Brindisi, 12/10/2011

Operazione Escalation, Sel: "disagio e dolore"

In questi ultimi due anni di vita del nostro paese abbiamo visto studenti e ricercatori accamparsi sui tetti delle università, lavoratori extracomunitari inerpicarsi e stazionare sulle fredde e ferrose gru dei cantieri edili del nord, lavoratori di ogni settore produttivo dormire per mesi nelle “loro” fabbriche ormai vuote e desertificate, docenti precari e studenti manifestare a difesa della scuola pubblica e contro i tagli al personale e al diritto allo studio, imprenditori chiudere imprese costruite con la fatica di intere generazioni.
Abbiamo sofferto e soffriamo per i drammi delle loro vicende lavorative e umane.
Abbiamo sofferto e soffriamo pensando alle loro famiglie, ai precari, ai pensionati, ai giovani disoccupati.
Non fosse stato per loro, per il loro ostinato coraggio, per le piazze riempite dalla sensibilità di tanti, e quanti, hanno reclamato a gran voce la necessità di riavviare forti politiche di solidarietà e coesione sociale, nulla o poco avremmo conosciuto di queste vicende.
La polposa informazione mediatica e di regime, spessissimo ingannevole, sicuramente li avrebbe oscurati, propinando ancora, indisturbata, la fiaba di un paese “normale”, ma che, purtroppo, normale non lo è.
Cosicché anche la nostra piccola comunità provinciale, non immune dalle sorti del paese, un giorno, cioè domani, si sveglierà, turbata e scossa, chiamata ad interrogarsi su di una vicenda triste e assai dolorosa che ha per protagonista, anch’essa, la rivendicazione della pari opportunità di accesso al mondo del lavoro.
Si, perché non può che definirsi triste ed assai dolorosa la esecuzione stamane della misura dell’arresto ai domiciliari nei confronti di 18 componenti il comitato dei disoccupati compreso lo storico rappresentante dei Cobas Bobo Aprile, per i reati che questi ultimi unitamente ad altri numerosi indagati avrebbero commesso attraverso e nel corso di manifestazioni e presidi per rivendicare l’accesso ad una opportunità di lavoro.
Siamo convinti che la Magistratura, cui riponiamo piena fiducia, saprà fare, nel contraddittorio delle parti, la necessaria e sollecita chiarezza sui fatti accaduti, come anche siamo convinti che se responsabilità personali emergeranno le stesse andranno giustamente sanzionate come previsto dalla legge.
Avvertiamo, tuttavia, il disagio ed il dolore, che onestamente non riusciamo a nascondere, per l’applicazione di una misura cautelare pesante e fortemente limitativa della libertà personale, che ci auguriamo venga presto revocata o quantomeno proporzionalmente adeguata al caso concreto, sintomatico di un gravissimo disagio sociale che va adeguatamente vagliato in ogni sua espressione.
Avvertiamo, ancora, tutto il disagio ed il dolore per il triste epilogo di un vicenda che in un paese “normale” avrebbe sicuramente declinato entro soluzioni democratiche, civili, condivise e pacifiche.
Un sistema di relazioni istituzionali, politiche, industriali e sindacali, che guardi sinergicamente e realmente ai bisogni del territorio e all’ascolto delle sua comunità senza escluderla, che abbandoni definitivamente le ossessive logiche del conflitto e della contrapposizione, è quanto che ci auguriamo che da questa vicenda possa concretamente avviarsi.
A quanti risultano coinvolti nella vicenda giudiziaria e alle loro famiglie, Sinistra Eocologia e Libertà della Provincia di Brindisi, con genuino pensiero, sente dover esprimere la propria solidarietà umana, nella speranza che dimostrino come, in relazione ai fatti accaduti, hanno soltanto inteso esercitare una protesta senza la intenzione di arrecare pregiudizio alcuno alle persone che risulteranno eventualmente offese.

COMUNICATO STAMPA SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ DELLA PROVINCIA DI BRINDISI