Brindisi, 09/04/2012

Bonifiche SIN: il prof. Magno in merito alle proposte del Partito Democratico

A seguito delle proposte presentate dal Partito Democratico sulle bonifiche alla zona industriale di Brindisi, il prof. Francesco Magno, geologo e consulente ambientale, ha voluto indirizzate una lettera alla Federazione del PD con la proposta di alcune integrazioni alle tesi del PD da riportare al Ministro Corrado Clini.
Di seguito ne riportiamo integralmente il testo:

Oggetto: In merito alle proposte per le bonifiche del SIN di Brindisi.
Ho letto con attenzione le proposte avanzate dal PD in merito alle bonifiche da realizzare nell’area SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Brindisi e sento la necessità, senza voler fare alcun riferimento né alla tempistica e né al periodo elettorale, di esprime alcune considerazioni che, mi auguro, possano essere utili ad ampliare le informazioni da riportare al Ministro Clini nell’incontro programmato del prossimo 12 aprile.
Vi è una sostanziale condivisione dei percorsi da seguire in merito alle “proposte” da riportare al Ministro Clini e ciò dà merito, anche se nel quadro legislativo riportato sussistono “lacune” che spostano, a mio avviso, l’impostazione globale delle proposte; infatti, l’Accordo di Programma sulle bonifiche di Brindisi è stato firmato nel dicembre del 2007, solo alcuni giorni prima dell’emanazione del correttivo al D.lgs 152/2006, identificato con il D.lgs 4/2008 del 16/01/2008.
In questo decreto (4/2008) la procedura da seguire per la bonifica delle aree SIN è quella riportata all’articolo 252 bis in merito ai “Siti di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale” 
(articolo introdotto dall'art. 2, comma 43-ter, D.lgs. n. 4 del 2008) e ciò proprio in virtù degli stanziamenti che il Ministero dello Sviluppo Economico ha previsto per la bonifica e la riconversione industriale di siti SIN inquinati antecedentemente al 2006; è superfluo rammentare che lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico nel marzo 2008 aveva previsto un “Progetto Strategico Speciale” denominato “Programma Straordinario nazionale per il recupero economico produttivo di siti industriali inquinati” (art. 2 D.lgs 4/2008) e per il quale aveva stanziato ben 3009 milioni di euro (fondi FAS).
Quindi la normativa richiamata ha individuato due percorsi obbligati per ottenere, sia la bonifica delle aree contaminate che, parallelamente, la riconversione industriale dell’area ed i relativi finanziamenti; i percorsi sono paralleli e convergenti (nel senso del raggiungimento degli obiettivi) e sono definiti in due distinte Conferenze di Servizio che approvano altrettanti “Accordi di Programma” da tenersi, presso:
- il Ministero dell’Ambiente, per ciò che concerne la bonifica dell’area industriale;
- il Ministero dello Sviluppo Economico, per ciò che concerne il “Progetto strategico di riconversione industriale”.
E’ evidente, quindi, in virtù di una normativa ancor oggi vigente, che il riconoscimento dell’area di Brindisi quale d’interesse pubblico passa, solo ed esclusivamente, attraverso ambedue gli Accordi di Programma e non solo uno di questi; ove si dovesse continuare a persistere nel proporre solo l’Accordo di Programma sulla bonifica, il territorio di Brindisi non potrebbe essere riconosciuto quale di “interesse pubblico” e sarebbe tecnicamente escluso dai finanziamenti nazionali in quanto “Sito non rispondente alla legislazione vigente”; cosa che non è avvenuta per Fidenza, Massamartana, Ravenna, ecc. che invece, rispetto a Brindisi, hanno elaborato il proprio “Progetto strategico di riconversione industriale”.
Quindi, l’obiettivo prioritario per Brindisi è la formulazione di un “Progetto strategico di riconversione industriale”, l’unico elemento sostanziale per poter accedere ai finanziamenti residuali, ma ancora esistenti, presso il Ministero dello Sviluppo Economico sul richiamato programma del marzo 2008.
Condivido la considerazione che la zona industriale di Brindisi non ha bisogno di una “legge speciale” ma di una revisione totale del propria “governance” per la quale l’Ente territoriale comunale sia pienamente artefice della programmazione e della gestione, senza alcuna forma di delega ad Enti economici (vedi Consorzio ASI).
In merito poi alle “proposte” avanzate dal PD vi è una sostanziale condivisione alle quale aggiungerei, se mi è permesso, quanto segue:
- lo svincolo immediato dei terreni industriali risultati non contaminati, anche in presenza di una contaminazione della sottostante falda, ove vi sia una dichiarazione del proprietario circa la mancanza di interconnessione fra le attività svolte e la falda stessa.
- la possibilità per le aziende che presentano una “contaminazione della falda” di poter attivare propri impianti di disinquinamento e bonifica, senza la necessità di sottoscrivere necessariamente l’Accordo di programma. Si verifica infatti che, tale possibilità, pur reale, non venga presa minimamente in considerazione da parte del Ministero dell’Ambiente che non risponde a proposte di questo tipo.
- La possibilità che, in sottoscrizione dell’Accordo e, quindi, nel pagamento di 6,16 €/mq + 0,3 % per spese di consulenza (Ministero) + 3% per l’avvocatura dello Stato, ove si è al di sotto di un totale da pagare di 60.000 €, tale cifra debba essere riversata subito e non in 10 anni come previsto dall’Accordo. Questo è un abuso che penalizza fortemente le piccole imprese rispetto alle grandi, vere inquinatrici, che hanno la possibilità di spalmare in 10 anni e senza interessi le spese per la bonifica.
- La modifica della chek-list degli inquinanti ed in particolare dei solfati e manganese che, oltre a non essere dannosi per la salute, sono esclusivamente dovuti all’intrusione delle acque marine nella falda freatica.
- La indicazione “certa”, per le aziende che intendono sottoscrivere l’Accordo, delle spese relative alla gestione degli impianti di trattamento delle acque di falda da realizzare a valle della “barriera idraulica”, per la quale ho più volte rappresentato la mia contrarietà, proponendo soluzioni alternative.
Infine e senza alcuna polemica, ma nello spirito della razionalità che dovrebbe spingere chiunque ha a che fare con gli interessi pubblici, noto che si persiste a far riferimento all’enormità dell’area perimetrata e non si dice che l’area industriale di Brindisi è fra le maggiori d’Italia e come tale, in virtù del Dlgs 426/1998 art. 1 comma 4, è stata perimetrata dal Ministero con decreto del 10/01/2000. Infatti, fra le 54 aree SIN, quella di Brindisi nella sua totalità di 11.324 ha (mare+zona industriale+zona agricola) è la undicesima in estensione, dopo: Taranto, litorale Domizio, litorale vesuviano, bacino del Sarno, Sulcis, Priolo, valle del Sacco, Cengio, Casal Monferrato e Pieve Vergante; se invece si considera la sola estensione della “area industriale”, pari a 1.323 ha, questa risulta la sesta più estesa ed inferiore solo a: Taranto, litorale Domizio, Porto Torres, Sulcis e Priolo. L’area agricola è sicuramente la più estesa ma non è area industriale e non può contribuire allo sviluppo industriale di Brindisi; fra l’altro la caratterizzazione di tale area è ad esclusivo carico pubblico e per quanto fatto ha rilevato che (rapporto ARAB–ARPA dell’aprile 2009) su ben 972 campioni di terreno, 688 risultano contaminati, il 70,8%!!
La caratterizzazione dei terreni agricoli è costata solo “denari pubblici” ma, benedetti, in quanto hanno evitato che i prodotti agricoli entrassero nella catena alimentare dei brindisini aggravandone le già gravi condizioni di salute; per il danno economico subito dagli imprenditori agricoli si stanno sviluppando intense attività mirate al riconoscimento del “danno ambientale” subito.
Si valutino, invece quanti e quali terreni di aziende private, all’interno della zona industriale di Brindisi, sono stati caratterizzati, fin dal 2004, con soldi pubblici pur essendo in esercizio da anni e solo per non aver ritirato il “titolo di proprietà”, (Consorzio ASI) hanno goduto del beneficio di essere ancora considerati di “proprietà pubblica”.
Buon lavoro, anche se intempestivo.

prof. dott. Francesco Magno

Su Brundisium.net:
Tomaselli (PD): le nostre proposte per le bonifiche