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Brindisi, 21/09/2011
Lepa sull'uccisione di tre inermi mici di 20 giorni
Che senso ha per una associazione animalista scrivere un pezzo sull’ uccisione senza
motivo di tre inermi mici di 20 giorni? Perché parlare della gretta barbarie umana, priva di
raziocinio, che infierisce sulla delicatissima e miracolosa esistenza di tre povere creature
indifese, in grado solo di dare e ricevere amore? Gli animalisti dovrebbero raccontare
della Vita, del valore del rispetto, della tolleranza o meglio della condivisione, della magia
empatica che si fonda, misteriosa e indissolubile, tra due esseri di diversa specie… E
invece no, no, no e no. E ci ritroviamo a dover parlare (perché non abbiamo altra scelta)
di un atto che non si può definire, che non ha motivo di essere, un corto circuito della
mente umana…
Erano i primi di giugno quando alcune ragazze socie della L.E.P.A. di Brindisi sono state
contattate dalla Polizia Municipale in quanto erano stati rinvenuti tre micini in stato di
abbandono. Dopo uno speranzoso andirivieni dato dal fatto che altre persone avrebbero
già portato i mici da un veterinario, viene finalmente segnalato un giardino dove ritrovare
i gattini. Con l’emozione dei ritrovamenti e tanto affanno le ragazze della L.E.P.A.
individuano un cartone… vi si avvicinano… stanno già pensando a copertine, biberon,
bottiglie d’acqua calda e quant’altro… ma… come un tradimento, come quando rimani
senza fiato, come quando non credi alla realtà e pensi che è sicuramente un brutto
sogno… trovano due mici già morti e uno in fin di vita!
Dicono che dopo un pò ci si fa l’abitudine, che il dolore ti rende forte, che bisogna avere
coraggio… dicono che nel mondo accadono tante cose brutte… ma siamo sicuri che una
cosa così non si dimentica.
Le “volontarie eroine” ancora incredule osservano i corpicini
dei malcapitati e scoprono quello che non volevano scoprire… quello che l’esame
autoptico confermerà… trauma da schiacciamento, sfondamento della calotta cranica,
lesioni da schiacciamento localizzate nella stessa zona.
Già … In pratica un ignominioso sconosciuto, in preda a un attacco di insensata cattiveria
(esclusiva prerogativa umana), ha colpito a morte i tre esserini sulla testa,
presumibilmente con una pietra o con un tacco.
La L.E.P.A. oltre a far eseguire l’autopsia ha sporto denuncia e magari un giorno si risalirà
al colpevole. Magari…
Ma perché parlarne?
Perché andare così a fondo a una vicenda che lascia l’amaro in
bocca, ti stringe lo stomaco e che tutto sommato è meglio dimenticare in fretta? No.
Purtroppo non si può. Si deve sapere per capire quello che alcuni umani sono in grado di
fare, se ne deve parlare per isolare certi atteggiamenti, modi di fare e prima ancora di
pensare… per estirpare questo pensiero, questa perversione macabra che si annida nella
culla dell’ignoranza e “occupare” quei luoghi che sono ai margini, quei confini che nella
nostra vita sociale delimitano i comportamenti dei singoli. Questi sono spazi invisibili fatti
di silenzi, di frasi non dette, di “lasciar fare” e “quieto vivere”. Occupiamoli pure… senza
paura… occupiamoli con determinazione, forza e speranza… con quella ineluttabile
Natura che è lo spirito materno…quello unico, umano e animale.
COMUNICATO STAMPA LEPA BRINDISI
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