September 26, 2026

Audizione in VI Commissione regionale con Eni, Seri Industrial, Regione, Comune, sindacati e associazioni datoriali. Avvio della formazione il 12 ottobre, produzione BESS da luglio 2027 e oltre mille occupati a regime. Le imprese locali chiamate a essere protagoniste della nuova filiera

L’audizione svoltasi ieri in VI Commissione del Consiglio regionale della Puglia ha consentito di fare un ulteriore passo avanti nella definizione del percorso di riconversione industriale dell’area brindisina e nella realizzazione della Gigafactory Eni Storage Systems.

Al confronto, dedicato alla formazione, alla riqualificazione professionale e alla ricerca applicata per la nuova filiera, hanno partecipato i vertici di Eni, Eni Industrial Evolution ed Eni Storage Systems, Seri Industrial, la Regione Puglia, il Comune di Brindisi, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali.

Dalla riunione sono emersi elementi concreti sul cronoprogramma dell’investimento, sulle prime ricadute occupazionali e sul percorso necessario per costruire intorno alla Gigafactory una filiera industriale capace di coinvolgere lavoratori, imprese e sistema della formazione.

Il progetto prevede a Brindisi la realizzazione della Gigafactory per la produzione di celle e moduli di batterie, affiancata dall’impianto per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo BESS. Nelle fasi successive sono previste anche la produzione della materia attiva catodica LFP e il riciclo delle batterie. L’intero progetto, integrato con lo stabilimento di Teverola, punta a una capacità complessiva di 16 GWh annui entro il 2030.

Il primo appuntamento operativo è fissato per il 12 ottobre, quando partirà il percorso formativo rivolto ai primi 80 lavoratori di Versalis destinati alla nuova attività. La formazione, organizzata con il supporto di Eni Corporate University, proseguirà fino a maggio 2027 e comprenderà una prima fase teorica a Brindisi e una successiva fase di addestramento pratico presso lo stabilimento Seri Industrial di Teverola. L’avvio della prima linea produttiva BESS è previsto per luglio 2027.

Parallelamente procederanno i lavori per la realizzazione degli opifici industriali della Gigafactory. Secondo il cronoprogramma illustrato in Commissione, i lavori di costruzione prenderanno il via dal 1° maggio, con ultimazione prevista entro giugno 2028. Nel secondo semestre dello stesso anno saranno installate le linee per la produzione delle celle, la formazione, la carica, l’assemblaggio delle celle e la realizzazione dei moduli. In questo percorso è previsto un coinvolgimento significativo delle imprese locali.

A regime, il progetto prevede oltre mille occupati diretti, con l’inserimento progressivo dei lavoratori di Versalis e il raggiungimento della piena capacità produttiva entro la fine del 2029.

Sono numeri importanti che trasformano la Gigafactory da progetto industriale a concreta prospettiva di reindustrializzazione del territorio. Proprio per questo, però, l’attenzione deve concentrarsi ora sulle condizioni necessarie affinché la transizione produca ricadute effettive sull’intero bacino occupazionale brindisino.

 

FORMAZIONE MIRATA E RIQUALIFICAZIONE DEI LAVORATORI

Uno dei punti centrali emersi dall’audizione riguarda la formazione. La Regione Puglia, attraverso Arpal, ha avviato una ricognizione delle competenze dei primi lavoratori interessati dal processo di reindustrializzazione, con l’obiettivo di estendere successivamente l’analisi all’intero bacino occupazionale.

La formazione dovrà quindi partire da una fotografia reale delle competenze esistenti e confrontarsi con i fabbisogni professionali della nuova filiera. L’obiettivo condiviso da istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali è evitare percorsi formativi generici o scollegati dalle effettive opportunità occupazionali.

Come emerso in Commissione, occorre costruire percorsi su misura e accelerare i tempi degli strumenti formativi, utilizzando tutte le risorse disponibili, regionali, nazionali ed europee, per sostenere riqualificazione, ricollocazione e acquisizione delle nuove professionalità.

La UIL di Brindisi ha richiamato in particolare la necessità di un Programma Straordinario di Formazione, riqualificazione e ricollocazione, rivolto prioritariamente ai lavoratori dell’indotto industriale e a quanti sono stati coinvolti nei processi di transizione industriale ed energetica degli ultimi anni.

 

LA GIGAFACTORY COME MOTORE DI UNA NUOVA FILIERA

La sfida, tuttavia, riguarda l’intera filiera.

L’obiettivo deve essere quello di fare di Brindisi un polo produttivo completo, evitando che il territorio venga limitato alle sole attività di assemblaggio. La seconda fase del progetto dovrà quindi procedere con la produzione delle celle, dei moduli, della materia attiva catodica e con il riciclo delle batterie, consolidando a Brindisi una filiera industriale integrata.

In questo quadro assume particolare rilievo il coinvolgimento delle imprese del territorio. Confindustria Brindisi ha sottolineato la necessità che le aziende locali si preparino per tempo, affrontando i percorsi di qualificazione e accreditamento necessari per poter partecipare alle attività legate all’investimento.

La realizzazione della Gigafactory può infatti generare un sistema di commesse, servizi e nuove opportunità per il tessuto imprenditoriale locale, a condizione che le imprese siano messe nelle condizioni di competere e inserirsi nella nuova catena del valore.

La stessa Confindustria ha evidenziato, inoltre, l’interesse per la manifestazione presentata da un gruppo industriale qualificato per il possibile acquisto dell’impianto di cracking, sulla quale sono in corso gli approfondimenti, considerandola una potenziale ulteriore opportunità per mantenere e rafforzare la vocazione produttiva del polo brindisino.

 

UNIVERSITÀ, RICERCA E NUOVE COMPETENZE

Altro elemento di particolare interesse è il percorso avviato dal Comune di Brindisi con l’Università del Salento e le aziende del territorio per verificare la possibilità di ampliare l’offerta formativa superiore e sviluppare a Brindisi un percorso universitario legato all’ingegneria e alle esigenze della nuova trasformazione industriale.

Il coinvolgimento degli istituti superiori cittadini e dei centri di ricerca dovrà accompagnare questo processo, rafforzando il rapporto tra scuola, università, ricerca e industria.

L’obiettivo è costruire nel territorio le competenze necessarie per sostenere la nuova manifattura energetica e tecnologica, evitando che la domanda di professionalità qualificate debba essere soddisfatta esclusivamente attraverso l’apporto di competenze provenienti dall’esterno.

 

LE GARANZIE PER L’INDOTTO E IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI

Nel corso dell’audizione, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di affrontare in maniera sistemica la trasformazione industriale di Brindisi, mantenendo alta l’attenzione sull’intero indotto e sui lavoratori che rischiano di essere esclusi dai processi di riconversione.

La transizione verso le nuove produzioni dovrà quindi procedere insieme alla tutela del patrimonio professionale esistente e alla ricerca di nuove opportunità occupazionali.

La Regione Puglia ha confermato la propria disponibilità a sostenere il percorso, sottolineando la necessità di garantire una formazione realmente collegata ai fabbisogni produttivi e di monitorare costantemente l’evoluzione del progetto. L’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio ha inoltre evidenziato la necessità di risorse adeguate per accompagnare una trasformazione industriale di questa portata e ha annunciato un tavolo dedicato a Brindisi, attraverso la Prefettura, per definire con precisione i profili professionali richiesti dalla Gigafactory e dall’indotto.

La presidente della VI Commissione Annagrazia Angolano ha ribadito la volontà della Regione di seguire costantemente l’evoluzione del progetto, mentre la consigliera Isabella Lettori ha sottolineato l’importanza di garantire che la riconversione coinvolga pienamente il capitale umano del territorio.

Il quadro emerso dall’audizione consegna dunque a Brindisi una prospettiva industriale concreta, ma anche una precisa responsabilità: trasformare l’investimento in occupazione stabile, qualificata e duratura, valorizzando lavoratori e imprese locali.

La Gigafactory può rappresentare il primo tassello di un più ampio “Piano Brindisi”, capace di mettere in rete Eni, lavoratori, indotto, piccole e medie imprese, istituzioni, università, scuola e ricerca.

Per questo sarà fondamentale continuare a seguire con attenzione ogni fase del progetto, verificando il rispetto del cronoprogramma, l’avanzamento della formazione, l’effettivo coinvolgimento delle imprese locali e le ricadute occupazionali sull’intero territorio.

La transizione industriale di Brindisi è ormai entrata nella fase operativa. La sfida, adesso, è fare in modo che nessuno venga lasciato indietro e che la nuova filiera delle batterie diventi una concreta occasione di sviluppo per l’intera comunità brindisina.
Il progetto prevede a Brindisi la realizzazione della Gigafactory per la produzione di celle e moduli di batterie, affiancata dall’impianto per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo BESS. Nelle fasi successive sono previste anche la produzione della materia attiva catodica LFP e il riciclo delle batterie. L’intero progetto, integrato con lo stabilimento di Teverola, punta a una capacità complessiva di 16 GWh annui entro il 2030.

Il primo appuntamento operativo è fissato per il 12 ottobre, quando partirà il percorso formativo rivolto ai primi 80 lavoratori di Versalis destinati alla nuova attività. La formazione, organizzata con il supporto di Eni Corporate University, proseguirà fino a maggio 2027 e comprenderà una prima fase teorica a Brindisi e una successiva fase di addestramento pratico presso lo stabilimento Seri Industrial di Teverola. L’avvio della prima linea produttiva BESS è previsto per luglio 2027.

Parallelamente procederanno i lavori per la realizzazione degli opifici industriali della Gigafactory. Secondo il cronoprogramma illustrato in Commissione, i lavori di costruzione prenderanno il via dal 1° maggio, con ultimazione prevista entro giugno 2028. Nel secondo semestre dello stesso anno saranno installate le linee per la produzione delle celle, la formazione, la carica, l’assemblaggio delle celle e la realizzazione dei moduli. In questo percorso è previsto un coinvolgimento significativo delle imprese locali.

A regime, il progetto prevede oltre mille occupati diretti, con l’inserimento progressivo dei lavoratori di Versalis e il raggiungimento della piena capacità produttiva entro la fine del 2029.

Sono numeri importanti che trasformano la Gigafactory da progetto industriale a concreta prospettiva di reindustrializzazione del territorio. Proprio per questo, però, l’attenzione deve concentrarsi ora sulle condizioni necessarie affinché la transizione produca ricadute effettive sull’intero bacino occupazionale brindisino.

 

FORMAZIONE MIRATA E RIQUALIFICAZIONE DEI LAVORATORI

Uno dei punti centrali emersi dall’audizione riguarda la formazione. La Regione Puglia, attraverso Arpal, ha avviato una ricognizione delle competenze dei primi lavoratori interessati dal processo di reindustrializzazione, con l’obiettivo di estendere successivamente l’analisi all’intero bacino occupazionale.

La formazione dovrà quindi partire da una fotografia reale delle competenze esistenti e confrontarsi con i fabbisogni professionali della nuova filiera. L’obiettivo condiviso da istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali è evitare percorsi formativi generici o scollegati dalle effettive opportunità occupazionali.

Come emerso in Commissione, occorre costruire percorsi su misura e accelerare i tempi degli strumenti formativi, utilizzando tutte le risorse disponibili, regionali, nazionali ed europee, per sostenere riqualificazione, ricollocazione e acquisizione delle nuove professionalità.

La UIL di Brindisi ha richiamato in particolare la necessità di un Programma Straordinario di Formazione, riqualificazione e ricollocazione, rivolto prioritariamente ai lavoratori dell’indotto industriale e a quanti sono stati coinvolti nei processi di transizione industriale ed energetica degli ultimi anni.

 

LA GIGAFACTORY COME MOTORE DI UNA NUOVA FILIERA

La sfida, tuttavia, riguarda l’intera filiera.

L’obiettivo deve essere quello di fare di Brindisi un polo produttivo completo, evitando che il territorio venga limitato alle sole attività di assemblaggio. La seconda fase del progetto dovrà quindi procedere con la produzione delle celle, dei moduli, della materia attiva catodica e con il riciclo delle batterie, consolidando a Brindisi una filiera industriale integrata.

In questo quadro assume particolare rilievo il coinvolgimento delle imprese del territorio. Confindustria Brindisi ha sottolineato la necessità che le aziende locali si preparino per tempo, affrontando i percorsi di qualificazione e accreditamento necessari per poter partecipare alle attività legate all’investimento.

La realizzazione della Gigafactory può infatti generare un sistema di commesse, servizi e nuove opportunità per il tessuto imprenditoriale locale, a condizione che le imprese siano messe nelle condizioni di competere e inserirsi nella nuova catena del valore.

La stessa Confindustria ha evidenziato, inoltre, l’interesse per la manifestazione presentata da un gruppo industriale qualificato per il possibile acquisto dell’impianto di cracking, sulla quale sono in corso gli approfondimenti, considerandola una potenziale ulteriore opportunità per mantenere e rafforzare la vocazione produttiva del polo brindisino.

 

UNIVERSITÀ, RICERCA E NUOVE COMPETENZE

Altro elemento di particolare interesse è il percorso avviato dal Comune di Brindisi con l’Università del Salento e le aziende del territorio per verificare la possibilità di ampliare l’offerta formativa superiore e sviluppare a Brindisi un percorso universitario legato all’ingegneria e alle esigenze della nuova trasformazione industriale.

Il coinvolgimento degli istituti superiori cittadini e dei centri di ricerca dovrà accompagnare questo processo, rafforzando il rapporto tra scuola, università, ricerca e industria.

L’obiettivo è costruire nel territorio le competenze necessarie per sostenere la nuova manifattura energetica e tecnologica, evitando che la domanda di professionalità qualificate debba essere soddisfatta esclusivamente attraverso l’apporto di competenze provenienti dall’esterno.

 

LE GARANZIE PER L’INDOTTO E IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI

Nel corso dell’audizione, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di affrontare in maniera sistemica la trasformazione industriale di Brindisi, mantenendo alta l’attenzione sull’intero indotto e sui lavoratori che rischiano di essere esclusi dai processi di riconversione.

La transizione verso le nuove produzioni dovrà quindi procedere insieme alla tutela del patrimonio professionale esistente e alla ricerca di nuove opportunità occupazionali.

La Regione Puglia ha confermato la propria disponibilità a sostenere il percorso, sottolineando la necessità di garantire una formazione realmente collegata ai fabbisogni produttivi e di monitorare costantemente l’evoluzione del progetto. L’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio ha inoltre evidenziato la necessità di risorse adeguate per accompagnare una trasformazione industriale di questa portata e ha annunciato un tavolo dedicato a Brindisi, attraverso la Prefettura, per definire con precisione i profili professionali richiesti dalla Gigafactory e dall’indotto.

La presidente della VI Commissione Annagrazia Angolano ha ribadito la volontà della Regione di seguire costantemente l’evoluzione del progetto, mentre la consigliera Isabella Lettori ha sottolineato l’importanza di garantire che la riconversione coinvolga pienamente il capitale umano del territorio.

Il quadro emerso dall’audizione consegna dunque a Brindisi una prospettiva industriale concreta, ma anche una precisa responsabilità: trasformare l’investimento in occupazione stabile, qualificata e duratura, valorizzando lavoratori e imprese locali.

La Gigafactory può rappresentare il primo tassello di un più ampio “Piano Brindisi”, capace di mettere in rete Eni, lavoratori, indotto, piccole e medie imprese, istituzioni, università, scuola e ricerca.

Per questo sarà fondamentale continuare a seguire con attenzione ogni fase del progetto, verificando il rispetto del cronoprogramma, l’avanzamento della formazione, l’effettivo coinvolgimento delle imprese locali e le ricadute occupazionali sull’intero territorio.

La transizione industriale di Brindisi è ormai entrata nella fase operativa. La sfida, adesso, è fare in modo che nessuno venga lasciato indietro e che la nuova filiera delle batterie diventi una concreta occasione di sviluppo per l’intera comunità brindisina.
e le ricadute occupazionali sull’intero territorio.

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