Francavilla F.na, 08/09/2012

Solazzo (Cgil): "dal Comune gestione del personale in controtendenza"

UNA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE IN CONTROTENDENZA In una fase di profonda crisi in cui anche il nostro Comune potrebbe fallire per scarsità di risorse economiche ed i maggiori costi, ob torto collo, devono essere coperti con l’incremento dell’Irpef, di altre tasse e di risparmi rivenienti dai tagli agli organici dei dipendenti (10%) e dei dirigenti pubblici (20%), il dirigente dei servizi finanziari del nostro Comune continua a legittimare il cosiddetto “partito dell’anarchia dei comportamenti”, ossia la libera manifestazione della volontà individuale, secondo cui nell’ambito della pubblica amministrazione, a fronte della crisi dei partiti politici, si può anche derogare al rispetto delle regole che sono alla base del buon funzionamento della pubblica amministrazione (trasparenza, imparzialità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa), dello stato giuridico dei pubblici dipendenti, del testo unico degli enti locali e dei contratti collettivi di lavoro. Tanto poi, chi protesta, verrà azzittito con quel detto che suona come un insulto: “vecchio moralista”.
Prova ne sia, che, l’intraprendente dirigente dei servizi finanziari, in presenza delle dure contestazioni poste in essere dall’assessore al personale e dalla segreteria territoriale della FP-CGIL di Brindisi, riguardo alla illegittima distribuzione di circa € 45.000,00 di risorse pubbliche, trovandosi, in evidente difficoltà. Anche per le prese di posizione di numerosi dipendenti, al fine di chiudere questa imbarazzante vicenda, non ha potuto fare a meno di ordinare ai suoi collaboratori di liquidare con immediatezza, entro e non oltre il mese di agosto tutte le spettanze economiche decise, da pochi intimi, nella delegazione trattante del 27/06/2012, senza rendersi conto che ci potrebbe essere un seguito a questo imprevisto incidente di percorso.
A parere della FP-CGIL, a quest’ora, la giunta comunale, avrebbe già dovuto prendere le distanze da questa grave vicenda. Quest’ultima, infatti, ha già avuto la prima avvisaglia di quanto stava accadendo nel momento in cui l’assessore al personale, da addetto ai lavori, era costretto a subire per responsabilità oggettive dei dirigenti le giuste proteste di numerosi dipendenti che erano stati severamente discriminati. Alla luce di questi accadimenti il predetto assessore con un argomentato documento pubblico divulgava anche a mezzo stampa una vibrata protesta nei confronti degli autori della distribuzione a pioggia di circa € 45.000,00 senza l’adozione di alcun criterio obiettivo. Analoga iniziativa veniva assunta dalla scrivente che per altre ragioni denunciava tutti i vizi di legittimità contenuti nell’accordo richiamato e nelle determinazioni dirigenziali adottate nel mese di luglio e di agosto.
A fronte di queste legittime proteste, l’organo politico avrebbe dovuto avere, quanto meno, il buon senso di accertare se tutti gli atti amministrativi fossero stati adottati nel pieno rispetto del dettato contrattuale. Quest’ultimo, invece, ha ritenuto di potersi fidare dell’intraprendente dirigente dei servizi finanziari, trascurando che anche per gli amministratori ed il personale degli enti locali (compresi i dirigenti), ai sensi dell’art.93 e 239 del D.lgs. del 18/08/2000, n.267 - testo unico degli enti locali – si osservano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità degli impieghi civili dello Stato. In questa circostanza, a parere della scrivente, si appalesa, da parte del più volte citato dirigente, un comportamento contrario ai suoi doveri previsti dalla Legge. Quest’ultimo, infatti, era obbligato, innanzitutto, a certificare che nell’anno 2011, le risorse non utilizzate o non attribuite, con riferimento alle finalità del corrispondente esercizio finanziario (anno 2011) venivano quantificate €45.000,00; e che le stesse risorse dovevano essere portate in aumento di quelle dell’anno corrente. Né, secondo l’art.17, comma 5, del CCNL del 01/04/1999 ed il parere n.287/2010 della Corte dei Conti della regione Lombardia, doveva, in alcun modo consentire ai componenti della delegazione trattante, tenuta il 27/06/2012, di ripartire le risorse che avevano avuto la loro destinazione già nell’anno 2011 e che successivamente non erano state utilizzate. L’aver voluto a tutti i costi sprecare €45.000,00 di risorse pubbliche per finalità estranee alle disposizioni contrattuali e legislative, era ovvio, che doveva, di riflesso, comportare non solo un danno erariale alle finanze dell’Ente ma che porterà ancora “acqua al mulino” dei sostenitori dell’antipolitica.
E’ opportuno, alla luce di questa ennesima responsabile denuncia di irregolarità amministrativa, da parte della FP-CGIL territoriale di Brindisi, che l’amministrazione comunale ordini nel più breve tempo possibile la revoca di tutte le determinazioni dirigenziali che hanno consentito gravi sperequazioni fra dipendenti della stessa categoria, forme di penalizzazioni nei confronti di dipendenti e dei funzionari che sono fuori dal “giro degli amici e degli amici degli amici” unitamente all’esclusione di ogni qualsivoglia beneficio economico a favore di oltre 50 dipendenti appartenenti alle categorie più basse.
L’amministrazione, faccia propria, invece, l’analisi del Ministro della Funzione Pubblica che intravede proprio nell'età dei dirigenti pubblici il primo freno alla produttività della pubblica amministrazione. “Il nostro paese, infatti, ha il tasso maggiore dei dirigenti con oltre 50 anni. Un’amministrazione così anziana fa fatica a nutrire l’entusiasmo ed a coltivare l’energia per innovare e recuperare efficienza e produttività.

COMUNICATO STAMPA FRANCESCO SOLAZZO - FP-CGIL territoriale di Brindisi