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Brindisi, 13/09/2012
Nova Era: "il riordino sia l'occasione per parlare di Unione di Comuni"
Se la politica ogni tanto si confrontasse con la matematica forse trarrebbe qualche
vantaggio. Basterebbe partire da una semplice divisione per capire che la Puglia può
tranquillamente mantenere 5 province a cui aggiungere la città metropolitana di Bari.
La legge 135/2012 all’art 17 impone, infatti, solo il riordino delle provincie sulla base del
rispetto di limiti minimi ossia 2500 Kmq (ovvero 250.000 ettari) ed una popolazione residente di
350 mila. Questi sono gli unici parametri da tener in conto.
La Puglia ha un’estensione totale di 19358 Kmq per le 6 provincie c’è una media di 3226
Kmq di territorio a disposizione, ciò consente di farle stare tutte abbondantemente al di sopra dei
limiti richiesti. Sul limite della popolazione residente attualmente tutte le provincie superano
abbondantemente il limite minimo pertanto non costituisce alcun problema.
Sulla base della semplice operazione matematica su menzionata, la politica potrebbe
cimentarsi sulla strada di mantenere in vita 5 + 1 (città metropolitana) provincie regionali,
attraverso la verifica (mediante l’attività primaria della politica: la mediazione), di nuove
articolazioni tra comuni tali da determinare un nuovo assetto provinciale.
Sicuramente questa è la strada più dura, forse la più laboriosa ma sicuramente potrebbe
dare vita a quelle tante auspicate Unioni di Comuni che da più parti vengono ritenute la soluzione
ottimale alle attuali provincie. Questa ipotesi potrebbe rappresentare davvero la rivoluzione
dell’architettura istituzionale regionale. Se accadesse ciò, sarebbe una dimostrazione di grande
maturità complessiva dell’intera classe politica della Nostra Regione.
Ma come recita un detto “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare” dubitiamo fortemente,
che si vuole percorrere la strada di ridisegnare la mappa delle aggregazioni comunali pur
mantenendo di fatto in piedi 6 provincie, infatti già ieri nell’incontro promosso dalla Regione sulla
questione, l’approccio è stato del tipo “si salvi chi può”.
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE NOVA ERA
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