuove norme che riguardano la contrattazione sindacale a livello territoriale ed aziendale che impegneranno ancora di più la nostra Organizzazione e le categorie nella loro attività giornaliera in maniera più impegnativa e responsabile come ha sempre fatto.
Un contesto di cambiamento delle relazioni sindacali, a cui la UIL non ha mai rinunciato, in continua e rapido evoluzione, senza sottrarsi alle responsabilità che competono alla nostra attività giornaliera che ha come obiettivo primario difendere gli interessi dei lavoratori.
Per questo la UIL provinciale proseguirà la sua politica finalizzata a rafforzare il ruolo del sindacato a livello territoriale.
Gli interventi ed il dibattito hanno arricchito la discussione condividendo il ragionamento politico del Segretario provinciale, non escludendo a priori la disponibilità di rafforzare il percorso unitario con CISL e CGIL, così come è stato per il recente passato.
Una situazione così complessa a livello nazionale non può che rendere ancora più complicata quella territoriale, sia a livello comunale che provinciale.
Il cambio di testimone nell’amministrazione comunale ha visto il Commissario prefettizio dottor Pezzuto subentrare al Sindaco Mennitti.
Lo stesso cambio di testimone di 7 anni addietro a parti invertite!
È passato tanto tempo e la situazione è peggiorata!
Il Comune, con un cambio di marcia a 360 gradi, negli anni della consigliatura Mennitti ha invertito e stravolto la sua azione politica ed amministrativa, proponendo un modello di crescita basato sul rilancio della cultura e su una idea di sviluppo mai realizzata.
La maggior parte delle risorse pubbliche e del tempo sono state dedicate a questi obiettivi che hanno avuto il torto di trascurare tutti gli altri settori e le altre opportunità che si sono presentate in questi anni.
Per questo i problemi si sono accumulati, sono aumentati senza che ci sia stata fino ad oggi soluzione a nessuno di essi.
La politica del NO! a prescindere l’ha fatta da padrone.
Il nuovo modo di amministrare non ha prodotto concreti benefici alla collettività.
Una visione cinica che ha lasciato al loro destino economie e strutture che producevano ricchezza e benessere.
Interi settori produttivi storici del nostro territorio: aeronautico, chimico, quello dei servizi, il porto che già da anni mostravano segnali di sofferenza, sono stati abbandonati a se stessi senza avere attenzione e presenza politica a supporto.
Gli impegni relativi al mantenimento di aziende storiche di altissima qualità produttiva del nostro territorio come Alenia, nonostante le promesse di Finmeccanica è stata delocalizzata a Grottaglie, per cui l’indotto ha subito un drastico ridimensionamento con conseguente licenziamento, mobilità e cassa integrazione di centinaia di lavoratori e la chiusura di decine di aziende.
Il petrolchimico, messo ogni giorno in discussione e ridimensionato ancora di più, nonostante centinaia di milioni di euro investiti dalle aziende per migliorare i sistemi di sicurezza del ciclo produttivo e la riduzione dell’impatto ambientale.
Il sistematico impedimento ad investimenti di grandi aziende nel settore energetico, mentre per il fotovoltaico sono state fornite tutte le autorizzazioni per agevolare investimenti che hanno distrutto buona parte delle campagne del nostro territorio, fino ad un tardivo blocco delle concessioni.
In questo la politica “cosiddetta ecologista” della Regione Puglia ha contribuito molto a creare questa situazione.
Strutture pubbliche come l’Arsenale ha visto il suo ridimensionamento a succursale di Taranto. La sede della Banca d’Italia è stata trasferita a Lecce, l’INAIL è stato declassato a struttura di secondo livello, l’Acquedotto Pugliese ridimensionato ad ufficio periferico.
Sono questi risultati di una politica di parte.
In questo contesto i vari comitati istituzionali provinciali e comunali, oppressi e bloccati da interessi trasversali, si sono perduti in iniziative e proposte tanto lungimiranti quanto irrealizzabili con il risultato di ottenere nulla.
La SFIR, unico investimento realizzato in questi anni, ha rifiutato qualsiasi confronto con le organizzazioni sindacali. Per questo è indispensabile ottenere un immediato incontro per discutere dei problemi che i lavoratori hanno denunciato che riguardano
l’organizzazione del lavoro, la salute e la sicurezza. Il SISRI, finalmente, ha provveduto ad eleggere il Presidente.
Invece di continuare a litigare per la spartizione delle poltrone e degli incarichi, chiediamo ai nuovi dirigenti di convocare sollecitamente il Sindacato per discutere prioritariamente della vertenza Veolia, delle problematiche legate alle bonifiche e delle progettualità di sviluppo di questo importantissimo ente.
Sono fermi da anni tutti i progetti che riguardano l’area industriale con grave danno a tutta l’economia provinciale.
Per quanto riguarda il settore della sanità è necessario che la nuova manager dottoressa Ciannamea, alla quale sono stati già chiesti incontri, convochi al più presto le Organizzazioni sindacali per discutere le problematiche che riguardano i lavoratori del settore ed affrontare le gravi carenze sanitarie che subiscono gli ammalati, costretti ad affrontare difficoltà e vicissitudini giornaliere che coinvolgono anche le loro famiglie, con ritardi e spostamenti che pregiudicano il loro stato di salute. In coerenza su quanto discusso i dirigenti hanno deciso di attivare tutte le iniziative necessarie a sostegno delle vertenze denunciate.

COMUNICATO STAMA UIL






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