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Brindisi, 14/04/2012
L'Arcidiocesi di Brindisi sulle prossime elezioni amministrative
Le prossime elezioni amministrative per la scelta del Sindaco e del Consiglio Comunale avvengono
in un momento in cui, anche a Brindisi, si intrecciano
- segni di una drammatica crisi economico-sociale, per l’assenza di prospettive
occupazionali e la polverizzazione di alcune significative soggettività sociali,
- e nello stesso tempo messaggi di speranza per la presenza di richieste di rinnovamento
etico-civile che provengono da varie espressioni della società brindisina.
Le parrocchie e i gruppi ecclesiali non partecipano direttamente alla competizione elettorale: hanno
però il dovere di offrire un contributo che è quello loro proprio, etico-religioso.
1) Un primo impegno è quello di ricordare a tutti il valore fondante della partecipazione alla
vita sociale e politica per “concorrere” responsabilmente alla determinazione della volontà
politico-amministrativa, superando pigrizie e chiusure e rifiutando “deleghe in bianco”; la
democrazia è passione per il bene di tutti che vive e si rinnova attraverso il
coinvolgimento più ampio possibile di cittadini e associazioni, e il confronto tra
proposte diverse di governo della Città. Tali proposte devono emergere con chiarezza
dai programmi dei Candidati a Sindaco e dalle liste che li sostengono, evitando
genericità di espressioni, vaghezza di riferimenti, promesse non rispettose delle
persone e della Città.
2) Nella Città cresce sempre più il numero di uomini e donne, giovani e fanciulli poveri di
diritti: al lavoro, alla casa, alla salute, all’istruzione, alla salubrità ambientale, alla
partecipazione; la mancata e adeguata risposta a questi diritti ha portato la Città ad essere
ulteriormente impoverita dal crescente crollo demografico e dall’inesorabile “esodo di
massa”. Tale situazione rimanda a scelte strategiche e trasformazioni epocali di carattere
nazionale, internazionale, ma anche locale che si sono succedute nel corso di un
quarantennio, su cui pure si è sviluppata una riflessione critica nella Città da parte di
Associazioni e cittadini che hanno avvertito per tempo la inadeguatezza e la pericolosità di
decisioni con riferimento prima alla realizzazione del polo chimico, e poi al passaggio dal
polo chimico a quello energetico. Brindisi presenta oggi nello stesso tempo le ferite inferte
dal volto feroce della competizione e della concentrazione finanziaria, e le miserie provocate
da un modello di sviluppo su cui hanno scommesso tante Amministrazioni che si sono
succedute negli ultimi decenni.
3) È forte la speranza che il prossimo appuntamento elettorale possa costituire occasione
di crescita ulteriore di mobilitazione civile: ciò potrà avvenire se il confronto si
svilupperà sulle risposte possibili
- alle povertà reali,
- al rafforzamento e alla promozione dei luoghi e del protagonismo sociale,
- al degrado etico-civile della nuova guerra tra poveri.
Del resto la diffusione di alcuni inquietanti fenomeni legati alla criminalità organizzata e
non, minorile e non, e alla sua conseguente capacità di “controllo” di alcune periferie,
geografiche o sociali, non può essere affrontata e risolta solo attraverso l’impegno e la
professionalità, pure eccellenti, delle forze di polizia e delle istituzioni ad esse preposte: ci
sono nodi economico-sociali e socio-culturali che hanno bisogno di scelte e decisioni
politico-amministrative.
In tale contesto anche le nostre Parrocchie e l’Associazionismo ecclesiale hanno,
sicuramente, bisogno di riconsiderare la loro presenza e la loro responsabilità educativa a
servizio anche della crescita civile della Città. La irriducibile natura e finalità religiosa delle
Comunità ecclesiali non ne fa dei luoghi “separati”: anzi esse hanno bisogno di diventare
sempre più centri di ascolto delle donne e degli uomini che abitano, vivono e a volte
soffrono la Città, per provocarne e irrobustirne la tensione ideale e civile da spendere nella
libera assunzione di scelte e decisioni politiche.
4) Crediamo, infine, sia urgente e doveroso per tutti, e in modo particolare per i Candidati a
Sindaco, riprendere e sviluppare il filo del discorso sul rapporto tra la Città, il suo
sviluppo e le sue risorse, che appartengono a tutti, sono un bene pubblico.
E’ noto che Brindisi nella sua storia ha intrecciato i momenti di sviluppo e di arretratezza
prima di tutto all’uso del porto. Il porto, il mare, le sue terre fertilissime, il pregio dei
suoi beni storico-archeologici e oggi anche l’aeroporto: che uso si fa di essi? Quali
progetti ispirano per servire l’interesse generale? Come si può investire in essi
attraverso le nuove tecnologie e nel nuovo contesto nazionale e internazionale? Chi
deve decidere?
Come anche, se non si può negare in Città il notevole apporto offerto e garantito dalla
straordinaria risorsa che è il volontariato e in generale il “terzo settore”, quale attenzione
si vuole dare, non solo per apprezzarne l’operato ma, soprattutto, per lasciarsi provocare da
risposte che le istituzioni dovrebbero dare?
Inoltre non si può più fare a meno di considerare il complesso e variegato mondo
dell’immigrazione che chiede a Brindisi, continuamente, di riconoscersi e riscoprirsi Città
ospitale. È necessario ed urgente l’impegno a concretizzare strutture accoglienti, scegliendo
vie preferenziali, pur nella legalità e perché le Istituzioni si occupino direttamente nella
condizione delle stesse. Quali progetti e risposte perché chi giunge nella nostra Città possa
trovare ospitalità, calore, rifugio, futuro?
Non deve sfuggire che purtroppo sono presenti forme nuove e subdole di mentalità e
“pratiche coloniali” si tratta di una sfida a cui occorre rispondere con le sole “armi”
della rigenerazione morale, sociale e politica.
L’augurio è che la sfida sia raccolta da tutta la Città e da tutti i candidati di tutte le liste per un
rinnovato confronto civile, sereno e appassionato e nello stesso tempo per giungere a consapevoli
scelte di voto.
COMUNICATO STAMPA ARCIDIOCESI DI BRINDISI-OSTUNI -
VICARIA URBANA DI BRINDISI -
Commissione Vicariale per il Territorio
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