Mesagne, 10/09/2011

Il Pd difende i docenti dell'Epifanio Ferdinando

La Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Brindisi esprime piena solidarietà e appoggio totale ai docenti dell’Istituto “E. Ferdinando” di Mesagne, attaccati strumentalmente dal PDL mesagnese nell’ esercizio delle proprie opinioni di liberi cittadini, di lavoratori e di intellettuali, dotati di un organo probabilmente per taluni molto pericoloso: la testa per pensare.
Deprime considerare che si strumentalizzi politicamente la giusta presa di posizione dei docenti del Liceo “Ferdinando Epifanio” di Mesagne: in un tempo come il nostro, particolarmente desolante a livello sociale e civile, il richiamo di questi docenti rappresenta una presa di posizione straordinariamente coraggiosa e significativa.
Di fronte all’appiattimento delle idee e all’anestesia critica di molti cittadini italiani, l’idea di un corpo docente che, agli inizi dell’anno scolastico, non si limita a pianificare orari e progetti, ma lancia un grido di allarme alla città e agli studenti, rispetto al bombardamento quotidiano e capillare al quale la nostra scuola, la scuola pubblica, viene sottoposta da anni, è non solo meritevole, ma rappresenta un modello di impegno civile e di passione per il proprio lavoro e per il ruolo della Scuola pubblica.
E’ giusto che i docenti, offesi da un Ministro pasticcione e approssimativo (come dimostra questo inizio di anno scolastico confuso e all’insegna dei ricorsi) che definisce i libri di testo “partigiani”, da un altro Ministro che chiama i professori “fannulloni” e da un Presidente del Consiglio che crede che la Scuola pubblica “inculchi” principi educativi sbagliati, protestino, di fronte ad un assalto continuo alla dignità dei lavoratori ed al delicatissimo compito dell’educazione, e agli attacchi quotidiani a quei valori costituzionali di libertà, legalità, solidarietà, unità nazionale, che, in quanto educatori, si cerca di trasmettere quotidianamente.
Quelli di Mesagne non sono solo docenti, ma prima di tutto cittadini, consapevoli del proprio ruolo sociale e della responsabilità educativa, che vede nell’esempio e nella testimonianza il primo modello per educare alla cittadinanza, all’interno di una scuola laica e democratica per Costituzione, nella quale la libertà d’insegnamento rimane intoccabile e imprescindibile.
Piuttosto, chi strumentalizza politicamente il comunicato di questi docenti liberi, rifletta su quanto LA SCUOLA PUBBLICA HA PAGATO (120.000 posti di lavoro tagliati, 8,5 miliardi di € tagliati in bilancio) E CONTINUA A PAGARE PER L’INCOMPETENZA DI UNA CLASSE DI GOVERNO INCAPACE, PRONTISSIMA, INVECE, NEL CONSERVARE PRIVILEGI E SORDA ALLE GIUSTE PROTESTE DEI LAVORATORI DELLA SCUOLA E DEGLI STUDENTI.
L’unico “decoro” al quale si dovrebbe richiamare è quello del silenzio di chi non può continuare a non vedere , accecato da paraocchi ideologici, lo scempio perpetrato su Scuola pubblica e Università, a costo del futuro delle nuove generazioni: saranno i “nostri” figli quelli che pagheranno per questo desolante momento storico e politico, nel quale manca qualsiasi visione sociale per le nuove generazioni.
Piuttosto, si pensi a restituire alla scuola, ai professionisti che ci lavorano con sacrificio e abnegazione (altro che “privilegi” di scuola e università!), quella dignità e quel riconoscimento sociale che le recenti riforme tolgono definitivamente, tagliando alla Scuola pubblica risorse, strutture e servizi, organici, cattedre, ore disciplinari, riducendo i dirigenti a burocrati che gestiscono istituti con 1200 studenti, sempre più numeri e sempre meno persone, continuando a vessare con tasse e balzelli i dipendenti pubblici e a difendere, invece, i privilegi di una Casta sempre più lontana dalla faticosa quotidianità di chi con dignità, fatica e orgoglio, continua a fare il proprio dovere di cittadino e di lavoratore Si educa proprio grazie alla cultura, al confronto, al pensiero libero: a meno che, come in questi giorni, non si voglia far passare tra i nostri studenti il messaggio, come afferma Ilvo Diamanti, più o meno ironicamente, sicuramente con molta amarezza, non solo di non studiare, ma addirittura di non pensare, di non farsi domande, di non esprimersi criticamente di fronte ai cambiamenti sociali che li vedono sempre più protagonisti e, purtroppo, future vittime, di una politica miope, che non sa puntare sulla risorsa più importante di un Paese per il proprio futuro: la Scuola e le nuove generazioni.

COMUNICATO STAMPA FED. PROV. PARTITO DEMOCRATICO -
a firma di Anna Maria Padula, Responsabile Scuola della Segreteria Provinciale del PD di Brindisi