Brindisi, 20/02/2011

17 Marzo: Tomaselli sul No della Lega Nord alla Festa

I toni usati dagli esponenti della Lega nell’opporsi alla decisione del Governo di dichiarare il 17 marzo prossimo festa nazionale nell’anniversario dei 150 dell’Unità d’Italia hanno qualcosa di diverso e più grave dai soliti schiamazzi a cui i leghisti ci hanno abituati in questi anni.
Spesso si sono giustificati o, comunque, motivati i toni accesi, a volte volgari, utilizzati dalla Lega contro l’idea stessa di unità nazionale con la necessità che i dirigenti leghisti avvertivano di tenere unita la loro gente, di fare la faccia feroce per rispondere agli istinti più profondi del… popolo padano! Qui siamo di fronte a qualcos’altro.
Non sono più i dirigenti leghisti ad interpretare la loro gente, ma sono proprio Bossi e Calderoli che inopinatamente eccitano gli animi più retrivi della loro base alimentando sentimenti contro l’unità del paese, in una occasione così solenne quale i 150 anni, senza che se ne avvertisse l’esigenza.
Forse la spiegazione è più semplice di quanto appaia e richiama la difficoltà politica in cui la Lega ogni giorno di più si ritrova dopo aver brandito per anni la bandiera del federalismo e aver finora portato a casa ben poco, una copia molto sbiadita del vero federalismo fiscale, e poi istituzionale, di cui il paese intero (il nord come il mezzogiorno) avrebbe bisogno. Risultati molto magri e del tutto inconsistenti, costruiti al costo altissimo di tenere in vita un governo immobilizzato dall’imbarazzante vicenda del crepuscolo del berlusconismo, in cui tanti elettori leghisti ormai non riescono più a riconoscersi.
Grave e inaccettabile è, però, che tale difficoltà politica, per quanto dolorosa, si tenti di occultarla sporcando uno dei valori più autenticamente condivisi nel paese, quale l’unità nazionale.

COMUNICATO STAMPA SALVATORE TOMASELLI - SENATORE DEL PARTITO DEMOCRATICO