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Brindisi, 21/09/2011
Filt Cgil lancia l'allarme sui posti di lavoro della Terminal Italia
Rischiano il licenziamento quaranta lavoratori dell’azienda Terminali Italia Srl, Società partecipata da CEMAT e da RFI Rete Ferroviaria Italiana FS, che opera nello scalo intermodale ferroviario di Brindisi.
Alla fine di settembre non sarà più operativo il treno che
trasporta i containers della compagnia P&O che giungono dalla Grecia nel nostro porto a mezzo
nave traghetto e che da li vengono trasferiti, via strada, al terminale intermodale ferroviario per
essere inoltrati verso il nord Italia ed Europa da aziende ferroviarie private.
L'allarme viene lanciato da Danilo Binetti Segretario Generale della Filt Cgil che ha scritto una lettera aperta ad enti ed istituzioni del nostro territorio.
Per Binetti, le gravi ripercussioni economiche ed occupazionali per il nostro territorio non saranno limitate ai circa 40 lavoratori diretti della società dell’intermodale, ma interesseranno anche quelli delle aziende di trasporto che curano il trasferimento dei container via strada. E come se non bastasse potrebbe causare una ulteriore contrazione
nelle movimentazioni portuali con la possibile perdita di una linea di navigazione.
Tra l'altro - continua Bientti - la soppressione della linea di collegamento avrà ricadute anche per i lavoratori della Ferrotramviaria di Bari che garantisce il trasferimento dei treni dalla stazione
di Brindisi fino a destino in cooperazione con altre aziende di trazione ferroviaria private in quanto
si ipotizza che il collegamento marittimo sarà diretto verso altri porti adriatici (Ancona).
Fatte queste premesse, la CGIL sollecita gli enti ad attivare "un urgentissimo tavolo di confronto alla presenza delle aziende interessate teso ad affrontare questa
nuova, ennesima, emergenza economica ed occupazionale brindisina e pugliese che, per il nostro
territorio in particolare, può portare addirittura alla inutilizzazione e quindi chiusura delle strutture
intermodali che servono anche il porto".
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