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Brindisi, 15/12/2012
Riordino saltato, Curto (Fli): "tornare a votare per la Provincia"
Con un quanto mai opportuno emendamento al Decreto “Salva Italia”, il Governo ha evitato il caos istituzionale che sarebbe derivato dalla mancata conversione del decreto-gemello sul riordino delle province. Ma non ha voluto, o forse potuto, considerare che quasi certamente la Corte Costituzionale dichiarerà viziata d’incostituzionalità la norma con la quale le medesime sono state declassate ad Enti di secondo grado, ancorché private di alcune importanti originarie competenze e funzioni.
D’altronde, il prossimo Parlamento dovrà porre necessariamente mano ad una revisione complessiva e strutturale dell’architettura istituzionale del nostro Paese, affrontando finalmente le questioni di maggior rilievo, come, tanto per citare le più importanti, la revisione organica di un Parlamento che non può più sostenere i lacciuoli di un bicameralismo che appartiene alla preistoria, la riconsiderazione del ruolo e della organizzazione delle Regioni, l’inderogabile snellimento di una obesa struttura politica, nonché l’irrisolta questione della stessa legge elettorale, va da sé che un anno ( cioè, la durata della proroga indicata nell’emendamento) non sarà sicuramente sufficiente a completare il processo di riordino delle province.
Di conseguenza, Brindisi corre un grave rischio: quello di restare nel “limbo”, commissariata per un periodo di tempo sicuramente maggiore ai dodici mesi, con conseguenze devastanti sul suo futuro economico e sociale, oltre che con una lesione irreparabile dei principi cardine della democrazia rappresentativa.
Appare, pertanto, doveroso ed opportuno che, ognuno per la propria parte (per quanto mi riguarda, preannuncio una apposita interrogazione in Consiglio regionale) assolva ad un compito specifico: quello di chiedere al governo nazionale che Brindisi non sia commissariata e che, quindi, le sia consentito di tornare a votare per il rinnovo del proprio Consiglio provinciale.
Viviamo un momento storico in cui non si può programmare il domani, figuriamoci se si potrà prevedere che cosa accadrà fra un anno. E, quindi, sarebbe un errore imperdonabile relegare la provincia di Brindisi in una condizione di marginalità e minorità politica, rispetto alle altre province , per molto, troppo tempo ancora.
COMUNICATO STAMPA EUPREPIO CURTO - CONSIGLIERE REGIONALE FLI
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