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Brindisi, 11/04/2012
Lavoratori esposti, Uil: "enti recuperino giusta attenzione"
Si ripropone in circostanze drammatiche il problema relativo alle probabili
conseguenze sulla salute di lavoratori esposti a lavorazioni potenzialmente
pericolose.
La UIL e la UILCEM di Brindisi da anni richiamano tutte le Istituzioni pubbliche
interessate e le aziende ad affrontare con l'attenzione dovuta questo tema,
evidenziando l'importanza della presenza di una struttura sanitaria attrezzata per
rispondere alle esigenze sanitarie dei lavoratori e dei cittadini.
La chiusura del reparto di Medicina del Lavoro presso l'ospedale Di Summa,
deciso nonostante la contrarietà delle Organizzazioni sindacali, non solo ha
depotenziato il settore sanitario locale, ma ha di fatto impedito la continuità dei
controlli che nel tempo venivano effettuati sia nei confronti dei lavoratori
dipendenti che di coloro che avevano terminato la loro vita lavorativa.
Per quanto sopra ricordiamo che anni addietro fu sottoscritto tra la società
Enichem, unica azienda presente e le Rappresentanze Sindacali (RSA ed RLS), un
protocollo di intesa per sottoporre a sorveglianza sanitaria tutti i dipendenti attivi
del petrolchimico e quelli che erano andati in pensione.
Un accordo rispettato anche dopo la chiusura del reparto di Medicina del lavoro
assegnando la competenza ad una struttura privata convenzionata di Cassano
Murge diretta dal professor Ambrosi, specialista del settore.
Purtroppo oggi non è più così in quanto lo stabilimento conta la presenza di più
società che solo per qualche anno hanno adottato il protocollo originario.
Nel tempo la UIL e la UILCEM provinciali hanno continuato presso le sedi
pubbliche competenti (ASL di Brindisi 1) ed Assessorato alla Sanità della regione
Puglia a sollecitare la continuità dei controlli sanitari, con il coinvolgimento delle
aziende interessate, sulla base di una banca dati in possesso sia delle aziende che
delle strutture sanitarie per avere chiarezza della situazione reale, senza avere
avuto alcun riscontro.
Attualmente SOLO i lavoratori dipendenti diretti di alcune aziende chimiche ed
energetiche sono sottoposti a visite, mentre i pensionati non sono più coinvolti
nel monitoraggio routinario pur previsto nei protocolli d'intesa firmati.
A questo proposito sollecitiamo le Istituzioni e le aziende interessate a recuperare
la giusta attenzione nei confronti di questi ultimi e dei cittadini.
L'assenza del reparto di Medicina del Lavoro non può però costituire l'alibi per
non affrontare, come invece deve essere, l'importanza di quanto sopra
denunciato. Non aspettiamo a riproporre il problema in occasione di altre tragiche
circostanze.
COMUNICATO STAMPA UIL e UILCEM - SEGRETERIE DI BRINDISI |