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Mesagne, 27/09/2011
Consulenze: la risposta dell'Amministrazione al Pdl
La polemica sorta intorno all'esigenza dell'Amministrazione Comunale di assumere un addetto stampa mi è sembrata pretestuosa per le ragioni che di seguito rappresento.
In ordine alle lagnanze di alcune forze di opposizione, non mi aspettavo atteggiamenti diversi e magari morigerati, neppure da coloro i quali hanno condiviso nel recente passato scelte per assumere un numero rilevante di consulenti, certamente molto più onerosi per le casse comunali (decine di migliaia di euro), mentre – nel caso di cui trattasi – è previsto un impegno di spesa di cinquecento euro mensili come corrispettivo per una figura professionale della quale sono dotate quasi tutte le amministrazioni locali, in quanto ritenuta indispensabile nel rapporto con la Città e le varie articolazioni sociali sia locali che extra locali.
L'auspicio è – non smetterò mai di ripeterlo – che ciascuno assolva al proprio ruolo con maggiore misura e responsabilità, nell'interesse della Città intera e non in nome di una spesso sfilacciata bandiera di parte, e proprio di quella parte politica che, a detta di tutti gli amministratori locali, anche di centro-destra, sta mettendo in atto una politica dissennata di tagli ai servizi essenziali di competenza delle Amministrazioni locali.
In relazione poi alla genericità con la quale è stata rappresentata la vicenda su alcuni organi di informazione locali, ritengo di dover, seppur sommariamente, chiarire i termini della questione, ed in particolare:
1) si tratta di una figura dello staff che per definizione legislativa è incarico fiduciario, quindi si poteva prescindere dalla selezione; la selezione però ha lo scopo di offrire al Sindaco una più ampia opportunità di valutazione;
2) in qualsiasi selezione per titoli e colloquio che si rispetti, il colloquio deve avere maggiore rilievo, in quanto teso a valutare le conoscenze specifiche del candidato e a validare la possibilità di conferire l’incarico in relazione agli obiettivi da raggiungere o da assegnare;
3) il corrispettivo a titolo sperimentale è finalizzato a verificare proprio l’utilità della figura in relazione ai risultati ed è temporaneo, quindi non “offende” la dignità dell’Ordine e potrebbe essere equiparato ad una sorta di rimborso spese;
4) l’iscrizione di almeno due anni all’albo serve per avere un minimo di certezza che il candidato abbia maturato un’esperienza che gli consenta di offrire garanzie circa il miglior adempimento dell’incarico;
5) il punteggio del colloquio è la parte del bando che dà al Sindaco la facoltà di attribuire la fiducia che caratterizza l’incarico; non si tratta di un concorso per assunzione, ma di una collaborazione per obiettivi.
Nessuno scandalo, quindi, rientrando nelle strette prerogative previste dalla legge e che incideranno in maniera quasi irrilevante sulle casse comunali nel mentre potrà contribuire ad aumentare la trasparenza, la vicinanza dei cittadini e la partecipazione degli stessi alle attività quotidiane della pubblica amministrazione.
COMUNICATO STAMPA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MESAGNE
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