|
Brindisi, 11/12/2012
Riordino saltato: l'opinione di Tomaselli e Consales
Pericolo scampato: è questa l'unanime reazione alla attesa e prevista decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di interrompere il processo di conversione del decreto legge n. 188/2012, il famigerato provvedimento che avrebbe soppresso la provincia di Brindisi.
Come era prevedibile a Brindisi si tira un grosso respiro di sollievo per aver evitato una scelta imposta dall'alto che era stata vissuta come una colpo basso al senso identitario della popolazione.
Come da più parti evidenziato, il salvataggio della provincia di Brindisi e di altre 34 provincie, non evita, però, i disservizi ed i tagli prodotti dalle leggi 214/2011 e 135/2012. Più di qualcuno, invece, perseguendo una logica altamente demagogica - aveva fatto intendere (e continua a farlo ancora oggi!) che fosse proprio il decreto di soppressione delle province (e non le leggi precedentemente approvate) a provocare situazioni di grave impatto sociale ed economico.
Queste alcune delle reazioni alla notizia del giorno.
Il Sen. Salvatore Tomaselli (Partito Democratico), che aveva presentato alcuni emendamenti al D.L. n. 188/2012, tesi a "salvare" lo status di capoluogo di provincia della città di Brindisi, ha espresso il suo pensiero in un post su facebook postato nella tarda serata di ieri: "La Commissione Affari Costituzionali del Senato interrompe l'esame del Decreto Legge sul riordino delle province che non sarà più in discussione domani nell'aula del Senato. Si blocca l'iter di conversione e il Decreto si avvia alla decadenza.
Non abbiamo mai nascosto i limiti di un processo di riordino "frettoloso, approssimativo e ragionieristico".
Un esito che abbiamo auspicato e che rinvia al prossimo Governo e al prossimo Parlamento una riforma più organica e condivisa con i territori e le loro comunità".
Anche il Sindaco Consales ha affidato la sua opinione al social network creato da Mark Zuckemberg. Scrive il primo cittadino: "Tra i tanti aspetti negativi determinati da una crisi di Governo, ce n'è uno positivo: non ci sarà più la conversione in legge del decreto per il riordino delle Province. Il che significa che la provincia di Brindisi continuerà ad esistere, al pari di tutte le altre. Spero ci venga dato atto, però, che abbiamo fatto bene a muoverci per tempo per evitare di subire decisioni assunte da altri per nostro conto. La storia, in ogni caso, non è conclusa in quanto anche il prossimo Governo proverà a ridurre il numero delle Province. Ed è questo il motivo per cui terremo desta l'attenzione, così come continueremo a dialogare con gli amici leccesi per il progetto del "Salento". Il tutto, partendo dalla tutela ad ogni costo della nostra provincia." |