Brindisi, 30/11/2012
Camassa (Nova Era): Il lavoro è la priorità assoluta nel nostro Paese
L’aumento del numero di chi è in cerca di un’occupazione un +3,3%(Istat – novembre 2012), che fa schizzare la percentuale complessiva al 11, 1% dell’intera forza lavoro. La diminuzione del fatturato complessivo dell’industria -5,4 % (Istat – novembre 2012) a cui si accompagna un -12,8% di ordinativi in alcuni settori industriali nel periodo sett11-sett12. L’aumento del 3% in un solo mese dei prestiti con cessione del quinto cioè quella forma di finanziamento che preleva la rata mensile direttamente dallo stipendio che ti corrisponde il Datore di lavoro. Scekerando questi dati otteniamo un cokatail esplosivo. Il momento è particolarmente delicato per i lavoratori italiani, da una parte cresce chi è in cerca di occupazione, dall’altra le imprese che dovrebbero assumerli sono in grande difficoltà per effetto delle minori vendite e fatturati.
Chi ha la fortuna di aver un lavoro è stretto tra un crescente insufficienza finanziaria, per effetto della diminuzione del potere d’acquisto, per far fronte alle spese familiari quindi si fa ricorso a forme di finanziamento, dall’altro gli istituti creditizi che avanzano maggiori richieste di garanzie, (cessione del quinto stipendio) a ciò si aggiunge un’indeterminatezza nel mantenimento occupazionale. Non è un caso che oggi essere un lavoratore a tempo indeterminato oggettivamente significa che è indeterminato il tempo in cui rischi di ritrovarti “disoccupato”. Si evidenzia, dunque che il lavoro è la priorità assoluta nazionale, infatti, lo scenario unisce il Nord al Sud Isole comprese.
Cosa fare? Dare una risposta è difficilissimo, ma non per questo la soluzione è ignorare il problema. Appare, infatti, che nei Palazzi romani ci si occupi più di altro, che rilanciare l’economia di questo Paese. Quando ci si occupa di lavoro è per effetto di questioni rimandate per anni che giungo sull’orlo del precipizio. Questione ILVA di Taranto docet.
Generalmente e grossolanamente ci si richiama alla flessibilità come strumento per combattere la disoccupazione, senza considerare che se ad esempio il commerciante non riesce vende non gli serve la commessa con il contratto a chiamata (la forma legale più flessibile tra i rapporti di lavoro). Una possibile, forse, soluzione sta in quello per cui gli Italiani sono famosi in tutto il mondo. L’estro, l’ingegno, l’inclinazione, la capacità, l’attitudine a produrre beni e servizi con qualità, design e innovazione tali che anche in tempi di crisi il Made in Italy è ancora un valore.
Quindi un grande e straordinario piano di aiuti, anche economici, a tutti colori che dimostrano di saper produrre o di voler produrre un prodotto/servizio innovativo o che contribuisca a rafforzare un settore economico tipicamente Italiano. Bisognerebbe, puntare sulle specificità italiane.
COMUNICATO STAMPA ANGELO CAMASSA - PRESIDENTE ASSOCIAZIONE NOVA ERA
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