Brindisi, 20/05/2013

Uiltec: manca strategia per il settore chimico

Lo scorso 17 maggio, la Segreteria Territoriale Uiltec di Brindisi, ha riunito l’Attivo del comparto Chimico per approfondire lo stato attuale del settore, alle prese con una forte crisi generale, ma soprattutto con una mancanza di una strategia industriale che dà poche certezze per il futuro.
Questo incontro è stato propedeutico per formulare un Documento Politico da sottoporre al Coordinamento Nazionale per l’Industria Chimica della Uiltec che si terrà il prossimo 22 maggio a Roma. Incontro che vedrà la partecipazione di Responsabili del Ministero dello Sviluppo e che si pone l’obiettivo di iniziare un serrato confronto con le Istituzioni per intraprendere alcune iniziative alla luce degli stravolgimenti che stanno interessando la filiera della Chimica a livello nazionale.
Dal dibattito sono emerse alcune criticità certamente legate ad una reale situazione di crisi di produzione dell’Etilene e del Polietilene, mercati molto concorrenziali e quindi oramai poco redditizi almeno in Europa. Preoccupa inoltre questa forsennata diffidenza oltre che indifferenza, da parte della politica, verso un settore industriale che continua, malgrado le molteplici difficoltà, a sostenere il PIL del nostro paese.
E se è pur vero che mentre l’Eni, attraverso la Versalis, presentando il suo nuovo Piano di Investimenti 2013-2016, ha individuato in Priolo (Gargallo), Porto Torres e Porto Marghera i tre siti che negli ultimi anni hanno causato una forte perdita economica e quindi fatti oggetto di un piano di rilancio legato per lo più al nuovo core-business della “Chimica verde”, per Brindisi al di là di un probabile utilizzo di “shale gas” sul cracker e quindi ad un rafforzamento della produzione, dovuto soprattutto ad alcuni ridimensionamenti di cracker poco efficienti in altri siti, vi è una “calma apparente” che non può lasciarci tranquilli.
La scomparsa di investimenti come il nuovo forno del P1/CR, oltre all’abbandono ormai del famoso progetto della “pipe-line” tra Brindisi, Taranto e la Val D’Agri, insieme ad una mancanza di utilizzo di quelle aree già bonificate, ridimensionano, a nostro avviso, le forti potenzialità del petrolchimico di Brindisi.
Per onestà intellettuale, è giusto dare atto sia alla Versalis che ha investito circa 7 milioni di euro per migliorie ambientali, ma anche alla Basell P. per aver portato a compimento, malgrado la crisi e le conseguenti chiusure e ridimensionamenti di altri siti, un progetto di circa 35 milioni di euro per lo sbottigliamento del P9T.
Però, almeno per la Versalis, su circa due miliardi di euro di investimenti nei prossimi anni, qualcosa in più, almeno in prospettiva futura, ci attendevamo. Anche se, per dircela tutta, non è affatto da sottovalutare la differenza di comportamento delle Istituzioni Locali che, mentre nelle zone Venete, come anche in Sardegna e in Sicilia, si sono schierate al fianco dei lavoratori del settore industriale, portando la loro protesta fino al Governo Nazionale, a Brindisi, all’insegna dell’ironia e dell’utopismo, proponiamo addirittura la delocalizzazione del Petrolchimico, oltre ad una smisurata perimetrazione dell’Area SIN che tante difficoltà ci stà creando per portare a compimento l’opera delle Bonifiche.
Diceva qualcuno che a pensar male a volte ci si azzecca…e allora, non vorremmo dargli ragione pensando che il settore industriale è utile soltanto come bagaglio di consenso nelle imminenze delle campagne elettorali e poi è più redditizio nascondersi ed occuparsi d’altro…!
Come Uiltec di Brindisi, al Coordinamento Nazionale, porteremo le nostre ragioni e soprattutto la preoccupazione dei lavoratori, ivi comprese quelle delle maestranze delle Ditte appaltatrici e in particolare quelle dei circa 1600 ex lavoratori alle prese con gli Ammortizzatori Sociali.

COMUNICATO STAMPA UILTEC