Dopo gli appuntamenti a San Severo, Foggia, Bari e Lecce prosegue “PAZ 70”, l’omaggio della Regione Puglia al genio di Andrea Pazienza nel settantennale della nascita. Tre nuovi incontri nel segno di ridere – intensificare- attualizzare, espressioni chiave per avvicinarsi all’opera di Pazienza, ricordarla e rilanciarla in questa nostra contemporaneità che non sa pensare e non sa sorridere. Il nuovo ciclo di appuntamenti, che riunirà esperti di fumetto e di narrazioni, parte venerdì 25 settembre ore 17.30 Mediaporto di Brindisi (ingresso libero sino esaurimento posti disponibili) per ridere con Luca Raffaelli, saggista e giornalista, Stefano Cristante, sociologo della cultura, Università del Salento e Antonello Vigliaroli, coordinatore dell’Archivio Bibliografico “Andrea Pazienza”. Paz 70 proseguirà poi il 23 ottobre a Trani con l’appuntamento dedicato ad intensificare e il 20 novembre a Taranto con l’appuntamento dedicato ad attualizzare.
Il progetto, ideato da Stefano Cristante e Luigi De Luca, è organizzato da Puglia Culture, promosso dai Poli Biblio-Museali di Puglia in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Severo con il patrocinio di Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Università del Salento e Università degli studi di Foggia. Il comitato scientifico riunisce Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Francesca Romana Capone, Stefano Cristante, Luca Raffaelli, Carlotta Vacchelli, Antonello Vigliaroli.
Andrea Pazienza avrebbe compiuto quest’anno settant’anni. Era nato a San Benedetto del Tronto, la città di mamma Giuliana, il 23 maggio del 1956. Il suo papà, Enrico, notevole acquerellista, era pugliese di San Severo, la città dove Andrea è cresciuto per poi fare il salto verso la vita. Una vita piena di disegni e di storie, di legami e amicizie fondamentali che hanno segnato la storia del fumetto e della cultura giovanile italiana, come quella di Andrea con Tanino Liberatore che aveva incontrato a Pescara, studenti entrambi del Liceo Artistico. Poi, nel 1974, Bologna, città cruciale in quegli anni magnifici e tragici. Anni di necessità creative, per togliersi di dosso l’asfissia del piombo e del sangue di una stagione che di fatto chiudeva la grande onda del Sessantotto. Fare movimento e fare rivista la chiave per ridestare ciò che la politica mortificava. Tanti con Andrea sono i protagonisti di quel “rifiuto” pieno di iniziative editoriali e di nuovi incontri, come quello con Stefano Tamburini, con cui Andrea fondò “Cannibale” insieme a Scozzari, a Mattioli e a Liberatore, per poi immergersi nella straordinaria impresa del settimanale “Il male”. Poi, all’inizio degli anni ’80, l’invenzione di “Frigidaire”, la rivista diretta da Vincenzo Sparagna che fu una vera e propria fucina di talenti. E infine, nella seconda metà degli anni ’80, la collaborazione con le pagine di satira di “Tango”, diretto da Sergio Staino.
Un racconto finito troppo presto quello di PAZ: un tempo però moltiplicato nei tanti personaggi disegnati in cui il genio di Andrea s’è incarnato, fondando uno stile e una lingua capaci di graffiare e far ridere: Pentothal, Zanardi, Francesco Stella, Pertini, Pompeo, Campofame, il cane Astarte, mentre il suo talento dilagava in mille altre collaborazioni per il teatro, la danza, il cinema. I personaggi di Andrea sono la rivelazione del suo stare nel mondo per osservarlo e tradurlo con la matita e il pennarello, una grande opera di poesia dove arte e vita si fondono fino all’ultimo respiro.
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