September 23, 2026


La questione relativa all’utilizzo del Campo Sportivo Comunale di Torre Santa Susanna sembra ruotare attorno a un punto molto più concreto di quanto possa apparire: gli spazi disponibili e le condizioni di gestione dell’impianto oggi non sono più quelli dello scorso anno.

La Virtus Erchie si è aggiudicata attraverso un bando pubblico la gestione quinquennale della struttura, assumendosi contestualmente precisi impegni organizzativi, economici e di investimento sull’impianto.

A cambiare, nel frattempo, sono stati soprattutto i numeri.

Se nella passata stagione la presenza della Virtus sul campo era legata prevalentemente all’attività della prima squadra, oggi la società conta circa 180 tesserati, distribuiti tra cinque squadre del settore giovanile, quattro fasce d’età della scuola calcio e la prima squadra.

Un’attività notevolmente più ampia che occupa inevitabilmente gran parte delle fasce orarie disponibili.

Nonostante questo, all’Amatori Gioventù Sport sono stati comunque indicati alcuni spazi nei quali sarebbe possibile utilizzare l’impianto. Fasce orarie che, però, al momento non risulterebbero accettate dalla società interessata. Individuarne altre significherebbe sottrarre ore alle attività già programmate per i tesserati della Virtus.

Ed è proprio questo uno degli elementi che distingue la situazione attuale da quella dello scorso anno.

Nella precedente stagione l’Amatori aveva infatti avuto la possibilità di utilizzare il campo gratuitamente, grazie alla maggiore disponibilità di spazi esistente in quel momento.

Una situazione che oggi difficilmente può essere sovrapposta a quella attuale. La gestione continuativa di un impianto sportivo comporta infatti costi per utenze, manutenzione, pulizia, personale e organizzazione, oltre alle responsabilità che ricadono sul soggetto gestore. In presenza di un utilizzo stabile da parte di più società, anche la ripartizione degli oneri di gestione diventerebbe inevitabilmente parte di qualsiasi accordo.

C’è poi un altro dato nella storia dell’impianto: in circa 35 anni di attività l’Amatori non risulta aver partecipato a un bando per assumerne direttamente la gestione. La Virtus Erchie lo ha invece fatto, aggiudicandosi la concessione per cinque anni e assumendo gli obblighi previsti dal relativo capitolato.

Obblighi che comprendono anche un significativo impegno economico e la realizzazione, nell’arco dei cinque anni di concessione, di una serie di interventi destinati alla riqualificazione e al miglioramento dell’impianto, parte dei quali risulta già eseguita su una struttura che, al momento della consegna, presentava diverse criticità e necessitava di interventi sul campo, sui servizi e su altri spazi.

La crescita della Virtus ha inoltre portato la società a cercare soluzioni esterne persino per le proprie attività: parte della scuola calcio viene infatti svolta in una struttura presa in affitto, proprio per alleggerire il carico sul Campo Sportivo Comunale.

Resta poi un principio organizzativo essenziale: l’utilizzo dell’impianto da parte di altre società deve necessariamente passare attraverso un accordo con il soggetto che ne detiene la gestione, definendo preventivamente orari, modalità di utilizzo, responsabilità, coperture assicurative e condizioni economiche.

È anche alla luce di questo che va letto quanto accaduto nei giorni scorsi, quando numerosi tesserati dell’Amatori si sono presentati presso l’impianto senza che fosse stato preventivamente definito un accordo per quell’allenamento. La situazione ha poi richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Il punto, dunque, non sembra essere un divieto imposto a un’altra società.

Gli spazi sono stati indicati. Il problema è che quelli disponibili non coincidono con quelli richiesti.

Un campo dispone di un numero limitato di ore e, rispetto a dodici mesi fa, la situazione è profondamente cambiata: oggi la Virtus Erchie deve organizzare sullo stesso impianto l’attività di cinque squadre del settore giovanile, quattro fasce d’età della scuola calcio e della prima squadra.

Non è materialmente possibile moltiplicare le fasce orarie né sottrarle alle squadre e ai ragazzi già inseriti nella programmazione della società che gestisce l’impianto.

La questione appare quindi soprattutto organizzativa e gestionale: trovare un equilibrio tra le esigenze delle diverse realtà sportive, nel rispetto degli accordi, delle responsabilità e dei costi che la gestione di un impianto comporta.

Perché rispetto allo scorso anno una cosa è certamente cambiata: sono cambiati i numeri, sono cambiati gli impegni e sono cambiati gli spazi disponibili.

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