Brindisi, 07/04/2012

Albano (Pd): "non toccate l'avanzo presunto di bilancio!"

La più oculata gestione dell'avanzo "presunto" di bilancio è all'oggetto di una lettera aperta inviata da Vincenzo Albano, già consigliere del Partito Democratico a Bruno Pezzuto, Commissario del Comune di Brindisi e al collegio dei Revisori dei Conti.
Di seguito ne riportiamo integralmente il testo.

Sento il dovere di manifestarvi le mie perplessità sulla intenzione, manifestata con la delibera di giunta relativa al bilancio preventivo, di applicare 9.593.719 euro di avanzo “ presunto” del conto consuntivo 2011, per finanziare le spese in conto capitale, previste nel piano triennale delle opere pubbliche. Ma forse anche un debito fuori bilancio di circa 1 milione di euro.
Credo che quelle somme rivenienti da un avanzo presunto, non essendo stato ancora approvato il rendiconto, non abbiano quel requisito di certezza, che l’articolo 187 del testo unico degli enti locali, ritiene necessario per determinarne l’applicazione.
In questo senso si è pronunciata, di recente, anche la Corte dei Conti della Lombardia, che con deliberazione n. 133/2011/PAR del 16 marzo 2011, dopo averne precisato la natura eccezionale, ha ritenuto che si possa procedere in quella direzione solo in determinati casi specifici, a condizione che si tratti di un avanzo risultante a seguito di una completa e precisa disamina dell’effettiva sussistenza dei residui attivi, sia stato già avviato il procedimento per l’approvazione del rendiconto, sia stata almeno approvata la delibera di Giunta di approvazione della proposta di rendiconto da sottoporre al Consiglio, dalla quale risulti l’esistenza dell’avanzo, sul sussistenza del quale, l’organo di Revisione si sia espresso in modo positivo.
Requisiti tutti che non mi sembrano sussistenti nel nostro caso. Le Cautele, come ho avuto modo di precisare in più occasioni, anche di recente, riguardano la certezza delle entrate, dei crediti iscritti in bilancio ( residui), alcuni dei quali risalenti a moltissimi anni addietro, addirittura antecedenti al 2000. E il comune di Brindisi, di residui ne ha una montagna, nonostante il progetto di riaccertamento dei residui di qualche anno fa, peraltro non ancora completato: 201 milioni di euro dal lato attivo e circa 193 milioni di euro dal lato passivo.
Ma quello che interessa ai nostri fini, riguarda l’ effetto estremamente pericoloso, che i residui attivi ( crediti) possono produrre per il bilancio.
Infatti, concorrendo a determinare l’avanzo di amministrazione, possono alimentare una spesa corrente sulla base di un credito che, per diversi motivi, non ultimo la prescrizione, il comune potrebbe non incassare. In sostanza si potrebbero spendere somme che non entreranno mai nelle casse comunali, con effetti veramente disastrosi per il bilancio. Ma va anche aggiunto, che non sembra possibile, applicare l’avanzo presunto per spese d’investimento. Infatti lo stesso comma 3 dell’articolo 187 della Dlgs 267/2000 nel disciplinarne la possibilità di utilizzo, alle condizioni sopraindicate, esclude la lettera d) del comma 2, relativa al finanziamento di spese di investimento e estinzione anticipata dei prestiti. Quindi e' possibile finanziare spese correnti di "funzionamento", una tantum , fondi di ammortamento , debiti fuori bilancio, ma non per investimenti." Come si vuole fare.
Entrate certe, per spese certe questa è la regola. Allora c’è da chiedersi quale affidamento si può fare sulla previsione di entrate di 1 milione di euro per il recupero di evasione della tarsu e 1.750.000 per il recupero di evasione ICI ? Oppure, come si è arrivati a determinare la previsione di entrata di 2.119.036 di oneri di urbanizzazione. Non c’è niente che lo chiarisca.
Il rischio potrebbe essere quello di spendere senza sapere se incassiamo realmente quelle somme . Non è più prudente e saggio vincolarne l’utilizzo alla effettività dell’entrata? Queste sono una piccola parte delle tante perplessità di un bilancio che non da speranza a questa città, dominato esclusivamente dall’ansia di far quadrare i conti, in qualunque modo, anche temporaneamente, scaricando su chi verrà dopo la responsabilità di mettere a posto le varie situazione. E come può essere diversamente interpretata la decisione di tagliare le spese della multiservizi, senza porsi il problema di una riorganizzazione, che abbia senz’altro come obiettivo il risparmio economico, ma nel contempo sia accompagnata da un rafforzamento interno della struttura comunale preposta a questo scopo, che abbia chiari e sappia interpretare al meglio compiti, obiettivi, sistemi di valutazione, costi, qualità dei servizi e controlli.
Così come si sta facendo si mette a rischio stipendi e posti di lavoro, che dobbiamo proteggere e che qualcuno in autunno dovrà necessariamente risolvere.
Intanto dobbiamo anche evidenziare, che con le entrate correnti non riusciamo a coprire le spese correnti. Dobbiamo far ricorso come lo scorso anno agli oneri di urbanizzazione di 1.800.000 euro per pareggiare i conti. E’ evidente che da soli non ce la facciamo. E questo deve preoccuparci in proiezione federalista
In questi anni, purtroppo, è mancata una politica virtuosa di contenimento delle spese, di eliminazione del superfluo, degli sprechi. Ora con gli oneri di urbanizzazione ci mangiamo il territorio, utilizzando risorse che dovrebbero essere dedicate agli investimenti.
Anche perché bisogna dirlo, il comune di Brindisi, in questi anni, invece di tenere una politica economica virtuosa, ha fatto abbondantemente ricorso all’indebitamento, passando dai 34 milioni di euro del 2004 al 62 milioni attuali ( quasi il raddoppio).
Un aumento che comporta una rata annuale di mutuo per circa 6 milioni di euro( 12 miliardi ), che assorbe la gran parte dell’addizionale irpef comunale che i cittadini pagano, con grande sacrificio.
Questo il viatico che ci stanno lasciando e che rende problematiche le prospettive per questa città, al di là dei tanti proclami e delle tante promesse.
Nondimeno, spetta comunque ai revisori esprimere un parere, che dal mio punto di vista, da quello che prescrivono le norme, non può essere positivo.

COMUNICATO STAMPA VINCENZO ALBANO - PARTITO DEMOCRATICO