Idrogeno, Contessa (Ance): stop a investimento a Brindisi. Urbanistica torni ad essere una priorità

Il parere negativo sul progetto Puglia Green Hydrogen Valley di Brindisi pone una questione che va oltre il singolo investimento: l’urbanistica, intesa come pianificazione dello sviluppo del territorio, sembra non essere più una priorità nell’agenda politica. Lo dichiara Angelo Contessa, Presidente di ANCE Brindisi. Si annunciano transizione energetica, riconversione industriale, sviluppo turistico e nuova occupazione, ma manca spesso un disegno urbanistico capace di tradurre questi obiettivi in interventi realizzabili. Si procede per deroghe e singole iniziative, salvo incontrare, lungo il percorso autorizzativo, pareri negativi e incompatibilità che andrebbero affrontate prima, con una pianificazione aggiornata.
Imprese e lavoratori sono stanchi di annunci che promettono il futuro e di ostacoli che bloccano il presente. Brindisi ha bisogno di “permitting” con tempi certi e decisioni coerenti, capace di sbloccare investimenti e creare lavoro. Il PPTR pugliese nasceva con una visione regionale di lungo periodo, per coniugare tutela del paesaggio e trasformazioni sostenibili. Ai Comuni spettava adeguare i propri strumenti urbanistici e contribuire, attraverso le procedure previste, all’aggiornamento del quadro regionale. Un processo da alimentare con verifiche periodiche e proposte motivate.
Oggi il mondo corre: cambiano tecnologie, mercati e bisogni. Anche la pianificazione deve tenere il passo: restare fermi significa perdere opportunità. Come ANCE Brindisi siamo pronti a collaborare, mettendo a disposizione competenze ed esperienza delle nostre imprese per tradurre questa visione in scelte concrete e attuabili. Occorre recuperare quello spirito e coordinare politiche industriali, energetiche, ambientali e urbanistiche. Regione e Comuni devono individuare preventivamente aree, condizioni e infrastrutture compatibili con la riconversione di Brindisi, coinvolgendo corpi intermedi e imprese del territorio.
Bonifiche e restituzione delle aree agli usi legittimi devono entrare in questa visione. Tutela del paesaggio e sviluppo richiedono scelte consapevoli e regole certe e attuabili. L’urbanistica di oggi è rigenerazione urbana: se fatta bene, trasforma i bisogni della comunità in investimenti, lavoro e qualità della vita. Alla politica il compito di fare sintesi e tradurla in decisioni concrete.




