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Brindisi, 21/09/2011
Sequestrati quattro impianti fotovoltaici
Quattro impianti fotovoltaici, 3 da 1 MW e uno da 10 MW, sono stati sequestrati dal Nucleo Investigativo NIPAF e dal Comando stazione forestale di Brindisi. Gli impianti si trovano nelle Contrade Trullo-Masseria Caracci, Trullo e Contrada Capitan Monza.
Sono stati denunciati i responsabili della società proprietaria del terreno interessato dall’intervento e sedici persone tra pugliesi, toscani, umbri, siciliani, spagnoli, imprenditori e professionisti titolari di società impegnate nel campo dell’energia rinnovabile. Gli impianti sono ubicati nella zona S.I.N., Sito di Interesse Nazionale, nella quale sono presenti sostanze inquinanti, velenose e cancerogene. Di conseguenza l’uso dei suddetti terreni può avvenire solo dopo aver fatto richiesta al Ministero dell’Ambiente, iter amministrativo effettuato per solo uno dei quattro impianti. Numerose le accuse a carico dei denunciati: lavori eseguiti in modo diverso da quanto affermato, suddivisione degli impianti in modo tale da evitare le procedure dell’autorizzazione unica regionale, sottoscrizione di atti falsi, mancato deposito della documentazione edile, prosecuzione dei lavori nonostante l’obbligo di sospensione, attivazione degli impianti senza i collaudi previsti dalla legge, violazione delle norme inerenti la gestione e lo smaltimento dei rifiuti prodotti in cantiere. Nel particolare i due impianti siti in C.da Capitan Monza sono stati oggetto di una artificiosa suddivisione di un unico impianto da 2 MW, in due impianti da 1 MW ciascuno. In questo modo è stato possibile evitare la procedura per il rilascio dell’autorizzazione unica regionale, ricorrendo alla D.I.A., una procedura semplificata per gli impianti da 1MW. Inoltre nei due siti sono stati effettuati lavori difformi da quanto prescritto. Lavori che sono continuati anche dopo le ingiunzioni di sospensione. Anche il terzo impianto è stato realizzato in modo differente da quanto espresso nella D.I.A. depositata. Per ciò che concerne l’impianto più grande, quello da 10 MW, sono state individuate delle difformità rispetto ai documenti depositati dalla società, inerenti le relazioni tecniche e le planimetrie, nonché la trasgressione di quanto era stato stabilito con l’autorizzazione ottenuta. |